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TRAVEL QUOTIDIANO - Ezhaya: le dichiarazioni di Franceschini? Commedia dell’assurdo

TRAVEL QUOTIDIANO - Ezhaya: le dichiarazioni di Franceschini? Commedia dell’assurdo

18 Dicembre 2020

Pare una commedia dell’assurdo, scritta da Ionesco o Beckett. Non usa giri di parole il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, nel commentare le ultime dichiarazioni di Dario Franceschini, che si è recentemente espresso a favore di una lettera aperta di Federturismo al presidente Mattarella, in cui si chiedono più risorse per il comparto dal cosiddetto Recovery fund.

La questione è nota:  la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per la ripartizione dei finanziamenti che dovrebbero arrivare con il programma Next Generation Eu, prevede stanziamenti dedicati al comparto dei viaggi pari ad appena 3 miliardi, da dividere per di più con la cultura: una quota che rappresenta l’1,5% del totale, per un settore che vale però il 13% del pil. Non solo: nei rispettivi Pnrr, Francia e Germania dedicano invece al comparto rispettivamente 15 e 35 miliardi: “Una disparità incomprensibile – si legge quindi nella missiva di Federturirmo – che ci condanna all’irrilevanza nei prossimi anni e mette a rischio la vita di migliaia di imprese e posti di lavoro”.

Ecco allora che a fronte di tali rimostranze, il ministro Franceschini prima definisce le richieste degli operatori del turismo semplici polemiche, poi cerca di spiegare, in occasione di un webinar Unioncamere – Isnart, che il Recovery fund non è per l’emergenza, ma per la fase successiva e per gli interventi strutturali, per di più pensato per settori verticali e ministeriali. Infine si accoda, commentando che, se non fosse un ministro, firmerebbe anche lui la lettere di Federturismo. Una serie di giravolte che non è certo sfuggita a Pier Ezhaya che, in un efficace post pubblicato su Linkedin, paragona la posizione del ministro a quella di un portiere che condivide il dissenso dei tifosi per i troppi goal presi.

“In riferimento a una lettera di Federturismo, pubblicata sui quotidiani e indirizzata al presidente Mattarella, il ministro Franceschini ha commentato che se non fosse un ministro l’avrebbe firmata anche lui. La lettera, sottoscritta anche da Astoi, mirava a sensibilizzare il Quirinale sui pochi ristori che ha avuto il turismo e sui limiti delle risorse assegnate al comparto nella bozza del Recovery plan. Sentire un ministro (anche) del Turismo dire che condivideva le proteste delle associazioni è come sentir dire a un portiere di una squadra di calcio che condivide il dissenso dei tifosi per tutti i goal che prende o uno chef accodarsi alle lamentele degli avventori del suo ristorante per la scarsa qualità dei piatti offerti. Francamente mi manca un pezzo. Chi è il responsabile di queste scarse misure e della pochezza di fondi (e di idee) destinati al turismo nella bozza del Recovery plan? Quando andavo al liceo, la mia professoressa di lettere ogni giovedì portava tutta la classe a teatro e c’è stato un periodo in cui abbiamo seguito il filone del teatro dell’assurdo di Ionesco e Beckett. Oggi sarebbe entusiasta di questa pièce del teatro dell’assurdo, peccato che non siamo su un palco ma nella vita reale con migliaia di vite appese a queste decisioni”.

Fonte = TRAVEL QUOTIDIANO 18/12/20