Avanzata internazionale
La vacanza come evasione dai ritmi frenetici, per riappropriarsi di un tempo più consono alla nostra natura. Una porzione sempre più ampia di popolazione mondiale sente questa esigenza, soprattutto oggi. Infatti, dovendo necessariamente ridurre il periodo medio di vacanza, la scelta migliore è quella di 'staccare la spina' in modo netto, scegliendo un contatto diretto con la natura e i suoi ritmi.
L'ecoturismo è, dunque, diventato una delle tendenze forti dei nostri tempi, intendendolo nell'accezione più ampia del termine, che include le vacanze in location interessanti dal punto di vista naturalistico, ma anche la scelta di strutture ricettive attente al rispetto ambientale. Significativi i dati diffusi dall'International Ecotourism Society, che indicano come la moda sia esplosa a partire dagli anni Novanta, con un ritmo di crescita oscillante inizialmente dal 20 al 34 per cento all'anno.
Nei mercati internazionali il turismo natura aumenta dal 10 al 12 per cento l'anno e, mentre l'opzione sole e mare è ormai classificata come 'mercato maturo' e non subisce forti impennate, il turismo cosiddetto 'esperienziale', che include anche la soft adventure, è tra i settori a maggiore sviluppo, con prospettive di accelerazione costante anche per i prossimi due decenni. Oltre i due terzi di cittadini americani e australiani e il 90 per cento dei turisti britannici considera il rispetto ambientale come parte integrante dei propri progetti turistici e, in Europa, il 20 per cento dei viaggiatori prenota o progetta vacanze natura. Secondo il rapporto Ecotur sono il Belgio e la Francia i Paesi dove si dedica più spazio a questa tipologia di soggiorno nei cataloghi dei tour operator: rispettivamente il 35 ed il 19 per cento.
L'esigenza del ritorno alla natura è sentita anche dai turisti americani. La Lohas - Lifestyle of Health and Sustainability - stima che in America l'ecoturismo sia il comparto a maggiore crescita potenziale e arrivi già ora a generare profitti per 77 miliardi di dollari, rappresentando il 5 per cento di tutta l'industria turistica americana. Ad oggi sono oltre 55 milioni gli americani che si definiscono 'geoturisti', mentre si stima in 900 milioni il totale di visite annuali in parchi naturali, riserve ed aree protette.
A livello complessivo, invece, si calcola che il giro d'affari globale del turismo sostenibile nei prossimi cinque anni potrebbe arrivare ad uno share del 25 per cento sul giro d'affari totale, con profitti di 473,6 miliardi di dollari l'anno. - Fonte:Ttg Italia.com - DOSSIER - Vacanze e Natura












































