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TRAVEL QUOTIDIANO - Israele riparte dai tour operator: prodotti attrattivi, attenzione a nicchie e sostenibilità

TRAVEL QUOTIDIANO - Israele riparte dai tour operator: prodotti attrattivi, attenzione a nicchie e sostenibilità

05 Febbraio 2021

Fare squadra e networking, guardando avanti, con ottimismo e insieme verso la ripartenza: Israele è al fianco di tour operator e adv in questo momento delicato dell’intera industria turistica. E getta le basi per ricominciare, “forse prima di altre destinazioni grazie ai plus che la contraddistinguono da sempre e ne hanno fatto accrescere la popolarità – dalla versatilità del prodotto offerto  ad una consolidata reputazione di meta sicura” precisa Kalanit Goren Perry (nella foto), direttore dell’Ufficio nazionale israeliano del turismo in Italia. Questi i temi del panel digitale “Israele nel Cuore” che ha coinvolto proprio il trade italiano da una parte – da Astoi a Fto – e  dmc israeliani dall’altra.

Il nuovo volto del turismo, quello “del ‘day after’ Covid-19 – afferma Efrat Meir-Groman, direttore marketing Europa – ormai ne siamo coscienti, sarà diverso. E credo che i tour operator giocheranno un ruolo chiave in questa situazione di cambiamento. Per loro ci sarà l’opportunità di adattare e innovare, di proporre nuove destinazioni, un turismo di nicchia e sostenibile, rimanendo connessi e garantendo informazioni aggiornate sulle nuove norme”. Sono tre gli elementi strategici che fanno di Israele “la destinazione ideale del “giorno dopo”: e persone, i luoghi e la spiritualità”.

Certo Israele è da sempre meta particolarmente cara agli italiani, che nel 2019 hanno totalizzato 190.700 arrivi, +27% rispetto all’anno prima (oltre la crescita media globale dell’11%, per complessivi 4.551.600 turisti) e addirittura +77% rispetto al 2017. “Dato che posizionava l’Italia quale sesto paese per arrivi a livello mondiale in Israele e nella top 5 dei mercati a più elevata crescita” sottolinea Kalanit Goren Perry.

Ma chi tornerà per primo a viaggiare? “I giovani, under 35, così come il target luxury, meno impattato dalle conseguenze della crisi economica provocata dalla pandemia – sostiene Andrea Vannucci, membro del consiglio direttivo Astoi -. To e dmc dovranno creare nuovi prodotti per attrarre questa clientela, e le destinazioni saranno in competizione per riconquistare per prime i favori della clientela, una volta che si potrà tornare a viaggiare: “Per questo i to devono creare pacchetti attrattivi non solo a livello di prodotto ma anche in termini di qualità-prezzo, e una volta di più sarà fondamentale il ruolo delle compagnie aeree, speriamo la nuova Alitalia torni operativa su Israele, così come le low cost saranno protagoniste per un recupero veloce”.

Certo che le persone, appena si potrà, sfrutteranno ogni opportunità di viaggio è Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto, “per questo noi dobbiamo essere pronti”, lavorare soprattutto sul segmento leisure  visto che il bt soffrirà maggiormente anche per come la pandemia ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini lavorative. C’è molto da fare “per i gruppi, dobbiamo spingere sul fatto che – oltre ai vaccini e Israele su questo fronte non sembra avere rivali – ci saranno “bubble” sicure (stesso aereo, stesso hotel, stesso bus) per vivere l’esperienza del viaggio in tranquillità”. Ma l’appello è per azioni immediate: “Non possiamo attendere il completamento del piano vaccinale in Italia per tornare a viaggiare, dobbiamo trovare altri modi per ripartire prima, con protocolli comuni, così da fornire alle aziende informazioni chiare corrette su come poter viaggiare, o come comportarsi per i pellegrinaggi, o per le prenotazioni dei gruppi”.

Yossi Fatael, general manager della Incoming Israel Tour Operator Association, conferma che questa fase di cambiamento sarà “una ‘golden hour’ per il b2b, creando alleanze e partnership tra aziende e associazioni così che il viaggiatore si sentirà più sicuro nel viaggiare. Le nostre proposte dovranno essere flessibili in primis, il che significa personalizzazione del prodotto. E dovremo assicurare un’elevata standardizzazione dei servizi di sicurezza, igiene alla base di ogni richiesta. Non senza rivedere le politiche di pricing, non possiamo tornare alla routine di prima”. 

Fonte = TRAVEL QUOTIDIANO 05/02/21