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Big Data, turisti ai raggi 'x'

Big Data, turisti ai raggi 'x'

09 Luglio 2014

«L'enorme volume di tracce digitali che ogni giorno lasciamo con i nostri strumenti di comunicazione - ha spiegato - ha reso possibile, già da diversi anni, l'avvio di una sistematica raccolta e selezione di dati che ormai consentono di profilare usi e comportamenti degli utenti in tantissimi settori. Si è partiti con la medicina per proseguire con la lotta alla criminalità e ora si è approdati al turismo». A ciascuno il suo pacchetto In buona sostanza con l'ausilio dei Big Data, in un futuro molto prossimo, sarà possibile identificare in modo preciso non solo i target di turisti-viaggiatori, ma anche le loro preferenze nel cibo, le loro passioni, i loro gusti, così come le lamentele e le critiche. «Abbiamo iniziato a esaminare, ad esempio, il comportamento di turisti tedeschi e cinesi, così diversi tra loro, nel corso delle loro visite nelle grandi città italiane - ha spiegato Beinat - per cercare di dare indicazioni puntuali a chi potrà poi rimodellare l'offerta. Abbiamo certificato che se i tedeschi amano muoversi e differenziare i loro soggiorni, i cinesi non conoscono il Sud Italia e si spostano per lo più tra Firenze e Roma. Questo lavoro potrà fornire elementi essenziali agli operatori che potranno allestire pacchetti turistici ben profilati a seconda dei bacini di provenienza».

Non a caso proprio Beinat, insieme ad altri esperti, è stato chiamato a far parte del Laboratorio Digitale per il Turismo voluto dal ministro del Mibact Dario Franceschini:un Dig Lab che è considerato dal professore «un apprezzabile tentativo di dotare il sistema turistico italiano di una serie di soluzioni che possano contribuire a qualificare il nostro incoming sulla base delle indicazioni dettagliate degli ospiti stranieri». Su costi e benefici dei Big Data, sulla capacità di poterli utilizzare anche da parte del tour operating e degli agenti di viaggi, Beinat non ha dubbi: «Certamente nessun singolo t.o. o adv può pensare di investire da solo su analisi di Big Data, ma è altrettanto vero che le associazioni di categoria, come gruppi di operatori, magari consorziati, potrebbero commissionare analisi molto specifiche basate sullo screening dei Big Data, perfezionando così i loro prodotti turistici o la loro attività di assistenza al turista».

DigLab in campo per l'Expo 2015

I dati attinti dalla rete potranno anche essere utilizzati in vista di Expo 2015? «Assolutamente sì: con il Lab del Mibact abbiamo una tempistica di lavoro orientata anche all'Esposizione Universale e ci siamo dati sei mesi di tempo per produrre delle soluzioni efficaci che sfruttino al meglio questo evento-clou». In vista di questa deadline, è stato chiesto al professor Beinat di tornare alla travel ID Academy per aggiornarci sul lavoro svolto dal Laboratorio Digitale per l'Expo di Milano. - Fonte: L'Agenzia di Viaggi sito web (di Andrea Lovelock)