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La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Travel Quotidiano -  II turismo è troppo solo. Non è più accettabile

Travel Quotidiano -  II turismo è troppo solo. Non è più accettabile

19 Ottobre 2013


 Abbiamo chiesto al governo misure straordinarie, come l'esonero dal pagamento dei contributi previdenziali

E' tutto sommato positivo il bilancio di Nardo Filippetti dopo oltre un anno alla presidenza di Astoi.

«Anno dopo anno, la nostra associazione ha costantemente potenziato il proprio ruolo di rappresentanza nelle relazioni con il mondo delle istituzioni, con gli organi d'informazione e con tutti gli attori del settore turistico - esordisce Filippetti -. E' importante essere attori dei rapporti: attività d'informazione e "pressione" come ad esempio la partecipazione attiva all'elaborazione del Piano strategico nazionale del Turismo, avviato dell'ex ministro Piero Gnudi. Da parte nostra abbiamo evidenziato ai nostri interlocutori istituzionali le numerose criticità del sistema che necessitano un correttivo: il gap di competitivita della nostra offerta rispetto ai competitor, le gravi carenze infrastrutturali del nostro Paese, l'assenza di formazione specialistica di qualità per gli addetti del settore, nonché la totale latitanza di politiche turistiche reali».

Astoi, in occasione del cambio di governo, ha nuovamente rimarcato l'urgenza della concretizzazione di un percorso di crescita e di legittimazione del settore, sia a livello nazionale che internazionale, chiedendo al nuovo ministro di ripartire dalle basi poste dal suo predecessore, al fine di avviare, finalmente, un vero piano di sviluppo sistemico del turismo.

«L'Antitrust, su nostra richiesta, ha introdotto un correttivo, esclusivamente per le imprese appartenenti al nostro comparto, circa il metodo di calcolo del contributo da versare all'Authority, che produceva fortissime ripercussioni economiche su aziende che, come le nostre, hanno fatturati composti prevalentemente da "costi" - prosegue Filippetti - e poi c'è la nostra battaglia per l'attivazione di un vero "fondo di garanzia". I recenti fatti dell'Egitto hanno provocato e continuano a provocare una crisi gravissima per il comparto, il cui numero di occupati è stimato in 36 mila. Ci troviamo di fronte alla crisi più pesante da molti anni a questa parte e i danni sono e saranno enormi. Per questo abbiamo scritto al premier Letta ed al ministro Bray, non solo per chiedere l'adozione di misure straordinarie, quali, ad esempio, l'esonero per un dato periodo dal pagamento dei contributi previdenziali, ma anche per chiedere, nuovamente e a gran voce, un meccanismo che, nei casi di emergenza, tuteli effettivamente sia i consumatori che le imprese appartenenti alla filiera del turismo organizzato».

Filippetti interpreta la "stanchezza" del settore, facendosi carico di situazioni critiche di cui non si ha alcuna responsabilità. «Pensiamo solo ad alcune emergenze che in quest'ultimo decennio hanno pesato sui bilanci delle nostre aziende - elenca Filippetti - l'attacco alle Torri gemelle nel 2001, lo Tsunami gli attentati terroristici a Sharm el-Sheikh nel luglio 2005, la nube del vulcano islandese del 2010, le primavere arabe del 2011 e del 2013, il fallimento di alcuni vettori o lo stop ai voli di Wind Jet nell'estate 2012. L'elenco è lunghissimo e, purtroppo, ormai le emergenze sono diventate il nostro pane quotidiano».

Le conclusioni? «Tutto ciò non è più accettabile e non lo è soprattutto in virtù dell'espressa previsione di un fondo di garanzia, che dovrebbe intervenire anche per fronteggiare le emergenze per cause di forza maggiore. Ebbene non si è mai verificato un intervento del fondo in simili casi e la politica è rimasta totalmente sorda al grido di allarme più volte