• Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi

Il turismo invernale è «mordi e fuggi»
StampaE-mail

Più rare le settimane bianche. IL COMPARTO Il business della neve vale in Italia 4,45 miliardi

Un turismo sulla neve che, secondo i primi dati, quest'anno si presenta con una serie di alti e bassi.

Secondo una ricerca Jfc, infatti, i primi indicatori a disposizione segnalano per il prossimo periodo di Natale e Capodanno, tradizionalmente uno dei momenti "clou" per gli amanti dello sci, un incremento complessivo del fatturato che dovrebbe aggirarsi intorno al 3%.

Tuttavia, questo lieve aumento si confronta con una situazione molto difficile nelle settimane successive alle festività natalizie, tanto che complessivamente la stagione invernale 2010-2011, per quanto riguarda il turismo derivato dal "sistema neve", dovrebbe presentare un calo del fatturato variabile tra i 4,5 e i 6 punti percentuali, con notevoli differenze tra destinazione e destinazione e, soprattutto, con ancora più ampie diversità tra strutture e strutture della stessa destinazione.

Anche quest'anno, in ogni caso, l'intero comparto della montagna invernale a livello nazionale si dimostra una componente importante del turismo italiano: il fatturato complessivo - che comprende, oltre alla ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, anche gli impianti di risalita, il noleggio delle attrezzature, la ristorazione ecc. -, rappresenta l'11,7% rispetto all'intero turismo italiano.

Per la prossima stagione, il numero di presenze è previsto in 16.400.000, con un fatturato complessivo del sistema ospitale (formato da strutture ricettive ed extra alberghiere) di 4 miliardi e 450 milioni di euro, il 25% del quale generato dai pacchetti delle settimane bianche.

Settimane bianche che però, quest'anno, sono meno gettonate rispetto a vacanze più brevi, che comprendono il classico fine settimana o un "break" di pochi giorni. Per Massimo Feruzzi, ad di Jfc, società autrice della ricerca, in ogni caso «la montagna bianca è una scelta importante per le vacanze invernali di noi italiani.

A un totale di 3.480.000 sciatori, quest'anno si aggiungeranno altre 320mila persone che fequentano la montagna innevata pur senza praticare lo sci». «Il trend in atto - conferma appunto Feruzzi - è la continua diminuzione delle settimane bianche, che non sono flessibili dal punto di vista dei tempi e per questo rispondono poco alle esigenze dei consumatori.

Sono invece in aumento i fine settimana e gli "short break", vacanze di pochi giorni. Questo è testimonato anche dai prezzi: mentre il costo di una settimana bianca è rimasto pressoché invariato, short break e fine settimana hanno avuto consistenti aumenti, che vanno dal 4 al 12%. E infatti, è da notare - conclude Feruzzi - come per la prima volta la permanenza media dei turisti scenda sotto le cinque notti».

Il turismo bianco è il protagonista a Modena della 17ma edizione di Skipass, il salone del turismo e degli sport invernali, in programma dal 29 ottobre al primo novembre. Skipass quest'anno conta 370 espositori. Abbinata al salone, anche una serie di eventi sportivi e culturali. La manifestazione tratta sia di località turistiche per il turismo "bianco", sia di attrezzatura ed abbigliamento per le attività invernali, sempre più hitech. -- Di F.Sarcina

Fonte: Il Sole 24 Ore Pag. 27