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L'avanzata del turismo , nei prossimi 4 anni 250 mila nuovi posti

L'avanzata del turismo , nei prossimi 4 anni 250 mila nuovi posti

10 Marzo 2019

Il turismo motore per la crescita, i consumi e l'occupazione. Entro il 2023 nel settore ci saranno assunzioni per circa 250 mila nuovi addetti. E non solo camerieri, personale per le pulizie e cuochi. Tra le figure professionali più ricercate dalle imprese spuntano esperti di marketing, specializzati in Itc e social media manager. È quanto emerge da una indagine condotta dal Centro studi turistici per Ebntur, l'ente bilaterale del turismo fondato da Assocamping, Assohotel, Assoviaggi, Fiba, Fiepet insieme a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil. La ricerca evidenzia che l'intensità occupazionale del settore turistico è in crescita.

Attualmente il comparto dà lavoro direttamente e indirettamente al 14,7% degli occupati in Italia, ma si stima che l'incidenza salirà al 16,5% già nel 2028. Si tratto di un dato superiore a quello che si osserva in Paesi come la Francia e la Spagna, ma inferiore all'apporto occupazionale fornito dal turismo in Grecia - dove vale il 24,8% del totale, o in Portogallo (20,4%). Ricordiamo anche che secondo l'analisi dell'Osservatorio nazionale del turismo il settore nel 2018 ha generato in Italia una ricchezza di 227 miliardi di euro, pari al 13% del Pil italiano. Lo studio del Centro studi turistici evidenzia che ad assumere saranno soprattutto gli stabilimenti balneari. Una quota del 38,9% degli esercizi segnala infatti la volontà di prendere uno o più nuovi dipendenti. Al secondo posto nel prevedere nuove assunzioni ci sono gli alberghi (30,3%), seguiti dalle altre strutture ricettive (28,6%) e dalla ristorazione (28,4%).

Ad essere ricercato è soprattutto personale con esperienza specifica per la mansione proposta, richiesta dal 37% delle imprese che assumono. Segue, nelle preferenze delle aziende, il personale con esperienza generica nel settore (segnalata dal 32%), ma c'è anche un 28% che è disponibile ad assumere persone senza esperienze lavorative pregresse, da formare sul posto di lavoro. Una disponibilità che nasce dalle difficoltà a reclutare personale preparato.

 

Fonte = CORRIERE DELLA SERA 10/03/19