Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
TTG ITALIA - Rilancio: la rabbia del turismo

TTG ITALIA - Rilancio: la rabbia del turismo

18 Maggio 2020

Il decreto per rimettere in moto l'economia nazionale scatena le critiche del settore: «Si sono completamente dimenticati di noi»

Siamo fantasmi, ecco cosa siamo"; "Davvero impossibile comprendere come un settore che conti così tanto abbia ottenuto così poco". Sono solo alcune delle reazioni (la prima di Ezio Birondi, presidente di Last Minute Tour e a.d. Settemari, la seconda di Pier Ezhaya, cco Alpitour e consigliere delegato Astoi) arrivate nelle ore successive all'approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto rilancio. Un insieme di misure che avrebbero l'obiettivo di rimettere in pista l'economia italiana.
Ma tra gli addetti ai lavori del turismo emerge la delusione: il comparto delle agenzie di viaggi e dei tour operator, accusano le aziende, è stato sostanzialmente dimenticato. E anche le misure progettate per il settore vengono considerate insufficienti e difficilmente applicabili. Sfogliando le pagine del decreto, sostengono i rappresentanti del settore, per il turismo c'è poco o nulla. O meglio, ci sono le medesime misure previste per le altre aziende. Ma il travel non è un segmento come gli altri: il settore dei viaggi ha ricevuto un duro colpo dallo stop totale agli spostamenti. E se altri comparti possono sperare in una ripresa in tempi ragionevoli, per il turismo l'anno sembra ormai decisamente compromesso.
LA QUESTIONE DEL BONUS VACANZA
Il provvedimento che in un primo momento aveva acceso le speranze del comparto era il Bonus Vacanza. Ma la versione finale arrivata nel testo, sostengono gli addetti ai lavori, rischia di non essere nemmeno un palliativo. Innanzitutto per i vincoli legati al reddito, che riducono di molto la platea degli interessati. E poi per il meccanismo, che prevede uno sconto da parte dell'albergatore pari all'80% dell'importo (che nel complesso non supererà i 500 euro) più il restante 20% come credito di imposta. Per recuperare la cifra anticipata, l'hotel potrà utilizzare la cifra a sua volta come credito di imposta. Il meccanismo fa anche nascere il dubbio sull'effettiva possibilità di utilizzare il buono nelle agenzie di viaggi e, più in generale, all'interno del circuito del turismo organizzato, dal momento che si può usufruire del bonus solo nel momento in cui si paga nella struttura ricettiva. Insomma, i dubbi sono diversi. E non manca anche il discorso della cassa integrazione. Le imprese del turismo, infatti, sottolineano come per il mondo dei viaggi lavorare a ranghi ridotti da marzo ad agosto significhi sostanzialmente perdere l'anno. Nel caso della travel industry, dunque, il ricorso agli ammortizzatori sociali dovrebbe essere esteso anche oltre l'orizzonte previsto per gli altri settori, che presumibilmente hanno la possibilità di riprendersi prima rispetto al turismo.
LE SPECIFICITÀ DEL COMPARTO
La delusione palpabile del settore è soprattutto legata al fatto che il mondo dei viaggi non è stato visto come uno dei settori maggiormente colpiti. Certo, lo stop del Covid-19 ha messo in ginocchio molte imprese di diversi settori. Ma il mondo dei viaggi è stato particolarmente colpito, dal momento che i viaggi saranno proprio l'ultima attività ad essere messa in moto. E con una serie di vincoli che necessariamente peseranno su redditività e ricavi. A parte il Bonus Vacanza, insieme alla cancellazione dell'acconto Imu, le altre misure che coinvolgono il turismo sono le medesime che riguardano tutte le imprese: dal posticipo delle tasse ai finanziamenti a fondo perduto calcolate sulla base del fatturato mensile. E probabilmente è stato proprio questo a far scattare la protesta delle imprese del settore dei viaggi: il mancato riconoscimento delle specificità di questo comparto, messo a dura prova da uno stop che ha compromesso gran parte del fatturato annuale. Difficile immaginare cosa succederà quando terminerà la cassa integrazione, tra qualche settimana. Per il travel sarà un ulteriore duro 
colpo, che magari costringerà diverse aziende a rimettere mano ai progetti e ai piani sul personale. Il turismo non è l'unico comparto che pagherà per diverso tempo lo stop alle attività. Ma sicuramente è uno di quelli a cui verrà presenato il conto più salato. In particolare, ad aspettarsi qualcosa di più era proprio il fronte delle agenzie di viaggi e dei tour operator, ovvero il turismo organizzato. Che ora dovrà più che mai rimboccarsi le maniche. 
Delusione
Il comparto del turismo non ha mancato di manifestare la propria delusione dopo le comunicazioni sui primi dettagli del Decreto Rilancio. Alla base del malcontento, il mancato riconoscimento delle specificità del settore dei viaggi rispetto al resto del comparto produttivo. Ma sotto accusa è finito anche il Bonus Vacanza e le norme sulla cassa integrazione



Fonte = TTG ITALIA 18/05/20