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YAHOO FINANZA - Fase 2, allarme Federturismo: il settore è senza ossigeno

YAHOO FINANZA - Fase 2, allarme Federturismo: il settore è senza ossigeno

27 Maggio 2020

Roma, 27 mag. (askanews) - Il decreto Rilancio ha profondamente deluso le aspettative del turismo organizzato e non prevede misure atte a garantire la sopravvivenza di queste imprese che, su un arco di sei mesi, hanno di fatto generato zero ricavi. Il comparto conta 13.000 imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, occupa 80.000 addetti e genera un valore di 20 miliardi, a cui si aggiungono 650.000 posti di lavoro e 85 miliardi di volumi creati dall'indotto.

"Il grido d'allarme era stato lanciato da tempo, con numeri chiari e proposte concrete, analisi e previsioni realistiche, che sono state puntualmente trasmesse a tutti gli interlocutori politici. E' necessario - ribadisce il Presidente di ASTOI Nardo Filippetti - introdurre alcune modifiche sostanziali al decreto, che possiamo riassumere in quattro punti: incremento del Fondo per il turismo organizzato; prolungamento della cassa integrazione in deroga fine a fine anno; fruizione del tax credit vacanze anche per l' acquisto di pacchetti turistici; eliminazione del limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per tour operator, agenzie e organizzatori di eventi."

Anche per il Presidente di AIDIT Domenico Pellegrino "Nel decreto non c'è nessuna considerazione realmente specifica per le Agenzie di Viaggi . A fronte dei miliardi annunciati, degli strumenti di liquidità solo teorici, alle Agenzie di Viaggi ed al turismo organizzato, sono destinati 25 milioni di euro da dividere tra oltre 12 mila aziende. Risorse minime e direi offensive per il lavoro e la passione che tante donne e uomini continuano a mettere in questo meraviglioso settore'.

"Leggendo il DL Rilancio ci sembra che il settore imprenditoriale dedicato al turismo internazionale non sia stato, per il momento, considerato. Cedere su questo fronte significa - afferma Stefano Rizzi, Country manager Italia di Global Blue - rischiare di perdere un posizionamento per l'Italia tra le mete preferite dai viaggiatori stranieri, e sappiamo che la competizione per attrarre questa fetta fondamentale di mercato è molto serrata, soprattutto tra i Paesi europei. È vero che, al momento, il turismo internazionale è sostanzialmente fermo ovunque, ma quando riprenderà non dovremmo farci trovare impreparati. Per questo continuiamo a chiedere un dialogo con il Governo, per individuare adeguate misure di sostegno per impedire che servizi fondamentali per i turisti internazionali, come lo è anche quello del tax free shopping, vadano in sofferenza».

Anche per gli Alberghi urge un cambio di passo per tenere il tempo dell'economia e dei mercati."Il Decreto Rilancio è arrivato tardi e le misure, potenzialmente utili nelle prime fasi della crisi, oggi appaiono appannate e insufficienti. Stiamo reagendo ad una crisi che va molto più veloce rispetto ai tempi di reazione della politica. Sul Recovery Fund, ad esempio, ci domandiamo quando si arriverà a sciogliere il nodo europeo e temiamo, comunque, tempi troppo lunghi per la sua attuazione - prosegue Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente di Confindustria Alberghi."

Un altro aspetto di tutta evidenza è che la mobilità nei prossimi tempi non sarà più come prima.

"Negli ultimi 5 anni - sostiene Armando Brunini - Amministratore Delegato di SEA Aeroporti di Milano gli aeroporti hanno avuto un ruolo chiave nel favorire la forte crescita dei flussi di traffico aereo grazie ad investimenti nelle infrastrutture e a relazioni commerciali con una pluralità di compagnie aeree. Puntare tutte le risorse su un solo operatore, Alitalia, lasciando senza supporto gli aeroporti che continuano a garantire i servizi essenziali a ricavi circa azzerati ci sembra poco lungimirante. Occorre, inoltre, una maggiore omogeneità a livello europeo con riferimento alle disposizioni da attuare in fase di ripartenza per gestire il rischio contagio (distanziamenti, mascherine, etc)".

"Le misure del Governo debbono essere comprensibili ed utilizzabili immediatamente, serve poi - evidenzia il Presidente di Federtrasporto Alberto Brandani - un ampio ristoro delle ingenti perdite che le aziende dei trasporti stanno subendo e un colossale piano di investimenti pubblici nei trasporti e nelle infrastrutture per far ripartire il Paese".

Fonte = YAHOO FINANZA 27/05/20