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Wttc: il Medio Oriente reggerà alla crisi ma intanto Dubai paga

Wttc: il Medio Oriente reggerà alla crisi ma intanto Dubai paga

Mentre Dubai archivia un 2025 da record con oltre 32 milioni di ospiti, ricavi alberghieri in crescita e tassi di occupazione tra i più alti al mondo, la guerra tra Iran e Stati Uniti ha improvvisamente oscurato il clima di euforia del Golfo.

Il conflitto ha provocato un brusco rallentamento dei flussi turistici nei paese GCC, con un vero e proprio fuggi fuggi di residenti, compresi molti italiani convinti che la sicurezza dei grattacieli di vetro di Dubai potesse garantire una sorta di immunità geopolitica.

Medio Oriente ha dimostrato di essere resiliente

Dal proprio osservatorio globale, il World Travel & Tourism Council prova però a raffreddare gli allarmismi. In esclusiva per Guida Viaggi, Gloria Guevarapresident & ceo del Wttc, manda in cui nota in cui sottolinea come il Medio Oriente abbia storicamente dimostrato una forte capacità di recupero anche dopo shock geopolitici e crisi legate alla sicurezza.

“Il settore dei viaggi in Medio Oriente sta affrontando sfide importanti, ma la storia dimostra che la regione è incredibilmente resiliente e riuscirà a riprendersi”, spiega Guevara.

Secondo i dati del Wttc, le destinazioni colpite da incidenti legati alla sicurezza registrano spesso i tempi di recupero più rapidi, in alcuni casi anche entro due mesi, mentre il 92% delle destinazioni colpite da shock riesce a recuperare completamente i volumi turistici.

Dubai aveva chiuso un 2025 da record

Il rallentamento arriva infatti in un momento particolarmente positivo per gli Emirati Arabi Uniti. Secondo i dati ufficiali riportati da IndexBox, il Paese ha superato nel 2025 quota 32 milioni di ospiti nelle strutture alberghiere, in crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente.

I ricavi degli hotel hanno raggiunto i 49,21 miliardi di dirham (circa 13,4 miliardi di dollari), con un aumento del 9,7% sul 2024. Gli Emirati contano oggi oltre 1.240 hotel e circa 217mila camere, mentre il tasso di occupazione ha toccato il 79,5%, tra i più elevati al mondo. Complessivamente, le notti alberghiere hanno raggiunto quota 100 milioni, confermando Dubai come uno degli hub turistici globali più performanti.

Conflitto ha colpito la fiducia dei viaggiatori

L’escalation tra Iran e Stati Uniti ha però rapidamente modificato il sentiment internazionale. Secondo quanto comunicato da Dubai Airports, il traffico passeggeri del primo trimestre ha registrato un calo di almeno 2,5 milioni di viaggiatori rispetto allo stesso periodo del 2025, con il solo mese di marzo segnato da un crollo del 66% dei passeggeri mentre molti turisti sceglievano di evitare il Golfo.

La crisi ha avuto un impatto diretto anche sull’hospitality locale, con chiusure temporanee di hotel, rallentamento delle prenotazioni e tagli occupazionali che hanno colpito una delle economie più dipendenti dal turismo internazionale.

Emirati riaprono i cieli e puntano sulla fiducia

Nel tentativo di rilanciare rapidamente il settore, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la revoca delle restrizioni aeree introdotte durante la fase più critica del conflitto.

La General Civil Aviation Authority ha spiegato che la decisione è arrivata dopo “una valutazione completa delle condizioni operative e di sicurezza”, in coordinamento con le autorità competenti.

Per il Wttc, proprio la capacità di coordinamento tra governi e industria privata rappresenta oggi la chiave per accelerare la ripresa.

“La fiducia dei viaggiatori è il fattore più importante per il recupero del turismo”, sottolinea Guevara, evidenziando come comunicazione chiara, supporto ai viaggiatori e collaborazione pubblico-privato siano elementi determinanti per ricostruire rapidamente la domanda.

Dubai punta già alla normalizzazione

Nonostante il contraccolpo, Dubai continua a puntare sulla propria capacità di reazione. La città mantiene infrastrutture turistiche tra le più avanzate al mondo, una forte connettività internazionale e un brand globale che negli ultimi anni ha saputo trasformare gli Emirati in una piattaforma strategica tra Europa, Asia e Medio Oriente.

La sensazione, condivisa anche dagli operatori del settore, è che il peggio sia alle spalle e che la normalizzazione possa arrivare più rapidamente del previsto.

Fonte = GUIDA VIAGGI 28/05/26
 


Pubblicato sul sito ASTOI il 28/05/2026