Tariffe aeroportuali verso lo sblocco
Verso il via libera agli aumenti delle tariffe aeroportuali. Sarebbe in dirittura d'arrivo l'atteso ritocco all'insù deiprezzi esaminato lo scorso novembre dal Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica). Loha rivelato Altero Matteoli, ministro alle Infrastrutture e Trasporti, a margine del convegno su Le potenzialitàdel Single European Sky per il comparto aerospaziale italiano. Il Cipe, ha spiegato il ministro a MF-MilanoFinanza, «si riunirà la prossima settimana per approvare gli aumenti tariffari. Non vedo motivi», ha aggiunto,«per ulteriori ritardi». Il provvedimento avrebbe dovuto essere esecutivo già dal primo gennaio 2010, mafinora era rimasto lettera morta, non essendosi più riunito il Cipe dopo la prima approvazione. Nelle scorsesettimane alcuni rumor avevano alimentato il sospetto che il ritardo fosse dovuto a un tiro alla fune tra ilministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e Adr (la società di gestione degli aeroporti di Roma).
Il ministero,secondo le ricostruzioni, avrebbe provato a spingere il gestore aeroportuale (Gemina, della famiglia Benetton)all'aumento di capitale da 500 milioni di euro, da lungo tempo atteso e che dovrebbe servire a sostenere gliinvestimenti sugli scali capitolini. Mentre, sempre secondo le ricostruzioni, Gemina attenderebbe primal'aumento delle tariffe per poi procedere alla ricapitalizzazione. Matteoli, però, con le parole pronunciate ieri,ha allontanato tutti i sospetti. «Non credo nelle polemiche», ha tagliato corto il titolare delle Infrastrutture, «gliaumenti sono stati decisi. C'è una legge e le leggi vanno applicate». Rumor a parte, è certo che il ritardo degliadeguamenti ha generato preoccupazioni in tutti gli aeroporti italiani, senza distinzione di latitudine.
L'adeguamento è visto come un'autentica boccata d'ossigeno da molti scali perché prevede aumenti per ognipasseggero in misura di 1 euro per gli aeroporti con meno di 5 milioni di viaggiatori all'anno (purché abbianola concessione totale di lungo termine, 35 o 40 anni); 2 euro per Linate, Venezia, Catania e Napoli (cioè gliaeroporti compresi tra i 5 e i 10 milioni di passeggeri) e 3 euro per Fiumicino e Malpensa (ovvero gli scali conoltre 10 milioni di utenti ogni anno). Intanto ieri è arrivato il disco verde dell'Enac al piano triennale 2010-2012per gli investimenti di adeguamento e di sviluppo degli aeroporti minori a gestione diretta dell'Ente.
Lo stanziamento totale, spiega una nota, è di circa 33,5 milioni da utilizzare per l'incremento della sicurezzatecnica e della sicurezza delle persone e dei beni gli scali gestiti direttamente dall'Enac, i principali dei qualisono l'Aeroporto di Roma Urbe, l'Aeroporto di Lampedusa, quello di Pantelleria e l'Aeroporto di Oristano. Di Massimiliano Giorgi -- Fonte: Milano Finanza pag.8












































