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Rassegna stampa Astoi
TTG Italia - Jalel Hebara torna in campo

TTG Italia - Jalel Hebara torna in campo

13 Marzo 2012

Un'altra vita dopo Sprintours

Un'avventura lunga 25 anni terminata con un triste epilogo. Jalel Hebara e Sprintours, la sua creatura, hanno cavalcato oltre due decenni di primavere del turismo italiano, recitando spesso un ruolo determinante, per numeri, fatturato e prese di posizione anche all'interno delle associazioni di categoria. Come in occasione delle elezioni Astoi del 2008, nelle quali il presidente Sprintours, propose, tra le varie idee, l'iniziativa di una creazione di un network di operatori, motivando così la sua decisione: "Si stanno riunendo tutti, ma i tour operator stanno a guardare. Qualche cambiamento ci dovrà essere".

Una pagina triste e amara

La parola fine alla storia dell'azienda è stata messa lo scorso anno, prima dell'arrivo dell'alta stagione quando il presidente Hebara si è visto costretto ad annunciare lo stato di liquidazione del tour operator. Troppo duri i colpi ricevuti dalla crisi in Nord Africa, area storicamente di riferimento nella programmazione del tour operator, che con Tunisia ed Egitto raggiungeva il 65 per cento del proprio fatturato, ai quali si è unito il prolungamento della crisi economica che ha messo sotto stress i margini del settore turistico, dalle agenzie di viaggi alle compagnie aeree, condizionando inevitabilmente i rapporti all'interno di tutta la filiera.

Uscita di scena con stile

Hebara ha scelto un'uscita di scena da grande timoniere però, impugnando la penna e scrivendo direttamente alle agenzie, motivando la decisione del blocco delle operazioni e rammaricandosi per l'abbandono, descrivendo la chiusura delle attività come "una pagina triste e amara, una situazione difficile da affrontare per ogni imprenditore dopo 25 anni di attività", come ha spiegato lo stesso presidente nella lettera scritta per i dettaglianti. Nonostante le difficoltà, Hebara non ha lesinato il supporto alle agenzie di viaggi, garantendo i rimborsi per le pratiche avviate e impegnandosi a lasciare nell'immaginario di colleghi e partner un ricordo positivo. Un'immagine di un'azienda che nel corso della sua storia era arrivata a collaborare con circa 7mila agenzie, 400 delle quali 'top partner', arrivando a generare un fatturato di 100 milioni di euro.

La parola passa al Tribunale civile

La vicenda di Sprintours si è poi spostata in sede legale, con la pratica in mano allo studio guidato da Livio Perri, nominato dal Tribunale Civile di Roma, curatore fallimentare. Nelle due udienze tenutesi tra ottobre e novembre, le domande dei creditori pervenute allo studio legale ammontavano a più di 100 ma lo stesso curatore fallimentare metteva in preventivo che queste potessero aumentare di numero. Già allora, vista l'entità dei creditori, lo stesso Perri spiegava che "se il giudice lo riterrà opportuno, si potrebbero fissare altre udienze: c'è tempo un anno". Riserbo assoluto invece sull'ammontare del debito complessivo richiesto dai creditori così come sull'eventuale interesse da parte di altri soggetti per rilevare l'azienda turistica. - di S. G.

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