Caos Tunisia, sciopero confermato "Possibile governo di unità nazionale"
Il discorso del presidente Ben Alì dopo gli scontri dei giorni scorsi non ferma le iniziative contro il governo, anche se nella capitale si respira un'aria di normalità. Il ministro degli esteri parla delle prospettive dell'esecutivo. E un video di Al Qaeda supporta in manifestanti
TUNISI - Nonostante il discorso di ieri del presidente Ben Ali, è confermato lo sciopero indetto per stamani alle 11 a Tunisi dalla centrale sindacale dell'Ugtt. La città intanto, dopo la festa di ieri in Avenue Bourghiba, sembra aver ritrovato la sua normalità. Ma si ha notizia di manifestazioni ancora contrarie al governo nell'interno del Paese, come avvenuto ieri sera a Kasserine, una delle città più povere e dove gli scontri dei giorni scorsi hanno provocato molte vittime. Ci sono anche voci, non confermate, di altre vittime in scontri che sarebbero avvenuti nella notte in alcuni quartieri periferici della capitale, con un bilancio di due morti.
"Governo di unità nazionale? Fattibile". Così lo ha definito il ministro degli esteri tunisino Kamel Morjane, intervistato dalla radio francese Europe 1, aggiungendo che si tratta di un'ipotesi "anche normale". "Con il comportamento di persone come Nejib Chebbi credo che sia fattibile, ed anche del tutto normale". Il ministro si riferiva a Mohammed Nejib Chebbi, capo storico del Partito democratico progressista (Pdp), una formazione di opposizione legale, ma non rappresentata in parlamento. "Il presidente è un uomo di parola" ha detto Morjane all'indomani del discorso in cui il presidente Ben Ali si è impegnato a non ripresentarsi al termine del suo mandato nel 2014. Il presidente ha anche ordinato all'esercito di non sparare più sui manifestanti, dopo gli scontri che in tutto il paese in un mese hanno provocato la morte di 66 persone.
Ancora in piazza. Nonostante il discorso di ieri del presidente Ben Ali, sarebbe confermato lo sciopero indetto per stamani alle 11 a Tunisi dalla centrale sindacale dell'Ugtt. La città intanto, dopo la festa di ieri in Avenue Bourghiba, sembra aver ritrovato la sua normalità. Ma si ha notizia di manifestazioni ancora contrarie al governo nell'interno del Paese, come avvenuto ieri sera a Kasserine, una delle città più povere e dove gli scontri dei giorni scorsi hanno provocato molte vittime. Ci sono anche voci, non confermate, di altre vittime in scontri che sarebbero avvenuti nella notte in alcuni quartieri periferici della capitale.
Video di Al Qaeda: "Rovesciate Bel Alì". Supporto per i manifestanti che da giorni protestano contro il governo in Tunisia è stato espresso da al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), che con un nuovo video diffuso sul web ha invitato la popolazione a rovesciare il regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali. Nel video di 13 minuti, individuato sul web da Site, servizio Usa di monitoraggio dei siti islamisti, Abu Musab Abdul Wadud, leader di Aqmi, chiede ai manifestanti: "Mandate i vostri figli da noi per ricevere formazione all'uso delle armi e fare esperienza militare". Abul Wadud ha poi chiesto ai tunisini di mobilitarsi in tutto il paese per far cadere "il regime corrotto, criminale e tirannico" di Ben Ali, portando all'affermazione nel paese della shaaria, la legge islamica". "Sono passati 23 anni da quando il dittatore è al potere in Tunisia - afferma il terrorista, il cui vero nome è Abdul Malik Droukedel - il criminale Ben Ali è rimasto al potere nonostante vi torturasse e nonostante la sua corruzione. Ora è venuta questa intifada di Sidi Bouzid, che è una voce che rompe il silenzio che ha coperto a lungo Tunisi e Keirouane". -- Fonte: La Repubblica.it












































