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REPUBBLICA AFFARI & FINANZA - L'estate della ripresa, la voglia di viaggi vince sul Covid e sul rialzo dei prezzi

REPUBBLICA AFFARI & FINANZA - L'estate della ripresa, la voglia di viaggi vince sul Covid e sul rialzo dei prezzi

05 Settembre 2022
È stata l'estate che volevano tutti. Viaggiatori, tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aeree. L'estate che, per numero di viaggiatori e prenotazioni, se non ha superato le cifre del 2019 (in un mondo ancora Covid-free) le ha comunque sfiorate. Niente a che spartire con il bagno di sangue degli ultimi due anni in cui pandemia e limitazioni agli stranieri avevano svuotato spiagge, montagne e città d'arte.
L'Italia l'ha fatta da padrona. Seguita da mete europee o comunque a medio raggio. Per viaggi più lontani bisognerà attendere (e sperare) l'inverno. «La ripresa è stata decisamente buona - commenta Alberto Corti, responsabile settore turismo presso Confcommercio-Imprese per l'Italia - siamo in linea con il 2019 e dobbiamo vedere come maturano la fine di agosto e il mese di settembre per un bilancio definitivo». Il percorso però non è stato lineare: «Giugno era andato benissimo, poi luglio si è un po' sgonfiato perché c'era ancora un picco Covid e l'impennata inflattiva e molti di quelli che volevano muoversi hanno rinunciato. Ad agosto sono partiti tutti, anche se hanno ridotto i giorni (spesso da 3 a 6 giorni), insomma diciamo che grazie al clima buono e all'arresto dei contagi i risultati sono stati simili al 2019 come numero di partenze se pur per periodi più brevi». E il 2022 - secondo Corti - va festeggiato anche come l'anno del ritorno degli stranieri: «Gli europei hanno ripreso a muoversi come nel pre-Covid, anche se in luglio sono stati ostacolati dai problemi degli aerei tra scioperi, costi alle stelle e bagagli smarriti. Gli americani hanno guidato la ripresa e sono tornati prepotentemente in Europa e soprattutto in Italia (è la prima destinazione europea) mentre non ci sono stati orientali come cinesi, giapponesi e coreani che sono arrivati con il contagocce». Dove sono andati gli italiani? «Il 90% in Italia - conclude Corti - il 10% in Europa mentre pochissimi si sono imbarcati su voli a lungo raggio». Anche il bilancio di Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria, è buono: «La stagione è andata bene e da Pasqua in poi non si è mai fermato il flusso perché la voglia di viaggiare ha assorbito le paure, hanno ripreso anche le città d'arte ma naturalmente le destinazione estive classiche come mare e montagna sono state le più gettonate. Fondamentale il ritorno degli stranieri, in particolare americani ed europei, che hanno preso d'assalto l'Italia». Di più: «C'è stato un bel turismo alto spendente con tanti che hanno scelto il mare con i porti turistici che sono andati benissimo. Ora però con il caro energia non so quante strutture alberghiere decideranno di restare aperte in mesi in cui non si registrerà quel pienone, come in luglio e agosto, che è stato in grado di bilanciare l'impennata delle spese. Inoltre ci sarà il problema per molte famiglie che avevano pianificato un budget vacanze autunnali o invernali, e ora dovranno rinunciare perché con quei soldi dovranno pagare le bollette».
Una difficoltà che è molto chiara anche a Bernabò Bocca, presidente Federalberghi: «Finché un albergo è pieno il costo dell'energia si compensa e i ricavi superano i costi ma se cambiano le proporzioni cosa succederà? Comunque siamo contenti perché il 2022 era partito male, con i primi tre mesi addirittura peggiori del 2021 a causa del lockdown, ma dalla primavera c'è stata una ripresa violenta e i viaggiatori internazionali, soprattutto quelli americani che hanno beneficato di un dollaro forte, ma anche tanti tedeschi ed arabi, hanno trainato le città d'arte come Roma, Venezia e Firenze». Gli italiani hanno finalmente ripreso il passaporto e allungato le ore di viaggio: «Dopo due anni di stop hanno ricominciato ad andare all'estero, così le destinazioni straniere hanno avuto un vero boom rispetto al 2021 che era stanno un anno particolarmente negativo dal punto di vista del turismo lontano». Chi invece ancora non si muove sono gli orientali: «Sono in calo in Italia le presenze di cinesi e giapponesi oltre ovviamente a quelle russe che però erano più concentrate in Versilia e Sardegna». Aggiunge Franco Gattinoni, presidente Federazione Turismo Organizzato: «I dati italiani sono consolanti e sono andate molto bene regioni come Puglia, Sicilia e Sardegna, certo sempre restando sotto i valori del 2019. Il mese di agosto abbiamo avuto il pienone mentre per luglio e giugno hanno dominato le prenotazioni last minute. Vediamo ora cosa accadrà in settembre e ottobre: prevediamo un boom dell'Egitto, che ha un ottimo rapporto qualità prezzo, e anche i tanti weekend al mare che sono facili da prenotare all'ultimo minuto».
Per Andrea Mele, vice presidente Astoi (associazione dei tour operator): «In generale il 2022 è andato bene, anche perché venivamo dal paragone con un fermo totale, e nei mesi da maggio in poi si è venduto un po' tutto in Italia, dal mare alla montagna, ma anche Spagna, Grecia e in genere tutto il Mediterraneo. Tra le mete più amate c'è l'Egitto, perché le famiglie con una cifra modica riescono a farsi una vacanza di una settimana, senza preoccuparsi di organizzare aerei e traghetti, rispetto alla Grecia che è diventata una meta esosa, ed è difficile da raggiungere, e all'Italia che è decisamente carissima». E il lungo raggio? «In percentuale minore ma anche qui c'è stata una discreta ripresa in particolare per il Nord America e il Canada, l'Indonesia, la Thailandia ma anche il Perù e il Sud America e anche il Giappone sta lentamente riaprendo mentre la Cina è chiusa. Certo, il caro carburante ha portato i prezzi alle stelle ma ci ha guadagnato chi aveva comprato dei pacchetti con largo anticipo perché in quel caso l'aumento è stato assorbito da noi tour operator. Ciò che ci preoccupa è cosa accadrà nei mesi invernali». Sperare che i costi dei biglietti scendano appare utopico: «Le compagnie hanno meno voli - conclude Mele - il personale che è stato licenziato durante la pandemia non è mai rientrato e c'è quindi una ridotta capacità dei posti, la domanda di chi vuole o deve viaggiare è comunque alta quindi non ci pensano proprio a ridurre i prezzi dei biglietti tanto qualcuno disposto a spendere il doppio di prima lo trovano sicuramente».

Fonte = REPUBBLICA AFFARI & FINANZA 05/09/22