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Trend - Egitto: la ricetta degli operatori per ripartire

Trend - Egitto: la ricetta degli operatori per ripartire

05 Ottobre 2013


Con la comunicazione ufficiale del Ministero degli Esteri italiano che considerava "poco sicuri", sconsigliandoli, i viaggi verso il Paese africano, meta prediletta, soprattutto durante la bella stagione, di tanti turisti italiani, è iniziato un fine agosto di passione per tutto il settore. Che come sempre lamenta innanzitutto di essere stato lasciato solo a affrontare l'emergenza

«II problema a mio avviso non è stato di avere dato lo sconsiglio all'Egitto: in quel momento soprattutto per le destinazioni turistiche del cosiddetto "Egitto classico" era inevitabile. Si resta molto più perplessi sulle tempistiche: mettere infatti lo sconsiglio anche alla parte balneare del Paese africano con quelle tempistiche (venerdì 16 agosto, ndr) vuoi dire dimostrare che degli operatori e dei tanti lavoratori del settore non frega niente a nessuno». Come sempre diretta e senza peli sulla lingua - e noi la apprezziamo proprio per quello! - il direttore commerciale di Swan Tour Elisabetta Pavanello ci spiega senza filtro cosa pensa di quello che per il mondo del turismo, del tour operating e delle adv italiane è stato il vero evento dell'estate 2013.

Insomma lasciare letteralmente a piedi circa 20mila (dati Astoi) turisti italiani nel giorno in cui - quello dopo Ferragosto! - dovevano solo chiudere le valigie per poter partire tra il sabato e la domenica successiva verso il tanto agognato soggiorno sul mare egiziano è stato uno scherzetto che ha colpito loro, per il loro bene sicuramente..., ma che soprattutto ha colpito un settore già messo a dura prova negli ultimi anni da una lunga serie di avvenimenti contrari. È così che professionisti appassionati come Elisabetta ma anche le istituzioni, rappresentate ad esempio dal presidente Astoi Nardo Filippetti non hanno appunto voluto perdere l'occasione per sottilineare la "solita" cronica solitudine dei t.o. di fronte al nuovo caso di emergenza in pieno picco stagionale. Lo sconsiglio della Farnesina, infatti ha indotto gli operatori a cancellare le partenze per tutelare i clienti in un'ottica di responsabilità e nonostante le pesanti conseguenze per i bilanci delle loro imprese.

«Lo scarso equilibrio e la lacunosità delle norme sulla regolamentazione della compravendita di pacchetti di viaggio, rappresentate dagli articoli del Codice del Turismo, ossia il principale riferimento giuridico in materia, l'assenza di riferimenti allo sconsiglio della Farnesina e la mancanza di giurisprudenza in merito, in questo specifico caso come in altri - ha sottolineato a Trend lo stesso Filippetti -, hanno fornito il destro a un'interpretazione dell'opinione pubblica in base alla quale "è giusto e sacrosanto far accollare ogni onere e conseguenza di guerre, tsunami, nubi vulcaniche, terremoti, e chi più ne ha più ne metta, agli organizzatori di pacchetti di viaggio". Sicuramente c'è qualcosa da cambiare profondamente in questa impostazione e per tale motivo, come Associazione, stiamo alacremente lavorando all'elaborazione di una serie di proposte normative che riequilibrino questa situazione a beneficio di tutta la filiera del turismo organizzato. Presenteremo presto al Ministro Bray ed al Governo un pacchetto di proposte contenente alcune indifferibili modifiche normative e, inoltre, specifiche richieste per una gestione efficace ed equilibrata di simili casi».

Insomma, il punto di vista del settore è chiaro, meno chiare sono le soluzioni a un problema che forse, anche se speriamo proprio di no, si potrà ripresentare presto. Se ne parla anche in questi giorni di fiera No Frills, durante la quale va in scena una tavola rotonda dedicata proprio agli scenari post sconsiglio. Noi di Trend abbiamo anticipato la questione, chiedendo ad altri importanti rappresentanti dell'industria turistica e delle principali aziende un loro parere spassionato. Cominciando dalla prima parte in causa, il