Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
VANITY FAIR - DOMANI È UN ALTRO LUOGO

VANITY FAIR - DOMANI È UN ALTRO LUOGO

08 Aprile 2020

BUONE IDEE per fare in modo che la Terra riprenda presto a girare, cominciando dall'Italia. Agenzie di viaggio, associazioni, esperti, alberghi familiari: abbiamo chiesto agli addetti ai lavori che cosa ci serve, ora, per costruire la vacanza che verrà
LAURA FIENGO

Forse nemmeno nell'estate dei Mondiali 1982 l'Italia è stata amata tanto, e in modo così struggente come adesso. Anche dal mondo del turismo, che affida messaggi di affetto per il nostro Paese a Instagram ( #TravellerLovesltaly è il nostro di Condé Nast Traveller Italia) e contribuisce anche con donazioni e aiuti concreti. Ma siamo prima di tutti noi. gli italiani, che riscopriamo e ammiriamo l'Italia S con gli occhi nuovi degli innamorati lontani. E, come tutti gli amanti in cattività, ci domandiamo, un po' a bassa voce tejg mendo la risposta, quando potremo rivederci davvero, noi e 2 l'Italia. E come cambieranno le cose quando la frontiera della porta di casa sarà abbattuta. «Il settore del turismo è quello che ha chiuso per primo, quando a fine gennaio abbiamo avuto il primo sentore che i cinesi non sarebbero arrivati in Italia, e rischia di essere l'ultimo che ripartirà, parliamo di uno stop di 8-9 mesi su 12, nessun altro perderà così tanto», dice Franco Gattinoni, £ fondatore del Gruppo Gattinoni e vicepresidente della Fto, 5 Federazione del Turismo Organizzato. «Un valore enorme, quello di tour operator e agenzie di viaggio, che coinvolge almeno 75 mila lavoratori direttamente, e con un impatto su tutti gli altri settori». Che cosa serve ora? Un aiuto dedicato da parte del governo, cassa integrazione in deroga, naturalmente, ma quello che il mondo delle agenzie chiede è un nuovo valore per il futuro. «Non si tratta solo di chi parte per una vacanza, io spero non più mordi e fuggi come purtroppo si tende a fare in questi anni, ma anche degli eventi, che da soli costituiscono il 40% delle notti in hotel, e hanno impatto su tanti altri settori economici. Contiamo di ripartire», conclude, «ma il governo deve muoversi velocemente, solo così troverà un settore sano e non distrutto». Anche Nardo Filippetti, presidente Astoi Confindustria Viaggi, parla chiaro: «L'emergenza ha messo in ginocchio tutto il comparto. In particolare, per tour operator e agenzie di viaggio, si prevede una ripresa parziale tra fine estate e autunno e un ritorno progressivo alla normalità solo nel 2021, con una perdita di fatturato che va dal 35 al 70% circa. Dall'inizio di questa situazione abbiamo affrontato imponenti costi emergenziali, per decine di milioni di euro, tra rimpatri di turisti, rimborsi, cancellazioni, anticipazioni a fornitori e costi organizzativi. La nostra autonomia finanziaria non durerà in eterno, a fronte di continui esborsi e zero ricavi. Riteniamo di avere diritto allo stanziamento di un fondo per l'emergenza, al pari di altri settori, quali agricoltura, pesca, cultura e spettacolo. Necessitiamo di misure urgenti ed efficaci e ci auguriamo che il governo non si sottragga al dovere di supportare le nostre aziende e di proteggere i lavoratori del nostro comparto». Anche i grandi gruppi colpiti tra i primissimi dal blocco totale, come le crociere, raccontano il loro impegno nell'emergenza. «Abbiamo sospeso le nostre crociere fino a fine maggio e stiamo lavorando senza sosta, mettendo in campo risorse e un enorme sforzo organizzativo, per far rientrare in sicurezza a casa i nostri ospiti e gli equipaggi in un contesto molto difficile. Siamo riusciti a rimpatriare in poche settimane più di 25 mila persone di tantissime nazionalità diverse», dice Neil Palomba, direttore generale Costa Crociere. Sul fronte degli hotel, anche da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, arriva un messaggio di impegno sul campo: «Gli albergatori sono abituati a rimboccarsi le maniche. Nei momenti di crisi la nostra funzione diventa assistenziale: oggi le nostre strutture sono a disposizione per accogliere i familiari dei malati, i medici e i paramedici che operano sui territori più colpiti dal virus. Ma tutta l'Italia è capace di cose grandi proprio nei momenti di maggiore difficoltà. Sono certo che il senso di ricostruzione sia parte del nostro Dna. Si deve guardare oltre, non al quando, ma al come ripartire. Se si ferma il turismo si ferma l'economia del Paese. E bisogna puntare sul mercato interno. Abbiamo già proposto al governo di concedere un credito di imposta agli italiani che decideranno di fare le vacanze in Italia. Ma è necessario fin d'ora un piano di promozione che comunichi un Paese vivo. Serve un think tank di creativi, intellettuali, imprenditori di ogni campo». Anche per Andrea Delfini, fondatore e Ceo del gruppo Blastness (offre supporto e sviluppo a strutture ricettive indipendenti) e Nero Hotels, questa crisi potrà trasformarsi in opportunità per un «rinascimento». «Se non ora, quando ave| re l'occasione per dare un ruolo centrale e più peso al turismo t italiano, e ripensare le cose anche come sistema?». Quello che gli addetti ai lavori delPhòtellerie non dicono, ma aleggia nell'aria da ben prima dell'emergenza, è che il giogo dei portali di vendita online delle camere, in questa era Covid-19, è pesato molto e la frustrazione di non poter decidere liberamente su rimborsi e prenotazioni sicuramente sfocerà in qualche cambiamento futuro. Finalmente l'Italia farà sistema? «Noi della Costiera Amalfitana ci siamo uniti in un piccolo comitato spontaneo con altri hotel della zona ( molti leggendari, si parla tra gli altri del San Pietro e Le Sirenuse di Positano, e il Santa Caterina di Amalfi, ndr) che si è esteso anche a Capri», dice Mariella Avino, proprietaria con la sua famiglia del raffinato Palazzo Avino di Ravello. L'attenzione degli alberghi indipendenti al momento è alla tutela dei loro lavoratori, per lo più stagionali, per i quali stanno chiedendo o al governo una soluzione. «Il pensiero per loro è molto forte. Comprendono la situazione, ma noi sappiamo che sono fermi da ottobre. Stiamo riflettendo sulle misure da chiedere». Un risvolto positivo, racconta Avino, è che si è usciti dal concetto di destinazione e di campanile: «E uno spirito nuovo che pervade tutta l'Italia. Quando torneremo a viaggiare, la scala dei valori sarà del tutto diversa, questo mondo cambierà e crescerà. Ora siamo spaventati ma quando ci sarà, il ritorno sarà forte: una celebrazione della vita». «Dopo mesi di turismo virtuale e di contatti interpersonali limitati, auspichiamo che il ritorno alla vita reale rimetta le persone lentamente in moto», dice Erwin Hinteregger, Ceo dell 'Innovation, Development e Marketing Siidtirol-Alto Adige. «Immaginiamo il viaggio futuro come una ricerca di esperienze autentiche, contraddistinto dalla necessità di essere ospitati dalla natura, che in Alto Adige è spettacolo, preservata con cura dalle persone che abitano il territorio». Da un altro territorio che fa della natura il suo valore, la Sardegna, arrivano iniziative: «La Regione ha già messo in campo un pacchetto di sostegno per le piccole imprese della filiera turistica del valore di 25 milioni di euro, mentre per i lavoratori sono previsti ammortizzatori sociali e percorsi di formazione. Stiamo valutando anche forme di aiuto fiscale. Ma quando si riprenderà una vita normale dobbiamo farci trovare pronti con una strategia turistica per l'estate 2020, ricca di iniziative, anche sfruttando il sistema delle offerte last minute, rivolte prima di tutto al mercato sardo e, se la fine dell'emergenza lo consentirà, anche a quello del resto d'Italia ed estero. Sono già in programma, tra settembre e dicembre, eventi e manifestazioni che contribuiranno a destagionalizzare. La Sardegna deve resistere a questa crisi, pronta a ripartire più forte di prima», dice Gianni Chessa, assessore al Turismo della Regione Sardegna. Le aree italiane meno conosciute, più defilate, magari da raggiungere senza bisogno di volare, saranno avvantaggiate: «La nostra struttura si trova all'interno della Riserva Naturale delle Falesie di Duino, l'ultimo avamposto italiano a 5 stelle prima del confine sloveno,», dice Michelangelo Benetton, General Manager Falisia (a Luxury Collection Resort & Spa) di Portopiccolo, Trieste. «Gli accessi sono costantemente monitorati, il che ci permette di offrire l'esperienza di una vacanza sicura, in cui possa essere garantito il rispetto dei nuovi protocolli che stiamo elaborando con il team della nostra Medicai Spa». Gli italiani saranno la priorità anche per le Marche, che punteranno sulle aree italiane a loro affini per geografia, ma non solo. «Dobbiamo fare l'impossibile», dice sincero Moreno Pieroni, l'assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche, «poiché siamo consapevoli che gli italiani saranno forse un po' meno propensi a viaggiare, sia per timori residui che per ragioni economiche, tra le varie iniziative stiamo pensando di proporre a chi viene il rimborso del viaggio». Con qualunque mezzo arriveremo alla meta e in ogni parte di Italia decideremo, speriamo presto, di andare, l'importante per tutti sarà ripartire, da noi.

Fonte = VANITY FAIR 08/04/20