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La Iata taglia le stime sui conti dei vettori

La Iata taglia le stime sui conti dei vettori

03 Giugno 2019

L’aumento dei costi e la riduzione del traffico merci si rifletteranno sugli utili; focus sull’ambiente

Scenderanno a 28 miliardi di dollari quest’anno (rispetto ai 35,5 dello scorso anno) gli utili netti complessivi previsti per le compagnie aeree mondiali. Lo scrive Il Sole 24 Ore in base a quanto annunciato nel corso dell’assemblea annuale Iata a Seul.

Si tratta di un taglio del 21,4% alle stime dei profitti quello annunciato dal direttore generale della Iata, Alexandre de Juniac. In primo piano nel corso dell’assemblea, temi come la sicurezza, in seguito alla doppia tragedia del Boeing 737 Max 8 con 346 morti che ha portato, a partire dall'11 marzo, alla messa a terra in tutto il mondo dei 360 aerei Max in servizio. In evidenza anche i problemi all'ambiente. La commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, ha espresso preoccupazioni per l'inquinamento e i costi ambientali provocati dal trasporto aereo, ha parlato di “un costo di 33 miliardi di euro in 33 aeroporti Ue coperti da uno studio della Ue” che non è sostenibile.

Il risultato aggregato previsto dalla Iata per tutte le compagnie mondiali nel 2019 è inferiore anche agli utili del 2018 (-6,7%), riclassificati a 30 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 32,3 miliardi. Quest'anno è prevista una crescita del traffico passeggeri del 5% (misurata in passeggeri per km percorsi), rispetto a +7,4% del 2018 e a +8,1% del 2017. Ma c'è un impatto negativo causato dall'aumento dei costi (soprattutto il dollaro e il carburante) e una riduzione del traffico merci causata dalle tensioni nel commercio internazionale

I ricavi aggregati di tutte le compagnie mondiali sono previsti in crescita da 812 a 865 miliardi di dollari (+6,5%), ma il costo del carburante è previsto in aumento da 180 a 206 miliardi (+14,4%), l'incidenza sale al 25% sui ricavi (23,5% l'anno scorso).

I risultati cambiano molto secondo le aree geografiche. Il Nord America continua ad andare molto bene, sono previsti 15 miliardi di dollari di utili netti, rispetto ai 14,5 miliardi del 2018 (+6,9%). Segue l'Europa, in cui però è prevista una contrazione dei profitti dopo le tasse da 9,4 a 8,1 miliardi (-13,8%). In Asia-Pacifico è prevista una riduzione degli utili netti da 7,7 a 6 miliardi (-22%). Il Medio Oriente rimane in tensione, è previsto un aumento del 10% delle perdite nette aggregate di tutte le compagnie dell'area a -1,1 miliardi. In rosso anche l'Africa a -100 milioni, come nel 2018. C'è una ripresa in America-Latina,.

"La sicurezza è sempre la priorità princiale", ha affermato con enfasi de Juniac. "I recenti incidenti del Boeing 737 Max hanno messo la nostra reputazione sotto i riflettori". Secondo il presidente di Emirates, Tim Clark, il Boeing 737 Max probabilmente non tornerà a volare prima della fine di quest'anno. Boeing sta lavorando insieme alla Faa americana per far approvare le modifiche al software (detto Mcas) che avrebbe causato i due incidenti il più presto possibile.

In primo piano anche i problemi dell'ambiente. I capi delle compagnie aeree e la Iata da anni discutono di riduzione delle emissioni, c'è un programma per il contenimento, si chiama Corsia. Ma la commissaria Ue ai Trasporti, Violeta Bulc, ha dato un duro colpo alle compagnie nell'intervento all'assemblea Iata. “Oggi le emissioni di Co2 dal trasporto aereo sono quasi il doppio rispetto a quello che erano negli anni Novanta. Stiamo per pubblicare i risultati di uno studio sulle esternalità negative del trasporto, che ammontano a 1.000 miliardi di euro. Il prezzo pagato da quanti viaggiano in aereo copre più o meno i costi delle infrastrutture, ma non i costi ambientali”.

Fonte = Guida Viaggi 03/06/19