Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
News Turismo
Europa, report Etc: mete sicure e low cost cercasi

Europa, report Etc: mete sicure e low cost cercasi

Il turismo europeo continua a registrare buone performance nel secondo trimestre del 2026, e tra queste spicca l’Italia, nonostante il crescente clima di incertezza geopolitica ed economica: gli arrivi dei turisti internazionali in Europa sono aumentati del 5% dall’inizio dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i pernottamenti sono cresciuti del 4,8%. Ecco quanto rivela l’ultimo rapporto trimestrale European Tourism: Trends & Prospects elaborato dalla European Travel Commission (Etc).

Il risultato positivo si registra nonostante diversi ostacoli, come il calo della fiducia dei consumatori, l’aumento delle pressioni sul costo della vita e le difficoltà legate al conflitto in Medio Oriente, che hanno influenzato i collegamenti aerei tra l’Europa e alcuni mercati di media e lunga distanza.

I dati mostrano che il viaggio continua a essere una priorità per i consumatori, ma le scelte diventano sempre più selettive. I viaggiatori cercano sempre più destinazioni percepite come sicure, capaci di offrire un buon rapporto qualità-prezzo e facilmente raggiungibili, mentre i flussi turistici continuano a distribuirsi in modo più uniforme durante tutto l’anno.

CRESCITA DIFFUSA

Le performance delle destinazioni sono rimaste complessivamente stabili: quasi l’80% delle destinazioni monitorate ha registrato una crescita e circa una su cinque ha raggiunto aumenti a doppia cifra negli arrivi. I maggiori incrementi nei primi mesi del 2026 sono stati registrati da Grecia (+38%), Italia (+21%) e Malta (+16%), sostenuti da una buona connettività e dagli sforzi per distribuire la domanda oltre i periodi di alta stagione e le località tradizionalmente più frequentate.

Da segnalare il Nord Europa, che ha superato tutte le altre macro-regioni europee, con arrivi in crescita del 10,0% e pernottamenti in aumento dell’8,4%. Anche l’Europa centrale e orientale ha registrato risultati positivi, con arrivi in aumento del 5,2% e pernottamenti in crescita del 6,9%, grazie al continuo interesse verso destinazioni capaci di offrire nuove esperienze e un migliore rapporto qualità-prezzo.

Per quanto rigurda l’Europa meridionale e mediterranea, la regione ha mantenuto una buona solidità in generale, registrando la crescita più significativa in termini assoluti, con aumenti diffusi appunto tra Malta, Grecia, Italia, ma anche Portogallo e Spagna.

QUESTIONE MEDIO ORIENTE

Sebbene le prospettive complessive restino positive, alcune destinazioni hanno affrontato un inizio d’anno più difficileCipro ha registrato un calo degli arrivi del 17,9%, dovuto in parte agli effetti legati alla diversa collocazione della Pasqua e a una minore propensione dei viaggiatori, influenzata dalla percezione di vicinanza al conflitto in Medio Oriente.

Anche la Turchia ha registrato una diminuzione degli arrivi del 2,1%, riflettendo una domanda più debole sia da parte dei visitatori europei sia dei mercati a lungo raggio, a causa delle tensioni regionali.

IMPATTO NEI CIELI

L’impatto è stato evidente anche nel settore dell’aviazione. Il traffico passeggeri aereo europeo è rimasto forte nel primo trimestre del 2026, con i Revenue Passenger Kilometres (Rpk) in aumento del 7% e marzo che ha registrato la crescita più elevata, pari all’8%. Tuttavia, la performance è rallentata bruscamente ad aprile, fermandosi all’1%, poiché il conflitto ha causato interruzioni nei collegamenti tra l’Europa e diversi mercati a lungo raggio.

AUMENTA LA SPESA MEDIA (MA NON IN ITALIA)

La spesa turistica ha superato la crescita degli arrivi nella maggior parte delle destinazioni analizzate, indicando una spesa media per visitatore superiore rispetto all’anno precedente. La Grecia si è distinta come una delle destinazioni europee con le migliori performance, con una crescita della spesa del 64,3% e degli arrivi del 38,3%, evidenziando un aumento significativo della spesa per viaggio.

Le performance sono state tuttavia diverse tra le varie destinazioni e in Italia emerge un trend contrario: gli arrivi sono aumentati del 21,1%, mentre la spesa turistica è cresciuta del 4,3%, indicando una riduzione della spesa media per visitatore nonostante l’aumento dei volumi turistici.

Turchia e Cipro sono state tra le poche destinazioni in cui sia gli arrivi sia la spesa turistica sono diminuiti, probabilmente a causa di una minore fiducia dei viaggiatori collegata al conflitto in Medio Oriente.

«Il turismo europeo ha continuato a dimostrare resilienza nel secondo trimestre del 2026, nonostante un contesto globale più incerto – commenta Miguel Sanz, presidente Etc – I viaggi rimangono una priorità per i consumatori, ma il modo in cui le persone viaggiano sta cambiando. Accessibilità economica, sicurezza, vicinanza e rapporto qualità-prezzo stanno diventando elementi sempre più importanti nella scelta della destinazione. Per le destinazioni europee, la priorità è rimanere competitive sostenendo al contempo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici tra regioni e stagioni».

PROSSIMITÀ E STAGIONI DI SPALLA

Guardando all’estate 2026, il turismo leisure dovrebbe rimanere una priorità nonostante la continua incertezza economica. Nei principali mercati europei di origine, la spesa per viaggi di piacere dovrebbe mantenersi stabile al 13% della spesa totale dei consumatori nel 2026, ben al di sopra della media globale dell’8,5%. Anche la quota nei principali mercati extraeuropei dovrebbe aumentare leggermente, passando dal 7,5% nel 2025 al 7,7%.

Parallelamente, i viaggiatori stanno diventando più sensibili ai prezzi. Nell’ultima indagine Travel Industry Monitor, il 48% degli intervistati europei ha indicato l’accessibilità economica e il rapporto qualità-prezzo come una delle principali opportunità per l’Europa nel secondo trimestre, rispetto al 32% del primo trimestre. Questo indica una stagione estiva più competitiva, nella quale le destinazioni capaci di adattarsi meglio ai budget e alle preferenze dei viaggiatori saranno maggiormente in grado di attrarre domanda.

I viaggiatori europei continueranno inoltre a privilegiare destinazioni vicine, più facili da raggiungere, più conosciute e in grado di offrire maggiore flessibilità. L’Europa meridionale e mediterranea è ben posizionata per intercettare questa domanda, con l’interesse verso la regione tra giugno e novembre salito al 61%.

Anche i mesi di spalla stanno acquisendo maggiore importanza, poiché i viaggiatori cercano di evitare gli effetti degli eventi meteorologici estremi e del sovraffollamento. Le prenotazioni per settembre stanno infatti crescendo in modo significativo in tutta Europa.

Fonte = L'AGENZIA DI VIAGGI 13/07/26
 


Pubblicato sul sito ASTOI il 13/07/2026