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«Il fallimento Ventaglio era evitabile»
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MILANO - Premette: «C'erano tutti presupposti per evitare il fallimento. Ma la nostra proposta non l'hanno voluta nemmeno leggere». Si domanda: «Come è possibile far fallire proprio ora un gruppo che genera metà del suo fatturato in estate?».
E accusa: «Non una parola, niente, sulle 300 persone che lavorano in questa azienda». Franco Tatò, liquidatore insieme a Lucia Morselli di Viaggi del Ventaglio, il gruppo dichiarato fallito dal Tribunale di Milano giovedì scorso, è «sconcertato», dice. La decisione di sentenziare il crack del gruppo turistico, a suo avviso, è incomprensibile. Ed è stata presa – commenta – in modo «affrettato».

 

Perché?
La discussione in camera di consiglio si è svolta su temi astratti e non aziendali. Ma la cosa più grave è che avevamo appena ottenuto la disponibilità da un grande operatore del settore a sottoscrivere un aumento di capitale di 50 milioni, operazione quest'ultima che avrebbe dato vita al più grande player nazionale nel turismo. Mi dice, per esempio, per quale motivo il concordato di Columbus è stato omologato dal Tribunale di Genova e quello dei Viaggi del Ventaglio no? Erano identici, tranne la parte legata all'aumento di capitale. Ora anche Columbus sarà ovviamente travolta dal dissesto.


I conti però erano peggiorati e più volte si è palesato un cavaliere bianco che poi si è tirato indietro...
Guardi, avevamo appena ottenuto una apertura di credito da parte di UniCredit di 6 milioni senza alcuna garanzia. Quelle risorse servivano a proseguire l'attività fino alla ricapitalizzazione. Ricapitalizzazione che, ribadisco, vedeva un gruppo impegnato a sottoscriverla, tanto che la disponibilità è stata depositata in Tribunale.

Il commissario Giuseppe Verna, però, non la pensava proprio così.
Verna ha messo i piedi in azienda una sola volta da quando è stato nominato. In tre mesi avrà partecipato al massimo a sette riunioni nel suo studio e in queste occasioni il tema ricorrente era il suo compenso che da 6 milioni iniziali è poi sceso a 2,8 milioni, cifre che ritengo incomprensibili. Certo, ci sono stati scambi di lettere, ma la sua presenza alla situazione aziendale è stata molto limitata.

Qualcuno ha puntato il dito sull'operazione immobiliare legata alla vendita della società della Repubblica Domenicana La Rosa de Bayahibe, che avrebbe fruttato 4 milioni circa e sul ruolo della controllante Ventaglio International sa, amministrata dai liquidatori, e quindi da lei, e rimasta fuori dal concordato in quanto "in bonis".

Sull'operazione immobiliare, chiarisco che non c'è stata alcuna vendita. Niente, nemmeno un euro è stato incassato da Ventaglio International sa. Quanto a quest'ultima è fuori dal concordato perché è in bonis, ma è proprietaria di una serie di asset immobiliari problematici. Noi, formalmente, non abbiamo indicato quali di questi asset saranno venduti per non influenzare il valore di mercato, ma è chiaro che la nostra intenzione era di procedere alla cessione.

Ma il ricavato sarebbe stato incassato dalla Ventaglio International sa.

Certo, ma quelle risorse sarebbero state gestite nell'interesse dell'azienda e ovviamente i creditori (e futuri azionisti dei Viaggi del Ventaglio) avrebbero avuto in mano titoli che incorporavano anche il valore della International sa, non pezzi di carta senza alcun valore.


E' mai entrato in contatto con Yorkville, la società con cui Viaggi del Ventaglio aveva pianificato i Seda (aumenti di capitale a più riprese e a chiamata).

No, mai. Non so chi sia. Eccetto che il commissario Verna ha detto di essere nel collegio sindacale di una società di questo gruppo.


Quale ruolo ha avuto Colombo negli ultimi mesi?

Nessuno in azienda. Se ha svolto ruoli a nostra insaputa sui contorni di questa vicenda non so e se avessero una rilevanza provvederei a comunicarlo.

Può fornire una fotografia aggiornata dei conti?

Sono migliorati e l'Ebitda del gruppo è positivo. Basta leggere la semestrale redatta in continuità. Tenga conto però che un gruppo come Viaggi del Ventaglio è proprio in questi mesi che inizia a incassare. Quasi metà del fatturato è generato in estate. Si rende conto che è il momento peggiore per far fallire questo gruppo?


A quanto ammonta l'attivo realizzabile del gruppo.

C'è una analisi dello Studio La Croce che riduce a 12 milioni il patrimonio effettivamente realizzabile della capogruppo.

Ma sono inclusi gli asset immobiliari all'estero che fanno capo alla International sa?
No, quelli sono fuori.

 

di Marigia Mangano

Fonte: Il Sole 24 Ore