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Abdolreza: «I tour operator puntano su accoglienza e cultura»

Abdolreza: «I tour operator puntano su accoglienza e cultura»

03 Febbraio 2016

Con 250 mila siti archeologici, una ventina di città che meritano una visita, e una popolazione giovane e ospitale (l’82% è under 30), l’Iran si riaffaccia sul panorama turistico italiano con tanti assi nella manica. Ne è convinto Mir Fahraei Abdolreza, di Aito Tours, rappresentante ufficiale dell’Iran in Italia. E con il ripristino dei voli diretti Alitalia si aprono nuove opportunità.

Quali sono i plus dell’offerta turistica?

«Innanzitutto le ottime strutture alberghiere, a quattro e cinque stelle; e poi gli itinerari ormai collaudati che toccano diverse città iraniane, grazie anche all’offerta aerea che assicura oltre cento voli domestici a settimana».

A chi visita l’Iran per la prima volta che tour consigliereste?

«Dipende dal tempo a disposizione. Il tour classico di 7 giorni prevede la visita di  Teheran, Shiraz, Persepolis e Isfahan».
 
Qual è il target ottimale sul mercato italiano?
«Viaggiatori con una buona istruzione, dal budget medio-alto e con diversi interessi, per la storia, l’arte e l’archeologia».

C’è interesse da parte degli operatori italiani?

«Sicuramente sì, ci sono già numerose programmazioni realizzate da operatori come Kuoni, I Viaggi dell’Elefante, Il Tucano e Best Tours. Per aprile e maggio siamo già in overbooking, a riprova del crescente interesse per la destinazione. Per sostenere questo nuovo slancio sono previsti forti investimenti, tra cui l’apertura di nuovi alberghi. E in Italia saranno organizzati moltii seminari e giornate di formazione per le agenzie». - Fonte: L'Agenzia di Viaggi sito web