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Visti più facili per rilanciare il turismo

Visti più facili per rilanciare il turismo

31 Marzo 2014

Il contributo al Pil del turismo, con l'indotto, sfiora il 10% e il 9% dei posti di lavoro complessivi. Per non parlare delle ricadute su settori quali agroalimentare, cultura, moda, costruzioni o trasporti. Il turismo è anche una delle industrie che meglio ha resistito alla crisi e quella che più può rispondere all'emergenza della disoccupazione giovanile. Eppure, anche se l'Europa rimane la prima destinazione turistica al mondo grazie a un patrimonio di bellezze naturali, culturali, artistiche incommensurabile, potremmo fare molto di più. Un recente studio rileva che lungaggini, burocrazia e altri ostacoli per i visti ci faranno perdere, da qui al 2015, oltre 46 milioni di arrivi, con mezzo milione di possibili posti sfumati. Non possiamo davvero permetterci di perdere quest'opportunità.

Per questo, il 1° aprile la Commissione europea proporrà di cambiare le regole sui visti per agevolare i viaggi nei Paesi Ue dell'area Schengen. Come sperimentano molti viaggiatori, attualmente i maggiori ostacoli riguardano difficoltà e attese per ottenere un appuntamento con gli uffici consolari, tempi lunghi per il rilascio del visto e la necessità di presentare una lista complessa di documenti. Con la nostra proposta vogliamo sciogliere i nodi principali: fisseremo un termine massimo di 10 giorni lavorativi per il rilascio del visto, semplificheremo le procedure burocratiche armonizzandole per tutti i consolati o ambasciate dell'Ue e i minori di 18 anni non dovranno più pagare il visto.

Sarà anche abolito l'obbligo di recarsi di persona al consolato. Questa regola ostacola fortemente tutti i viaggiatori che vivono in aeree con limitata copertura consolare, quali le regioni periferiche di Cina, India o Russia, e sono obbligati a lunghi viaggi per avere il visto. La situazione è ancora più frustrante per chi va spesso in Europa e non può ottenere visti validi per più soggiorni. Per questo proponiamo un visto multiplo, valido per più anni, per chi visita regolarmente l'Europa e abbia ottenuto un visto per due volte negli ultimi 12 mesi. Evitando così che chi è già registrato nel sistema debba recarsi di persona al consolato. Sarà, inoltre, prevista una nuova tipologia di visto che consentirà di viaggiare nell'area Schengen per un periodo di un anno, con possibilità di estensione per altri 12 mesi. Questo visto faciliterà i viaggiatori che passano lunghi periodi in Europa senza stabilirvi la propria residenza o chi viaggia di frequente per lavoro.

Alcuni Paesi europei hanno già promosso con successo misure di semplificazione. Penso, ad esempio, all'Italia, che con una rete consolare capillare in Cina ha visto un aumento del 100% dei visti rilasciati. O alla procedura rapida per via elettronica attuata dalla Polonia per il campionato europeo di calcio. La semplificazione è importante anche in vista dei prossimi grandi eventi - a cominciare dall'Expo di Milano nel 2015 e dai campionati di calcio in Francia nel 2016 -, occasione per milioni di nuovi viaggiatori per visitare l'Europa.

La proposta di una nuova politica dei visti rappresenta un punto di svolta nella nostra strategia per la crescita, l'occupazione e la mobilità. Sta adesso al Parlamento europeo e agli Stati membri discutere e approvare questa proposta. Non c'è davvero più tempo da perdere. - Fonte: Corriere della Sera (di Antonio Tajani e Cecilia Malmstrom)