Il Sole24Ore - Spagna e Italia star delle vacanze
Viaggi. L'instabilità dei Paesi del Nord Africa sta cambiando la geografia delle prenotazioni
Bene anche la Turchia - A picco le richieste per Tunisia ed Egitto
Tra crisi economica, disordini politici e catastrofi ambientali il turismo si trova a dover affrontare una nuova sfida: cambiano gli scenari delle destinazioni. I dati parlano chiaro: le prenotazioni su Egitto, Marocco e Tunisia sono scese del 30-50% (nonostante vistosi tagli ai prezzi), Siria e Giappone sono praticamente fermi.
Tuttavia, al calo di richieste corrispondono incrementi, fra il 10 e il 30%, su mete ritenute più sicure come Spagna, Grecia, Turchia e la stessa Italia, ma anche a lungo raggio verso Caraibi, Africa (Zanzibar, Kenya) e Nord America. Secondo Trademark Italia le turbolenze del Mediterraneo nordafricano (Libia), i tumulti mediorientali, la crisi greca, il crollo dei viaggi verso Mar Rosso, Tunisia, Marocco e il Medio Oriente, non fanno pensare, comunque, a significative rinunce degli italiani.
«Il mercato fa fatica a riprendersi - commenta Roberto Corbella, presidente di Astoi -, ma ci sono in atto campagne di rilancio per le destinazioni che stanno soffrendo. Nonostante la crescita di altre mete, certamente non ce la faremo a recuperare i numeri dell'anno scorso, ma auspichiamo che si possano raggiungere i migliori risultati possibili a consuntivo.Le perdite registrate in Nord Africa sono rilevanti se si pensa che la destinazione ha un peso importante sul fatturato dell'industria turistica con una quota di circa il 30%. Più limitato invece il peso di Giappone, Yemen, Siria e Libia che rappresentano segmenti di nicchia. La Libia per esempio attira clienti di fascia medio-alta e ha grosse potenzialità turistiche, perciò, quando si riprenderà sarà un'ottima opportunità».
Previsioni negative arrivano da Assotravel. Spiega il presidente Andrea Giannetti: «Le defezioni nel Maghreb non sono state totalmente compensate da vendite di viaggi in altri posti e tutto questo fa sì che gli operatori si trovino in grandissima difficoltà con previsioni per quest'estate di volumi complessivi in calo a doppia cifra, tranne in casi eccezionali, che non soddisfano la redditività delle aziende le quali sperano nelle prenotazioni sotto data e in località italiane. Agosto è completo e molti andranno nelle seconde case o da amici, ma per luglio e settembre ci sono ancora molti posti liberi per esempio in Puglia e Sardegna».
Dopotutto il turismo ormai ogni anno si trova a dover fronteggiare situazioni eccezionali, come sostiene Mario Roci, fondatore di Settemari: «La Tunisia ha ancora difficoltà a partire anche se la situazione adesso è tranquilla. L'Egitto va meglio, soprattutto verso il Mar Rosso. Ma sotto data la situazione migliorerà. Stiamo registrando forti incrementi nelle prenotazioni in Spagna, la destinazione cresciuta di più quest'anno con un +100%, ma anche la Grecia è diventata molto importante per noi e i problemi finanziari che sta attraversando non stanno causando rallentamenti delle richieste anche perché il turismo è quasi tutto nelle isole che sono tranquille. Rappresenta il 35% del nostro fatturato e la sua crescita sta compensando le perdite che abbiamo avuto sul Nord Africa dove, quando l'opinione pubblica capirà che ormai non c'è più nulla da temere, torneranno i flussi turistici di sempre».
Le vendite sono partite in netto ritardo rispetto all'anno scorso, spiega Paola Frigerio, responsabile programmazione di Frigerio Viaggi Network «a causa della delicata situazione di Egitto e Tunisia, mete tradizionalmente regine dell'estate, la maggior parte dei clienti ha temporeggiato. La difficoltà maggiore adesso è proporre ai clienti che in questi giorni riempiono le agenzie delle alternative con il medesimo rapporto qualità/prezzo».
Anche perché l'area rappresenta un prodotto centrale per la programmazione dei tour operator a differenza di Siria e Giappone i cui cali si assorbono nella gestione ordinaria, precisa Massimo Broccoli, direttore commerciale del gruppo Alpitour. «Il Medio Oriente pesa per il 30% del nostro fatturato - aggiunge -. Abbiamo avuto un picco di calo degli ordini con la sospensione della programmazione ripresa a metà marzo e stiamo recuperando lentamente anche perché il Mar Rosso rappresenta un'offerta difficilmente replicabile. Stanno crescendo d'altro canto le richieste su Spagna (+30%), Grecia (+20%) e Italia (+10%), soprattutto Sicilia, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, ma anche verso Stati Uniti, Caraibi, Africa e Oceano Indiano (+30-40%). È difficile fare previsioni, perché bisogna vedere come andrà agosto, ma l'obiettivo è mantenere il livello del volume d'affari».
Difficile fare previsioni come difficile è stabilire quando la situazione internazionale tornerà alla normalità. «Gli italiani - commenta Fabio Lazzerini, ad Amadeus Italia - stanno ritornando in Egitto e in Tunisia più lentamente rispetto a inglesi e tedeschi: in generale perché sono più "conservatori" e possono contare su alternative bellissime vicino casa. Conta poi anche la crisi e il freno al potere di acquisto delle famiglie».
I PREZZI -50%
Egitto
L'offerta di soggiorni in Mar Rosso ha subito un drastico ridimensionamento dei prezzi. Per una famiglia di quattro persone una settimana in pensione completa a luglio nel Sinai può oscillare tra i 1.500 e i 2.500 euro, all inclusive, praticamente la metà rispetto all'offerta dello scorso anno. Per agosto si annunciano, in proporzione, sconti anche più vistosi che dovrebbero superare anche il 60% in base al pacchetto -70%.
Tunisia
Gli sconti per la Tunisia arrivano a quote anche più elevate dell'Egitto, per una famiglia media di quattro persone, anche se la situazione del Paese sta via via migliorando. La Tunisia, al pari di Egitto e Marocco, sta approntando piani promozionali sul mercato italiano vista l'importanza della presenza di tour operator del nostro Paese. - di Marika GervasioVisualizza l'articolo:












































