Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
MILANO FINANZA - Turismo, Astoi all'attacco del governo

MILANO FINANZA - Turismo, Astoi all'attacco del governo

10 Luglio 2020

L'associazione di categoria del tour operating chiede interventi urgenti al governo Conte e al ministro Franceschini per un settore in forte difficoltà. Che vale il 13% del pil e con un giro d'affari di 232,2 miliardi. Un business dimenticato dall'esecutivo giallorosso

Il turismo, uno dei settori chiave dell'economia nazionale, che vale 232,2 miliardi in termini di giro d'affari e rappresenta il 13% del pil, è in ginocchio, travolto dallo tsunami rappresentato dall'emergenza sanitaria, dal lockdown e dalla chiusure delle frontiere (ieri il governo ha reiterato lo stop a 13 Paesi esteri). Un business che rischia il tracollo e che vede 80mila persone, i lavoratori del comparto, seriamente a rischio.

Un comparto industriale totalmente dimenticato dal governo Conte e dai vari decreti slitati negli ultimi mesi. E, nonostante gli appelli degli operatori della categoria, non sono arrivate mosse concrete e decisioni realmente a favore dei player di mercato, a partire dai tour operator.

"Da cinque mesi Astoi Confindustria Viaggi, in rappresentanza del comparto del tour operating, chiede al Mibact e al Governo interventi urgenti e concreti per la sopravvivenza di queste imprese. Giunti quasi al termine dell'iter di conversione in legge del Dl Rilancio si può dire senza tema di smentita, che ogni aspettativa è stata disattesa e l'impressione è che non vi sia l'intenzione di salvaguardare un comparto e buona parte delle 80mila famiglie che vi lavorano", si legge in una nota vergata dall'associazione che riunisce il 90% dei tour operator italiani

"Il più completo disinteresse per il turismo organizzato" secondo l'ente presieduto da Nardo Filippetti "è ormai evidente e tangibile. Il settore non è fatto solo di alberghi e stabilimenti balneari, si tratta di una filiera complessa i cui attori sono tutti ugualmente indispensabili e contribuiscono nello stesso modo a muovere gli ingranaggi di una macchina che rappresenta il 13% del pil nazionale, equivale a 232,2 miliardi di euro ed è uno dei principali motori della nostra economia".