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A Tenerife è tempo di sconti
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Canarie. I prezzi in media sono scesi del 14,6% rispetto ai massimi del 2007 - Dagli istituti ribassi anche del 30%
Nelle isole le banche hanno un portafoglio di oltre 20mila immobili da cedere MERCATO A RITMO LENTO

Dopo La Castilla-La Mancha l'arcipelago è la seconda «comunità» con il maggior calo dei rogiti negli ultimi 12 mesi "Islas afortunadas" (isole fortunate): è così che vengono chiamate le Canarie.

Grazie a un clima di eterna primavera (tra i 18 e i 24 gradi) - fatto salvo alcuni casi di forti piogge torrenziali come quella dello scorso 4 febbraio quando a Tenerife sono caduti 82 millimetri in 24 ore, con una media a febbraio di 36 millimetri) - l'abbronzatura è infatti garantita nel corso di tutto l'anno. Molto vicine l'una all'altra, inoltre, le sette isole principali che compongono l'arcipelago canario (tutte di origine vulcanica) offrono un'interessante varietà di paesaggio, clima e cultura. A Lanzarote predomina il paesaggio vulcanico; Fuerteventura (patria dei surfisti) ospita spiagge interminabili. A Tenerife, la vetta più alta, il vulcano Teide, regala nevicate con i suoi 3.718 metri di altezza. I villaggi e i complessi turistici si concentrano a Gran Canaria, dove si trovano anche spiagge di sabbia bianca, dorata o di roccia. La Palma, conosciuta per la natura e la rete di sentieri, è un autentico paradiso per gli amanti del trekking.

Queste isole "fortunate", però, stanno oggi vivendo il contraccolpo della grave crisi economica che ha colpito in particolare modo i due principali fattori economici dell'arcipelago: turismo e mattone. Un calo dei consumi, una riduzione del turismo internazionale e un effetto bolla immobiliare che fa delle Canarie la seconda comunità autonoma spagnola nella quale è maggiormente caduta la compravendita di alloggi negli ultimi 12 mesi (-29,3%) dopo la Castilla-La Mancha (-31,9%, capitale Toledo). Da più parti si parla di prezzi alla baja (al ribasso), ma bisogna sempre considerare che varie fonti - tra cui recentemente il quotidiano «Economist» - parlano di immobili sopravvalutati (dal 24 al 55%) in tutta la Spagna. Nelle isole, come dappertutto nel paese, si è costruito molto e si trova di tutto: dai terreni edificabili, ai complessi turistici, alle tipiche case canarie. Secondo l'indice elaborato da Tasaciones inmobiliarias (Tinsa), il valore degli alloggi (nuovi e usati) ha subito una correzione del 14,6% rispetto alle punte massime raggiunte nel dicembre 2007.

Esiste, inoltre, un importante stock invenduto: «Soltanto le banche si ritrovano con oltre 20mila immobili tra alloggi, fondi commerciali e depositi industriali», commenta Sven Grossenbacher del portale immobiliare Canary property 24. E le banche hanno abbassato i prezzi del 30%. I ribassi nelle isole, tuttavia, non sono avvenuti in maniera uniforme. Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote (dove si concentra il turismo), hanno sofferto di più di La Palma, El Hierro o La Gomera, più selvagge e meno battute dai vacanzieri. Nell'ultimo trimestre del 2009, il mq - il cui costo negli ultimi 15 anni era aumentato del 300%, partendo da 593 euro - è stato quotato a 1.664 euro, (-7,17% rispetto all'anno precedente), ma il prezzo di vendita di villette e appartamenti di qualità standard oscilla in media intorno ai 1.900 euro. «In generale i turisti comprano o affittano appartamenti in centri costruiti vicino alla spiaggia, di una tipologia molto standard - dichiara Grossenbacher -. Però sempre più clienti cercano case e appartamenti rurali, che offrono maggiore tranquillità e la possibilità di sfruttare la vera bellezza di ogni singola isola».  Fonte: Il Sole 24 Ore