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Rassegna stampa Astoi
MILANO FINANZA - NUBI NERE SUL TURISMO

MILANO FINANZA - NUBI NERE SUL TURISMO

24 Dicembre 2020

Il turismo come lo conoscevamo fino a dicembre 2019 non ci sarà più. Il comparto che valeva oltre 230 miliardi, ossia il 13% del pil nazionale, e garantiva 4 milioni di posti di lavoro, è al collasso. Dalla scorsa primavera gli operatori del settore e le associazioni di categoria chiedono al governo interventi concreti. L’appello è stato rinnovato nella giornata di mercoledì 23 dalle principali catene alberghiere e anche dai tour operator (Assoviaggi, Astoi, Fto). Ovviamente si guarda alle ingenti risorse del recovery fund. Anche perché il 2020 si chiuderà per il turismo con una perdita di valore di 53 miliardi, complice il tracollo (-60% nei mesi estivi) dei viaggiatori internazionali. Il saldo dell’impatto della pandemia? Il 95% dei fatturati, dei capitali investiti e dei posti di lavoro delle filiere è a rischio.

La protesta dei player attivi sul mercato italiano è legata a un dato: i soli 3,1 miliardi (l’1,6% dei fondi in arrivo per il mercato locale) destinati al settore Cultura e Turismo. Briciole rispetto ai 35 miliardi stanziati allo stesso comparto dalla Germania e ai 15 miliardi messi a disposizione dalla Francia. Il colosso tedesco Tui, per esempio, da solo ha ottenuto ben 4,8 miliardi di aiuti pubblici. <<Il caso tedesco è emblematico. Lo Stato garantisce ingenti risorse al settore e al mercato interno, nonostante il fatto, conclamato, che i tedeschi vadano in vacanza all’estero: Spagna, Grecia, Italia. Quindi, di fatto, vengono sostenute aziende locali che però non trasferiscono capitali in loco>>, osserva Gabriele Burgio, top manager di Alpitour, il primo operatore turistico italiano controllato dalla Tip di Gianni Tamburi. <<Se un Paese aiuta le proprie aziende in siffatta misura, poi questi operatori, in un contesto di crisi generalizzata, hanno la capacità e la forza patrimoniale di fare acquisizioni mirate in altri mercati>>, sottolinea Burgio, per il quale <<c’è un serio problema di cannibalizzazione potenziale nel settore turistico, strategico per l’Italia>>.   Anche perchè se questi gruppi internazionali, in particolare di matrice germanica, arrivano e fanno razzia di player nazionali <<possono snaturare le nostre aziende>>. Una minaccia da non sottovalutare, visto che in Italia, eccezion fatta per Alpitour, mancano operatori di stazza rilevante. Anche nel comporto alberghiero. Per non parlare del trasporto aereo, dove Alitalia è al centro dell’ennesimo, difficile processo di risanamento. <<Non c’è un fondo internazionale che non voglia comprare hotel in Italia, soprattutto in città iconiche e di richiamo come Milano, Roma, Firenze e Venezia. C’è il rischio che gli stranieri comprino tutto>>, lamenta Burgio. Del resto i capitali non mancano. Mentre il <<settore è fermo al palo, gli alberghi sono chiusi e gli operatori sono in difficoltà. Perché non potendo viaggiare non c’è business>>. Per questa ragione, le istituzioni nazionali <<dovrebbero aiutare le aziende sane. Sostenerle ed affiancarle>>. 

L’unica speranza è il vaccino, che <<avrà un ruolo importante>>. Anzi, <<la chiave della ripartenza è basata sulla logistica del vaccino. Se può essere garantito a milioni di persone ci sarà un effetto positivo sul turismo. Quanto prima si può avviare questa procedura quanto prima si parte>>, è la speranza del top manager di Alpitour, gruppo che chiuderà l’esercizio fiscale 2020-2021 a fine gennaio in perdita. <<Ma abbiamo reagito molto bene, con fusioni infra-gruppo e un grande lavoro di semplificazione dei processi, senza interrompere le funzionalità e continuando a volare per ragioni umanitarie: con il vettore Neos abbiamo garantito oltre 4mila tonnellate di materiale>>. Ma se il deficit del 2020 può essere sostenibile, <<se il blocco del turismo persisterà anche nel 2021 dovremo chiedere intervento dei soci sul patrimonio>>. Nel frattempo, la società vuole consolidare l’offerta alberghiera in Italia, che ora conta strutture in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre agli hotel di lusso di Venezia, Roma e Taormina. << Vorremmo continuare a svilupparci nel lusso accessibile improntato sullo stile italiano senza fretta abbiamo già individuato quattro target in città iconiche. Il turismo sarà una delle attività che ripartirà con grande velocità. Il recupero aV sarà molto importante>>. 

Fonte = MILANO FINANZA 24/12/20