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Il turista mobile e compulsivo

Il turista mobile e compulsivo

24 Marzo 2014

Le nuove applicazioni e le digital company che si sono affacciate sulla scena mostrano che le barriere sono cadute, ci sono strumenti a cui tutti ormai possiamo guardare, la vera sfida semmai è quella di mettere ordine nel mare magnum di contenuti ed informazioni disponibili (compresi i famosi Big Data): chi li intercetterà e saprà sfruttarli al meglio vincerà.

Il 20% dell'online sarà mobile

Ma partiamo dai numeri: l'anno si è aperto con un aumento del 5% sul 2013, già record con 1,087 mld di viaggiatori nel mondo. Parola di Taleb Rifai, segretario generale Unwto: per l'intero 2014 è attesa una crescita fino al 4,5%. Sulla stessa lunghezza d'onda anche le consuete rilevazioni dell'istituto di ricerca Ipk, che prevede punte dell'8% nei mercati emergenti dell'Asia, mentre per Europa e Sud America un aumento del 4%. Cresce anche l'America del Nord con un +3%. E il 2014 sarà il recupero dell'Europa, lo dice PhoCusWright , perché il turismo è in cima alla lista dei desideri di Francia, Germania e Uk.

Travel online grande promessa: secondo Euromonitor International hanno raggiunto la cifra globale di 590 mld di dollari, vale a dire il 25% del totale. E PhocusWright scende nel dettaglio del mobile: entro il 2015 arriverà da lì il 20% delle prenotazioni leisure online in Europa. Negli Usa forse la cifra è già più alta (intanto, spiega sempre la società di analisi, la penetrazione online Oltreoceano ha superato il 40%), e comunque appetibile se aziende come il colosso delle case vacanza, Homeaway, ha annunciato l'acquisizione dell'app Glad to have you, per spingere un comparto, quello mobile, che, come ha sottolineato Petra Friedmann, president Europe, negli Usa conta oggi il 30% del traffico.

Cambiamo device 21 volte all'ora

L'approccio multidevice è ormai diventato mainstream, cioè, passiamo ormai con disinvoltura da uno strumento all'altro. Con quanta scioltezza? C'è chi l'ha misurato: Joakim Everstin , innovation manager Sabre Emea, sostiene infatti che "passiamo dal pc allo smartphone al tablet in media ben 21 volte all'ora" (poi magari c'è chi è più compulsivo e chi meno...) E cambia notevolmente anche l'esperienza prenotazione: la booking window di un hotel su lastminute.com, spiega Everstin (che, per la cronaca, in un suo tweet si definisce device-a-holic), scende da 21 giorni se l'accesso è da desktop a 7 da tablet fino ad arrivare alle 48 ore dello smartphone, strumento che sembra dunque last minute per eccellenza. E scende anche la price sensitiveness ovvero, più si avvicina la data della partenza meno importante diventa la questione tariffa. "Dunque aziende chiedetevi: qual è il valore aggiunto che volete creare per il vostro viaggiatore? Quando lo volete raggiungere e come? Non è detto che lo dobbiate fare su tutti gli strumenti ed in tutti i momenti della sua esperienza".

E va da sé, dunque, che cresce la domanda per servizi real-time, soprattutto durante il viaggio. E visto che una delle sfide maggiori, sia per chi intende sfondare in questo campo sia per noi viaggiatori, è quella di svicolare i costi di roaming internazionale, sono due i filoni aziendali che sembrano essere i più attivi, da un lato le aziende più propriamente tecniche lavorano al lancio di nuove carte sim, dall'altro startup che puntano ad offrire applicazioni sfruttabili offline. Come What Now Travel, l'app che, dopo una fase di pianificazione online, poi può essere consultata in modalità offline ma simulando un'esperienza dinamica di navigazione in linea, come punti di interesse, info sul meteo, percorsi, e ovviamente si offre a collaborare su un sistema di commissioni con attori co-me enti del turismo, trasporti turistici, altri portali di contenuti.

Poi c'è Citties, un'app che per ogni destinazione urbana combinerà in una piattaforma diversi blog, anche di nicchia: potrà essere integrata su siti terzi e punta a partnership con Olta, portali di comparazione, hotel. Berlino, Londra e Parigi le città di lancio. Vuole diventare invece un'alternativa al classico catalogo Travel Appetizer , anch'essa startup tedesca ma che ha già avuto anche un riconoscimento da Enit. L'idea? Sviluppare una e-brochure, un catalogo digitale che però non sia la semplice trasposizione di quello cartaceo, ma sfrutti l'interattività: suoni, video, scrittura e gamification. E, soprattutto, la possibilità di legarsi direttamente all'e-commerce. Tre le taglie del pacchetto acquistabile da enti ed aziende, i viaggiatori potranno invece scaricarla gratuitamente per il proprio tablet (sia iOs che Android).

L'app di Amadeus

Berlino ha sancito anche il rafforzamento della collaborazione tra European Travel Commission e Amadeus per promuovere l'Europa all'interno del progetto Destination Europe 2020. L'app Visit Europe ispira e dà opzioni per la pianificazione del viaggio attraverso una mappa con i pin delle varie località, fino all'effettiva prenotazione attraverso il sito web di un merchant partner. Al momento è disponibile per iPad e sul sito di Amadeus e lo sarà presto anche su visiteurope.com . E' disponibile ovviamente a livello globale, ma per una prima fase è ottimizzata per il Continente americano, rendendo possibile il calcolo del prezzo di un volo long-haul sull'Europa. - Fonte: Guida Viaggi (di Mariangela Traficante)