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TG TOURISM - Il grido d’allarme di Federturismo Confindustria e delle sue 20 filiere: il settore è senza ossigeno, senza nuovi interventi difficile qualsiasi ripartenza.

TG TOURISM - Il grido d’allarme di Federturismo Confindustria e delle sue 20 filiere: il settore è senza ossigeno, senza nuovi interventi difficile qualsiasi ripartenza.

31 Maggio 2020

“Siamo consapevoli che il settore del turismo richiede ulteriori interventi» sono state le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio, e siamo tutti d’accordo. Vorremmo però conoscere anche le misure – dichiara la Presidente designata di Federturismo Confindustria Marina Lalli – in cui si concretizzerà questo intervento. Il tempo sta scadendo e la sofferenza  delle imprese del turismo sta diventando insopportabile.
La cura che serve al Paese non può consistere in provvedimenti tampone e in misure che non servono alle aziende: il bonus vacanza così come è stato concepito non è un aiuto ma un aggravio. E’ inammissibile chiedere agli operatori, in un momento in cui hanno un grande  bisogno di liquidità, di anticipare l’80% al cliente. Sul fronte fiscale abbiamo ottenuto l’abolizione della prima rata dell’Imu ma non per tutte le imprese turistiche,  chiediamo quindi un‘estensione e lo stralcio per l’intero 2020 così come l’abolizione della Tari.”

“Le  misure di sostegno al turismo previste dal Decreto più che di rilancio appaiono emergenziali – rimarca  Mauro Rosatti Direttore Generale Albarella Spa (SRL). Appaiono esigue e complesse complicando burocraticamente le cose per i consumatori e non  facilitando la possibilità di andare in vacanza. Ad esempio la “tax credit vacanze” è una misura che riguarda solo una fascia di reddito molto ristretta e che risulta inapplicabile per come è stata concepita per la sua complessità burocratica”.

La via da seguire per sostenere impresa e lavoro non è la proroga dei pagamenti ma lo stralcio delle tasse.

“Le locazioni rappresentano per tutto il settore il costo fisso più importante e critico. Avere benefici fiscali concreti ed accessibili su tale voce di spesa –  afferma Stefano Gardini Presidente ATRI – è condizione essenziale per una ripartenza solida e capillare, salvaguardando sia i posti di lavoro che gli investimenti  per la ripresa in ottica prospettica”.

La criticità degli affitti è stata ribadita anche da  Luigi de Montis Presidente Federcatering che lamenta “Il nostro settore pare sia escluso dalle agevolazioni previste per diverse tipologie di inquilini: per questo auspichiamo di poter beneficiare anche noi del credito d’imposta del 60% già riconosciuto alle imprese del settore turismo per il periodo di lockdown, oltre alla revisione dei canoni futuri in rapporto agli effettivi volumi di attività sino al ritorno ai livelli pre-crisi e all’allungamento delle sub-concessioni.
L’altra delusione riguarda gli ammortizzatori sociali. A differenza delle imprese del turismo, non potremo usufruire di ulteriori 9 settimane di cassa integrazione continuative ma avremo a disposizione solo 5 settimane nell’immediato ed ulteriori 4, eventualmente, dopo il 1° settembre.”

“Per il settore termale la proroga del Fondo di integrazione salariale deve avvenire con le stesse modalità che l’articolo 68 del decreto stabilisce per il turismo, senza soluzione di continuità fino al 31 ottobre 2020. Si rischia, altrimenti, una pericolosa scopertura nei mesi di  luglio e agosto che metterebbe in discussione migliaia di posti di lavoro. In ogni caso, è necessario che le risorse per gli ammortizzatori siano ulteriormente integrate per il sostegno di quanti non riusciranno ad aprire in questa stagione ed a salvaguardia del patrimonio di professionalità esistenti in ogni azienda” –  dichiara Massimo Caputi, Presidente Federterme.

Il Decreto Rilancio ha profondamente deluso le aspettative del turismo organizzato e non prevede misure atte a garantire la sopravvivenza di queste imprese che, su un arco di sei mesi, hanno di fatto generato zero ricavi. Il comparto conta 13.000 imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, occupa 80.000 addetti e genera un valore di 20 miliardi, a cui si aggiungono 650.000 posti di lavoro e 85 miliardi di volumi creati dall’indotto.

“Il grido d’allarme era stato lanciato da tempo, con numeri chiari e proposte concrete, analisi e previsioni realistiche, che sono state puntualmente trasmesse a tutti gli interlocutori politici. E’ necessario – ribadisce il Presidente di ASTOI Nardo Filippetti – introdurre alcune modifiche sostanziali al decreto, che possiamo riassumere in quattro punti: incremento del Fondo per il turismo organizzato; prolungamento della cassa integrazione in deroga fine a fine anno; fruizione del tax credit vacanze anche per l’ acquisto di pacchetti turistici; eliminazione del  limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per tour operator, agenzie e organizzatori di eventi.”

Anche per il Presidente di AIDIT Domenico Pellegrino “Nel decreto non c’è nessuna considerazione realmente specifica per le Agenzie di Viaggi . A  fronte dei miliardi annunciati, degli strumenti di liquidità solo teorici,  alle Agenzie di Viaggi ed al turismo organizzato, sono destinati 25 milioni di euro da dividere tra oltre 12 mila aziende. Risorse minime e direi offensive per il lavoro e la passione che tante donne e uomini continuano a mettere in questo meraviglioso settore”.

“Leggendo il DL Rilancio ci sembra che il settore imprenditoriale dedicato al turismo internazionale non sia stato, per il momento, considerato. Cedere su questo fronte significa – afferma Stefano Rizzi, Country manager Italia di Global Blue – rischiare di perdere un posizionamento per l’Italia tra le mete preferite dai viaggiatori stranieri, e sappiamo che la competizione per attrarre questa fetta fondamentale di mercato è molto serrata, soprattutto tra i Paesi europei. È vero che, al momento, il turismo internazionale è sostanzialmente fermo ovunque, ma quando riprenderà non dovremmo farci trovare impreparati. Per questo continuiamo a chiedere un dialogo con il Governo, per individuare adeguate misure di sostegno per impedire che servizi fondamentali per i turisti internazionali, come lo è anche quello del tax free shopping, vadano in sofferenza».

Anche per gli Alberghi urge un cambio di passo per tenere il tempo dell’economia e dei mercati.

“Il Decreto Rilancio è arrivato tardi e le misure, potenzialmente utili nelle prime fasi della crisi, oggi appaiono appannate e insufficienti. Stiamo reagendo ad una crisi che va molto più veloce rispetto ai tempi di reazione della politica. Sul Recovery Fund, ad esempio, ci domandiamo quando si arriverà a sciogliere il nodo europeo e temiamo, comunque, tempi troppo lunghi per la sua attuazione – prosegue Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente di Confindustria Alberghi.”

Un altro aspetto di tutta evidenza è che la mobilità nei prossimi tempi non sarà più come prima.

“Negli ultimi 5 anni – sostiene Armando Brunini – Amministratore Delegato di SEA Aeroporti di Milano gli aeroporti hanno avuto un ruolo chiave nel favorire la forte crescita dei flussi di traffico aereo grazie ad investimenti nelle infrastrutture e a relazioni commerciali con una pluralità di compagnie aeree. Puntare tutte le risorse su un solo operatore, Alitalia, lasciando senza supporto gli aeroporti che continuano a garantire i servizi essenziali a ricavi circa azzerati ci sembra poco lungimirante. Occorre, inoltre, una maggiore omogeneità a livello europeo con riferimento alle disposizioni da attuare in fase di ripartenza per gestire il rischio contagio (distanziamenti, mascherine, etc)”.

“Le misure del Governo debbono essere comprensibili ed utilizzabili immediatamente, serve poi – evidenzia il Presidente di Federtrasporto  Alberto Brandani –  un ampio ristoro delle ingenti perdite che le aziende dei trasporti stanno subendo e un colossale piano di investimenti pubblici nei trasporti e nelle infrastrutture per far ripartire il Paese”.

“Il Governo, doverosamente, con il DL “Rilancio” ha previsto la dotazione iniziale, in quanto tale ancora insufficiente, di un Fondo straordinario che si faccia carico del sostanziale azzeramento dei ricavi da traffico delle aziende del trasporto pubblico locale che hanno garantito nella fase del lockdown un contributo fondamentale in termini di servizi indispensabili – riporta il Presidente di ANAV Giuseppe Vinella. Sono invece completamente assenti misure specifiche per i settori commerciali del trasporto di passeggeri con autobus (linee commerciali e statali, trasporto turistico con autobus) che sono fermi da ormai tre mesi e per i quali si intravede un reale rischio di fallimento, in attesa che i flussi turistici e di mobilità possano effettivamente riprendersi.”

L’industria del mare naviga a vista.

“Dopo 2 mesi di blocco della navigazione da diporto, il crollo del mercato nazionale e l’allontanamento dei clienti stranieri, dichiara il Presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, anche ai porti turistici, approdi turistici e punti d’ormeggio va riconosciuta la riduzione dei canoni demaniali e dell’Imu per il 2020, insieme alla applicazione della legge 145/2018 ed alla risoluzione del decennale contenzioso sui canoni demaniali retroattivi” .

Gli fa eco il Presidente di Assobalneari Italia Fabrizio Licordari secondo il quale “Enunciazione, estensione e concessioni sono assolutamente insoddisfacenti così come sono inesistenti le misure a sostegno delle imprese balneari. I canoni demaniali e l’Imu sono da eliminare  e l’Iva abbattuta dal 22% al 10 % così come è per tutte le altre imprese turistiche”.

Il Presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi chiede “un sostegno straordinario per il Salone Nautico Internazionale di Genova, come primario strumento di accesso ai clienti esteri per il 90% delle aziende produttrici italiane, che detengono il 50% della produzione mondiale. Il Salone che si svolgerà dall’1 al 6 ottobre, compie 60 anni.

Tra i dimenticati dal Decreto c’è il settore del Pubblico Spettacolo al quale appartengono  più di 3.000 aziende – 180.000 occupati – per  un fatturato annuo stimato in circa 2.800.000.000,00 di euro.

“In quasi tre mesi, il Governo, nonostante continue nostre sollecitazioni – evidenzia il Presidente di Assointrattenimento Luciano Zanchi – è rimasto immobile, cieco di fronte all’agonia delle aziende dell’intrattenimento, sordo alle richieste e proposte avanzate, non adottando alcuna strategia e nessun adeguato provvedimento per la tutela del settore Pubblico Spettacolo. Oltre alle nostre aziende sono in pericolo anche 5 milioni di giovani che ogni week end frequentano le discoteche e che  per  socializzare  cercheranno situazioni alternative e non controllate”.

Un’ altra categoria trascurata è quella dei parchi divertimento.

“C’è ancora molto da fare per il nostro settore – afferma il Presidente d ANESV Massimo Piccaluga. Le nostre aziende hanno perso milioni di euro ma non è stata prevista alcuna forma di sostegno né dai fondi sul turismo né da quelli per lo spettacolo. I nostri 25.000 lavoratori stagionali sono rimasti fuori dai bonus per i dipendenti di imprese turistiche e restano privi di alcuna tutela da parte del Governo”.

Ma anche ANEF esprime forte preoccupazione per l’Articolo del DPCM che prevede la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici.

“Gli operatori funiviari, in vista della imminente stagione estiva – ribadisce la Presidente di ANEF Valeria Ghezzi – auspicano il superamento dell’ ordinanza di chiusura al pubblico e chiedono che sia fissata una data certa per la riapertura come per tutti gli altri settori. L’alta quota, cui si accede con gli impianti, offre spazi immensi, aria buona e un ambiente sano e sicuro. Chiedono, inoltre, che il protocollo relativo alle misure di sicurezza per l’esercizio degli impianti venga discusso e rivisto con l’Associazione stessa.”

Per il Presidente di ASSITAI Angelo Macola “Ad oggi il comparto del turismo all’aperto non ha ricevuto risposte alle proprie precise, urgentissime istanze: non ci sono interlocutori ministeriali delegati.
I provvedimenti sul Turismo devono necessariamente venire da un Ministero del Turismo dotato di propri connotati di identità, autorità, competenze tecnico-giuridica e portafoglio.
Un Ministero in grado di coordinarsi con le diverse competenze delegate alle Regioni: senza sovrapposizioni”.

“Nel Decreto Rilancio sarebbe necessaria – sottolinea il Presidente di CSAIN Luigi Fortuna –  la concessione di un contributo a fondo perduto relativo ai costi  fissi sostenuti dalle asd ed ssd nei mesi da marzo a giugno e la concessione di un credito d’imposta a favore degli Enti di promozione sportiva,  federazioni , discipline associate, calcolato sul costo del premio assicurativo pagato nel 2019 alla compagnia per la copertura degli infortuni dei tesserati da utilizzare per l’acquisto di beni o servizi utili per l’applicazione dei protocolli covid-19 da rispettare per l’organizzazione di attività sportive anche a sostegno delle asd ed ssd ad esse affiliate.”

E ancora:

“Mancano in questo provvedimento misure a sostegno del turismo giovanile, scolastico e sociale. Si tratta di un settore già molto colpito negli ultimi anni, che merita la giusta attenzione. Anche in questo senso è opportuno che il Governo valuti positivamente l’opportunità di intervenire a sostegno e per il rilancio dello storico movimento degli ostelli italiani, nato 75 anni fa con l’obiettivo di agevolare la promozione della cultura italiana, dei siti paesaggistici, culturali e dei siti riconosciuti patrimonio UNESCO, anche attraverso la rete della International Youth Hostel Federation”-  conclude Filippo Capellupo, Presidente Nazionale AIG.

Federturismo rappresenta 20 filiere,  molte delle quali sono state totalmente ignorate dal Decreto, e che per rimettersi in piedi hanno immediato bisogno di un vero aiuto.
Per questo, auspicando che il testo possa migliorare nel passaggio in Parlamento, chiediamo al Governo di mettere in campo tutte le forze possibili per un intervento importante e mirato per il nostro settore .


Fonte = TG TOURISMO 31/05/20