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Estate 2020, tra viaggi e coronavirus: ecco i Paesi che potrebbero aprire al turismo

Estate 2020, tra viaggi e coronavirus: ecco i Paesi che potrebbero aprire al turismo

12 Maggio 2020
La pandemia da Covid-19 ha messo in stand-by anche la voglia di partire verso destinazioni lontane e meravigliose. La paura per un virus invisibile e pericoloso e le chiusure dei confini in gran parte del mondo, hanno momentaneamente congelato i sogni di chi era già con la valigia in mano, pronto a un nuovo viaggio da sogno. L’attesa di uno spiraglio che dia tregua da un periodo assolutamente surreale, tuttavia, resta e la speranza che qualche Paese sia di nuovo accessibile farebbe bene a cuore e anima dei potenziali viaggiatori e agli introiti di un turismo ormai in ginocchio. Se le ricerche di settore sul web sono crollate, è tempo di credere che per l’estate 2020 ci si possa spostare almeno entro i confini italiani.

E all’estero? La news sono continue così come i cambiamenti, anche se qualcosa sembra muoversi ed è quindi tempo di monitorare costantemente la situazione e attendere ancora. I ministri di tutta l’Unione Europea stanno discutendo per capire come e quando saranno allentati i blocchi verso mete estere, ma ad oggi tante ipotesi e poche certezze.
 
Estate 2020: i Paesi più accessibili e pronti ad aprire al turismo
 
Non solo turismo di prossimità in Italia, si intravede anche qualche segnale per l’estero. Attenzione però, i dati sono in continuo aggiornamento e non ci resta che aspettare:

  • Croazia: secondo il ministro del turismo Gari Cappelli, sono prossime le aperture di campeggi e hotel nei luoghi meno turistici.
  • Grecia: nonostante l’emergenza non sia ancora finita, si ipotizza una lenta riapertura ai turisti a partire dal 1° luglio.
  • Formentera: giungere da queste parti non è ancora semplicissimo, ma intanto sono scattate le prime aperture e si spera un prossimo via libera ai turisti.
  • Svizzera: ha aperto l’11 maggio i valichi di frontiera.
  • Austria: dal 29 maggio dovrebbero essere riaperte tutte le strutture ricettive.
  • Germania: ad oggi accetta turisti in transito.
  • Svezia: non ha chiuso le frontiere.
  • Islanda: non ha chiuso le frontiere.
  • Norvegia: nelle prossime settimane prevede un' apertura graduale. 
I Paesi che ci faranno ancora attendere..
  • Maldive: secondo Travel Trade Maldives, la piattaforma che mette in relazione l’industria del turismo delle Maldive alla rete globale dei professionisti del viaggio, il Paese potrebbe presto allentare il blocco con l’estero. Tuttavia, i primi a usufruirne (forse già a luglio) dovrebbero essere la Cina e, a seguire India e Australia. L’Europa, probabilmente, dovrà aspettare il mese di ottobre o, comunque, l’autunno.
  • Tunisia: in attesa del ripristino dei voli, nel Paese si pensa alla riorganizzazione del turismo con le nuove misure di sicurezza. L’idea sarebbe quella di aperture graduali da questa estate ai visitatori esteri, ma non è certo che ciò non avvenga prima del 2021. Intanto si pensa alla gestione delle strutture alberghiere e delle piscine. Ogni locale avrà una capienza del 50 per cento e sarà disponibile un infermiere e un igienista.
  • Egitto: mentre si sanificano hotel e resort, non ci sono ancora date certe per la riapertura che comunque avverrà non appena possibile. 

Partire: sì ma in totale sicurezza
 
In ogni parte del mondo, intanto, si studiano continue soluzioni per valutare lo stato di salute dei potenziali passeggeri. Ad Hong Kong, ad esempio, in aeroporto oltre a mascherine e controlli di temperatura corporea, è in prova una nuova procedura che sembrerebbe uccidere batteri e virus dalla pelle e dagli indumenti, senza avere alcuna controindicazione per la salute. Un aiuto importante per l’Italia, invece, potrebbe arrivare da Abet Laminati, che unendo tecnologia e design ha appena lanciato un innovativo progetto in grado di combattere efficacemente la diffusione del virus. Dalle stazioni, agli aeroporti, a padiglioni interni ed esterni, può essere impiegato ovunque. Igea è stato creato dai designer Giulio Iacchetti e Matteo Ragnie consiste in due sistemi alternativi che, integrando la tecnologia nei pannelli in laminato, permettono di rilevare la temperatura corporea e di sanificare gli spazi di passaggio di chiunque sia in transito in luoghi affollati. “È proprio quando le relazioni sociali sono a rischio, che il design può e deve intervenire per rendere accettabili ed esteticamente apprezzabili soluzioni obbligate come, in questo caso, varchi e strumenti di controllo. Per questo abbiamo chiamato questi sistemi integrati con il nome della dea della salute, ispirandoci, per la particolare forma ad arco, alle terme romane, attualizzando in chiave sanitaria l’antico rito delle terme”, confermano.  Nello specifico, Igea Insula è un’isola prefabbricata che si installa rapidamente e favorisce l’indirizzamento di un numero cospicuo di persone verso un varco di transito, con il controllo affidato a due termocamere che rilevano la temperatura corporea. L’Igea Safety boxfunziona come un tunnel di passaggio moltiplicabile a seconda della necessità e dei flussi di persone, per misurare la temperatura corporea e rilevare la presenza della mascherina, sbloccando, dopo la verifica, il tornello per l’accesso.
 
Fonte = IL MATTINO 12/05/20