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Rassegna stampa Astoi
TTG ITALIA - La battaglia per i corridoi

TTG ITALIA - La battaglia per i corridoi

18 Gennaio 2021

È andata sempre delusa la richiesta delle imprese del settore per l'apertura di bolle turistiche fra l'Italia e le destinazioni internazionali Covid free
CRISTINA PEROGLIO

Il corridoio turistico, questo sconosciuto. Quanto meno in Italia, dove la mancanza di iniziative di questo tipo è balzata agli onori delle cronache all'inizio di questo mese, quando Astoi ha ufficialmente denunciato una situazione paradossale che sta interessando il turismo tricolore. In sostanza - diceva l'associazione dei tour operator italiani in una lettera-denuncia indirizzata al Governo - mentre i t.o. italiani stanno fermi al palo nelle vendite di viaggi internazionali dal mese di marzo scorso, i nostri connazionali vagano liberi per il mondo passando attraverso altri Paesi europei che hanno adottato una politica differente. Con buona pace delle regole e dei cavilli, senza nessuna certezza che chi va e chi viene sia, magari a sua insaputa, portatore del coronavirus che ha scatenato la pandemia mondiale, un nutrito plotone di turisti tricolore ha passato le loro vacanze fra Maldive, Dubai e Zanzibar.
COSA È SUCCESSO La situazione di cui Astoi ha dato conto non è così strana come potrebbe sembrare. Alcuni Paesi europei, infatti, fra cui le stesse Francia e Germania, nel corso di questo lungo anno pandemico hanno permesso ai loro cittadini di viaggiare verso numerose destinazioni, anche a lungo raggio, definendo criteri di volta in volta modificati sul livello di contagio raggiunto dai vari Paesi e, quindi, sulla loro accessibilità. Nella scorsa primavera, in piena prima ondata di crisi pandemica, appena il Mar Rosso ha tracciato la sua road map per garantire un livello di sicurezza e di servizi adeguato, hanno cominciato ad arrivare turisti francesi, ad esempio. Inoltre, alcune destinazioni tipicamente 'leisure' fra cui le Maldive, ma non solo, hanno da tempo riaperto i loro confini agli arrivi internazionali, vincolati alla presentazione di un tampone Covid negativo. Altri hanno invece stilato una lista di Paesi 'green', ossia dove il livello dei contagi è sufficientemente basso per permettere l'accesso. Inoltre, per motivi di lavoro ci si può muovere di fatto in quasi tutto il mondo. È proprio su quest'ultimo punto che pare abbiano giocato i nostri connazionali per avere la possibilità di trascorrere una vacanza, peraltro a costi estremamente vantaggiosi visto il periodo, in mete che teoricamente sarebbero irraggiungibili dall'Italia. Secondo la ricostruzione di Astoi, infatti, organizzandosi con il 'fai da te', molti avrebbero effettuato fittizzi viaggi d'affari e di lavoro in Paesi europei con regole meno rigide, per poi decollare da lì verso le ambite mete di vacanza, vanificando di fatto da un lato i tentativi del Governo di bloccare gli spostamenti, dall'altro il rigore con il quale i t.o. nostrani stanno rispettando le regole.
IL NODO IRRISOLTO Il tema che resta aperto è quello dei corridoi o bolle turistiche. Quanto messo in atto dagli altri Paesi dimostra che non è impossibile viaggiare in sicurezza, anche sul lungo raggio, con tutta una serie di precauzioni che vanno dal tampone obbligatorio in partenza e arrivo a, in alcuni casi, qualche giorno di quarantena nelle strutture in attesa degli esiti dei tamponi. Si può fare, insomma. E va dato atto che le associazioni di categoria del turismo fin dall'inizio della pandemia hanno bussato alla porta del Ministero degli Esteri per chiedere di aprire corridoi turistici verso Paesi con un quadro epidemico molto più favorevole rispetto a quello italiano, ricevendo sempre risposta negativa. Un atteggiamento che, alla luce di quanto accaduto nelle vacanze natalizie, si è rivelato più miope ancora di quanto si pensasse. Anche perché le cifre di quanti comunque sono riusciti con un sotterfugio a viaggiare non sono stati del tutto trascurabili: si parla di 1.000 turisti italiani solo alle Maldive, più altri in altre destinazioni. Un numero che 
sicuramente non avrebbe salvato i bilanci dei tour operator e delle agenzie italiane, ma che forse avrebbe potuto portare un po' di ossigeno alle casse del settore. Sotto accusa, quindi, l'operato del Governo, che non solo non ha dato il via libera alla nascita di corridoi fra l'Italia e altri Paesi, ma non ha neppure saputo imporre controlli incisivi per far rispettare le regole che si è dato, sfavorendo così le imprese del turismo italiano, rimaste danneggiate dallo stop senza condizioni. Una scappatoia Negli aeroporti italiani nessuno può partire per mete extraeuropee, a meno che non ci siano motivi di lavoro o altre motivazioni urgenti e inderogabili. Ma, denuncia Astoi, gli italiani hanno trovato il modo per bypassare lo stop e molti hanno effettuato le vacanze di Natale nelle destinazioni dell'Oceano Indiano

Fonte = TTG ITALIA 18/01/21