Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
PRIMA COMUNICAZIONE - Noi siamo PRONTI

PRIMA COMUNICAZIONE - Noi siamo PRONTI

22 Maggio 2020

Non si arrendono gli organizzatori del turismo in Italia e all'estero. Che aspettano solo che il governo si decida a dare indicazioni su cosa sarà possibile fare in questa difficile estate del dopo lockdown. Intanto si promuovono le meraviglie italiane come i borghi e i luoghi d'arte

F ra i ricordi che rimarranno nella memoria dei nostri cinquanta giorni di quarantena ci sono i tantissimi video (alcuni di campagne di comunicazione come quella di Fca) girati nelle strade deserte delle città italiane. Luoghi di bellezza assoluta che, privi di folle e bancarelle, sono stati immortalati come in un viaggio indietro nel tempo e hanno rilanciato nel mondo l'immagine di un'Italia mitica, meta di chi, in tutto il pianeta, cerca emozioni tra arte, natura, cibo, simpatia. E anche in questa terribile situazione i dati lo confermano: con 400mila prenotazioni dall'estero, il nostro resta il Paese più desiderato d'Europa. Ma i molti che dal turismo - 13,2% del nostro Pil - traggono di che vivere non possono non essere preoccupati, e si chiedono se un giorno torneranno le folle delle nostre vacanze. Negli ultimi anni si è discusso dei danni di un turismo intensivo che abbrutisce le nostre città d'arte, a partire da quella Venezia minata dalle grandi navi da crociera (ironia vuole che a gennaio il governo stesse pensando a un decreto scaccianavi in vigore da inizio aprile). Perciò ben venga questa pausa forzata, nella speranza che il coronavirus spinga a ripensare modi e tempi di un turismo globale, che in Italia continuerà ad avere uno dei suoi fulcri. Detto questo però la sostanza non cambia. La crisi del turismo, per una buona metà alimentato dagli stranieri, è nerissima. E minaccia di andare ben oltre l'estate. Il ministro Dario Franceschini ha introdotto nel dl Rilancio 4 miliardi di aiuti al turismo (esenzione Imu per alberghi, interventi a fondo perduto per tour operator, contributi sanificazione...) e nella riunione dei ministri europei del turismo ha caldeggiato la creazione di un Fondo europeo speciale per il turismo e proposto che una quota significativa del Recovery fund sia destinata a questo settore. Posizione che ha poi ribadito con il commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton, aggiungendo che è "indispensabile che l'Ue definisca standard e protocolli". Questo anche per "scongiurare il rischio di accordi bilaterali che determinerebbero serie distorsioni e misure discriminatorie all'interno del Mercato unico". Posizione recepita dalla Commissione europea, che nelle linee guida pubblicate il 12 maggio ribadisce il principio di 'non discriminazione' fra Stati membri e cittadini. Quanto agli operatori, di idee ne hanno parecchie, come dimostra la nostra inchiesta. E così i media, che della promozione del turismo sono un tassello essenziale, oltretutto con proposte quasi sempre orientate al turismo sostenibile e, nel caso dell'Italia, alla scoperta e alla messa in valore delle centinaia di mete naturali, borghi e piccole città, ancora poco gettonati e che il Paese offre a piene mani. Colpiti forse più di altri dal calo della pubblicità, i periodici che si occupano del settore stanno reagendo con creatività e i loro direttori lo raccontano nelle pagine seguenti. È un segnale di cauto ottimismo, come lo è la campagna multimediale del gruppo Cairo Communication 'Viaggio in Italia', nata con lo scopo di far riscoprire nella prossima estate il nostro Paese e contribuire al rilancio della filiera del turismo. Un racconto collettivo che parte su Corriere.it , prosegue su La7 con i video di un influencer, offre approfondimenti sulle testate del sistema Cor riere della Sera , parla della passione degli sportivi per l'Italia sulla Gazzetta dello Sport , illustra e consiglia le mete più interessanti su Dove e su Bell'Italia . E anche dal Mibact, il ministero per i Beni e le attività cul turali e per il turismo, vengono parole incoraggianti: "Non sarà un'estate solo italiana", afferma la sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi, aprendo uno spiraglio per quel 51% di turisti stranieri che negli anni passati arrivava nel nostro Paese. Operazione numeri L'equilibrio della bilancia fra prospettive nere e visioni rosee è fragile. C'è il segno meno del bollettino Enit, che ipotizza per il 2020 un -41% dei visitatori globali (corrispondenti a 47 milioni di persone, 31 milioni delle quali perse dall'estero), con pernottamenti turistici in diminuzione di 154 milioni e la spesa turistica totale di 65 miliardi di euro. E c'è il segno più, che non sono solo soldi ma sentimenti di solidarietà: 187 milioni di interazioni empatiche sul travel Italia che, sempre secondo Enit, valgono come una campagna promozionale da 331 milioni di euro. Man mano che passano i giorni e l'estate si avvicina, i commenti positivi crescono. Dati eterogenei, certo, che però fotografano lo sguardo sul presente da una parte, la prospettiva per domani dall'altra. Il recente passato era di sicuro più incoraggiante. Come osserva il Wttc, World Travel and Tourism Council, nel 2019 il turismo aveva avuto una crescita del 3,5%, come sempre nelle ultime stagioni superiore alla media economica globale (assestata al 2,5%), e negli ultimi cinque anni ogni quattro nuovi posti di lavoro, uno era in questo settore. Adesso (a fine aprile: tutto cambia velocissimamente) le previsioni del Wttc parlano di 100 milioni di posti perduti nel mondo, 13 milioni dei quali in Euro pa. E se nel mondo il turismo equivale al 10,3% del Pil, in Italia vale di più: il 13,2%, che corrisponde a 232 miliardi di euro e Bisogno di certezze rappresenta il 15% dell'occupazione. Per tornare a una crescita, bisognerà allora lavorare sul triennio quando, nel 2023, si ipotizza un +4%. In campagna Con queste cifre non stupisce che si faccia di tutto per attirare l'attenzione dei governi. Il Wttc ha appena lanciato la campagna #TogetherInTravel per "incoraggiare un pensiero positivo", come dice la presidente Gloria Guevara: un video emotivo che raccoglie le immagini degli utenti, ma anche un sito per dibattere strategie e ipotesi. Intanto in Italia Astoi Confindustria Viaggi, che rappresenta il 90% del tour operating, ha promosso un 'Manifesto per il turismo italiano' in cinque punti, con un appello al governo per sostenere il settore, agire subito e ripartire dal nostro Paese. Era rivolta invece a chiunque fosse in grado di sfornare idee vincenti, e con quelle vincere i 25mila euro in palio, 'Hack for the travel industry', maratona cui hanno partecipato oltre 800 candidati, sponsorizzata da Mibact ed Enit, con Alpitour World. Come spiega Pier Ezhaya, ceo del gruppo Alpitour e consigliere delegato di Astoi: "Ogni idea può aiutare a uscire da questa situazione, volevamo stimolare reazioni, vedere se anche chi non lavora in questo settore ha qualche proposta in novativa". Aggiunge Lorenza Bonaccorsi: "Il digitale è la sfida per far crescere il comparto del turismo e presentare un'offerta più competitiva rispetto ad altri Paesi. Bisogna ridisegnare gestioni e flussi e fare presto, sempre in totale sicurezza. L'innovazione digitale in questo gioca un ruolo da protagonista", per esempio razionalizzando i meccanismi di prenotazione delle spiagge o delle visite ai musei. La call to action ha coinvolto startup innovative e soprattut to giovani perché, come osserva Giorgio Palmucci, "il turismo è il settore del lavoro dove c'è maggiore ingresso dei giovani". Palmucci, presidente di Enit da un anno scarso, lavora nel turismo da oltre trenta: "Ne abbiamo vissute tante, abbiamo superato la Sars, l'11 settembre, la guerra in Iraq, il vulcano che esplodeva o lo tsunami... Adesso bisogna essere ottimisti, in attesa del vaccino. D'altra parte, se noi siamo stati il primo Paese europeo additato come untore, dovremmo uscirne un po' prima rispetto a chi ha preso il virus sottogamba". L'ottimismo della volontà non si contrappone però al pessimismo della ragione. Certo, lo scoramento esiste. Basta ascoltare Franco Gattinoni, presidente del gruppo Gattinoni e vice presidente di Fto (Federazione del turismo organizzato): "Con queste regole non aprirà nessuno, finché diamo un outlook negativo non possiamo immaginare di lavorare sul turismo internazionale. Gli stranieri programmano con molto anticipo, e noi dobbiamo mettere tutto in tranquillità altrimenti ci perdiamo anche l'anno prossimo. Serve una data di ritorno alla normalità: continuando a vivere con la paura, quando ogni medico o scienziato dice la sua per diventare una star, si chiude al futuro". Se la prima richiesta è la certezza del 'quando', non si può prescindere da quella del 'dove'. L'estate 2020 sarà davvero solo italiana? C'è chi ha lanciato l'idea di un passaporto sanitario europeo, che permetterebbe di spostarsi nel continente. Ma la Commissione europea il 12 maggio ha bocciato l'ipotesi, affermando invece che la libera circolazione è sottoposta alle condizioni sanitarie dei singoli Paesi (Italia e Spagna, con più contagi, risultano quindi le più svantaggiate). Tuttavia, "'obiettivo comune è fare in modo che possa riprendere un flusso dai Paesi limitrofi, come Austria o Germania", commenta Bonaccorsi. "Ogni decisione è presa a livello europeo, siamo tutti nella stessa condizione e dovremo mettere a punto un meccanismo uniforme di mobilità. Teniamo anche conto che un bel po' di cittadini europei ha seconde case in Italia. Certo, prima c'erano un flusso importante americano e uno asiatico in crescita, Paesi che difficilmente quest'anno riprenderanno. Ma la nostra top ten vedeva i tedeschi al primo posto, seguiti da francesi e inglesi. Poi sì, sarà prevalentemente un'estate italiana, le ricerche ci dicono che si tende ad andare nei luoghi che già si conoscono perché danno più sicurezza". Nelle ipotesi del dove, quindi, potrebbero rientrare anche le isole greche. Esiste poi il problema della certez za del 'come'. Ancora Gattinoni: "Se ci dicessero: dal 1° luglio, queste sono quattro cose sostenibili che si possono fare, allora potremmo immaginare di provare a salvare l'estate e rimettere in moto qualcosa, per dare un'immagine dell'Italia che sta ripartendo. Non stiamo vendendo perché non sappiamo come sarà. Sono giuste le distanze, ma entro certi limiti: andare in spiaggia con le mascherine è inimmaginabile. Vale pure per gli aerei: vanno bene nuove normative, ma non un posto ogni tre, altrimenti tanto vale non riaprire i voli". Io viaggio positivo Ma, come cantava John Lennon e come il Covid-19 ha confermato, "la vita è quello che ti succede mentre fai altri progetti". Allora, mentre si chiedono certezze, ha un senso forte ipotizzare anche qualche effetto positivo post conta gio. Uno lo identifica proprio Gattinoni: "L'eccessivo low cost sugli aerei, i Ryanair presi per andare a fare shopping a Orio... forse c'è stato qualche aereo di troppo. Lo stesso vale per gli alberghi, dove si possono creare abitudini me no di massa, o nei ristoranti degli all inclusive in cui, con qualche limite al buffet, la qualità della vita può migliorare". Ezhaya individua altri fattori a favore. "Uno è l'effetto molla: dopo due, tre mesi agli arresti domiciliari, molte indagini ci dicono che in cima ai desideri degli italiani ci sono le vacanze. Un altro dato è economico: è vero che questa situazione ha prodotto una grossa crisi, tuttavia c'è anche una classe medio alta che ha continuato a lavorare in smart working e non ha avuto spese, a parte il cibo. Quel gruzzolo che è stato messo via potrà forse essere investito nella vacanza. Noi siamo già proiettati in avanti, e settembre potrebbe giocare un ruolo inedito. Però, per la destagionalizzazione bisognerà anche lavorare su calendari scolastici scaglionati per zone, come succede in Francia o in Germania". La scuola destagionalizzata, che a seconda delle Regioni prevede settimane differenti di vacanze, piace molto anche a Palmucci. "In Italia abbiamo un'offerta estremamente variegata e possiamo avere turisti in ogni periodo dell'anno. È più difficile destagionalizzare gli italiani, perché abbiamo problemi di apertura di scuole o fabbriche. Così da noi la montagna d'inverno si fa solo a Capodanno e a Carnevale, mentre i francesi, fra metà gennaio e fine febbraio, hanno le vacanze scolastiche a tranche. Questa può essere un'opportunità per cambiare l'offerta e riflettere sul turismo sostenibile". L'obiettivo diffuso è abbandonare il tu rismo di massa ("Ma come si fa, con 10 milioni di auto in più rispetto agli anni Cinquanta: tutti in fila ai caselli?", si inalbera Gattinoni) e per raggiungerlo si deve cambiare destinazione. Dice Palmucci: "Negli ultimi 4-5 anni sono aumentati i turisti ne piccoli Comuni. In Italia abbiamo 55 siti Unesco e il 64% è in Comuni con meno di 5mila abitanti. L'italia no è sempre stato legato alla villeggiatura balneare dell'estate e alla montagna per lo sci. Ci sono tante parti del Paese che si possono scoprire, i borghi, i cammini, il turismo enogastronomico, il cicloturismo o il turismo culturale". Certo, la botta è pesante, e arriva dopo un ottimo 2018 e un 2019 positivo. Per il 2020 l'obiettivo era anche una 'crescita a valore', che facesse aumentare la durata del soggiorno e favorisse il turismo lento verso mete meno conosciute, per contrastare l'effetto dell'overtourism, basti pensare agli am massamenti da Venezia a Taormina. "Se dovessi oggi usare uno slogan, direi: l'Italia rimane la meta dei vostri sogni. E sarà anche un Paese sicuro. Un Paese da visitare, non da toccata e fuga", promuove Palmucci. Ricordando ai pessimi sti che "a differenza di tanti altri disastri, come guerre o terrorismo, il Covid-19 non ha intaccato il nostro patrimonio artistico e culturale: l'hardware è rimasto intatto, non è crollata Roma. L'Italia sarà sempre al primo posto nella lista dei desideri: abbiamo verificato questo sentiment analizzando 20mila interazioni nel web e 480mila sui social: tutte menzioni di simpatia, che esprimono il desiderio di visitarla". L'importante è 'mettersi in viaggio' in fretta perché "il turismo non fa magazzino: i posti in aereo o le camere in albergo, se non sono riempiti quel giorno, dopo sono perduti. Io comunque oggi prenoterei", conclude il presidente di Enit.

Fonte = PRIMA COMUNICAZIONE 22/05/20