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MILANO FINANZA - Federturismo: 20 filiere a rischio

MILANO FINANZA - Federturismo: 20 filiere a rischio

27 Maggio 2020

Quattro le modifiche chieste al decreto Rilancio dal presidente di Astoi, Filippetti: incremento del Fondo per il turismo organizzato; prolungamento della cassa integrazione in deroga fine a fine anno; fruizione del tax credit vacanze anche per l'acquisto di pacchetti turistici; eliminazione del limite di 5 mln di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per tour operator e agenzie. Intanto in Italia crolla il fatturato dei servizi nel primo trimestre, mai così male. Unc: il bonus vacanza non basta.

La presidente della Bce, Christine Lagarde, è stata chiara: "l'economia che ha più turismo di altre sarà più colpita" dalla pandemia da Covid-19. Lo sa bene Federturismo che ha lanciato un grido d'allarme: il settore è senza ossigeno, senza nuovi interventi è difficile qualsiasi ripartenza. "Siamo consapevoli che il settore del turismo richiede ulteriori interventi", ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Ma il presidente designato di Federturismo Confindustria, Marina Lalli, vorrebbe conoscere queste misure.

Il tempo sta scadendo e la sofferenza delle imprese del turismo sta diventando insopportabile. "La cura che serve al Paese non può consistere in provvedimenti tampone e in misure che non servono alle aziende: il bonus vacanza così come è stato concepito non è un aiuto, ma un aggravio. E' inammissibile chiedere agli operatori, in un momento in cui hanno un grande bisogno di liquidità, di anticipare l'80% al cliente. Sul fronte fiscale abbiamo ottenuto l'abolizione della prima rata dell'Imu ma non per tutte le imprese turistiche, chiediamo quindi un'estensione e lo stralcio per l'intero 2020 così come l'abolizione della Tari", ha sottolineato Marina Lalli, citata da Askanews.

Ha rincarato la dose Mauro Rosatti, direttore Generale Albarella, secondo il quale le misure di sostegno al turismo previste dal decreto "più che di rilancio appaiono emergenziali, esigue e complesse, complicando burocraticamente le cose per i consumatori e non facilitando la possibilità di andare in vacanza. Ad esempio la tax credit vacanze è una misura che riguarda solo una fascia di reddito molto ristretta e che risulta inapplicabile per come è stata concepita per la sua complessità burocratica".

La via da seguire per sostenere impresa e lavoro non è la proroga dei pagamenti, ma lo stralcio delle tasse. Infatti, le locazioni rappresentano per tutto il settore il costo fisso più importante e critico. "Avere benefici fiscali concreti e accessibili su tale voce di spesa", ha spiegato Stefano Gardini, presidente Atri, citato sempre da Askanews, "è condizione essenziale per una ripartenza solida e capillare, salvaguardando sia i posti di lavoro che gli investimenti per la ripresa in ottica prospettica".

La criticità degli affitti è stata ribadita anche da Luigi de Montis, presidente Federcatering, che ha auspicato "di poter beneficiare anche noi del credito d'imposta del 60% già riconosciuto alle imprese del settore turismo per il periodo di lockdown, oltre alla revisione dei canoni futuri in rapporto agli effettivi volumi di attività sino al ritorno ai livelli pre-crisi e all'allungamento delle sub-concessioni". L'altra delusione riguarda gli ammortizzatori sociali. "A
differenza delle imprese del turismo, non potremo usufruire di ulteriori 9 settimane di cassa integrazione continuative ma avremo a disposizione solo 5 settimane nell'immediato e ulteriori 4, eventualmente, dopo il primo settembre", ha detto de Montis.

Quanto al settore termale la proroga del Fondo di integrazione salariale deve avvenire con le stesse modalità che l'articolo 68 del decreto stabilisce per il turismo, senza soluzione di continuità fino al 31 ottobre 2020. Si rischia, altrimenti, una pericolosa scopertura nei mesi di luglio e agosto che metterebbe in discussione migliaia di posti di lavoro. In ogni caso, "è necessario che le risorse per gli ammortizzatori siano ulteriormente integrate per il sostegno di quanti non riusciranno ad aprire in questa stagione e a salvaguardia del patrimonio di professionalità esistenti in ogni azienda", ha puntualizzato Massimo Caputi, presidente Federterme.

Quattro le modifiche chieste al decreto dal presidente di Astoi, l'Associazione di Categoria dei Tour Operator, Nardo Filippetti: incremento del Fondo per il turismo organizzato; prolungamento della cassa integrazione in deroga fine a fine anno; fruizione del tax credit vacanze anche per l'acquisto di pacchetti turistici; eliminazione del limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per tour operator, agenzie e organizzatori di eventi.

E' chiaro che il decreto Rilancio ha profondamente deluso le aspettative del turismo organizzato. Non prevede misure atte a garantire la sopravvivenza di queste imprese che, su un arco di sei mesi, hanno di fatto generato zero ricavi. Il comparto conta 13.000 imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, occupa 80.000 addetti e genera un valore di 20 miliardi di euro, a cui si aggiungono 650.000 posti di lavoro e 85 miliardi di volumi creati dall'indotto.

Gli stessi dati pubblicati oggi dall'Istat sul fatturato dei servizi nel primo trimestre di quest'anno sono molto allarmanti, con il crollo più rilevante delle agenzie di viaggio. Anche se apparentemente la voce ha segnato un calo tendenziale di appena il 2,8%, l'attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione è crollata del 32,3% segnando una variazione record, superiore anche al settore dell'alloggio (-24,7%) e del trasporto aereo (-24,6%).

Per Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, il fatto che il fatturato delle agenzie, relativamente alle prenotazioni, sia precipitato di un terzo, dimostra che il bonus vacanze non può bastare per salvare la stagione turistica. "Nessuno prenota oggi se non gli viene garantito che potrà recarsi nel luogo di villeggiatura, specie vista la bella pensata del ministro Franceschini di non poter riavere i soldi in caso di annullamento del pacchetto turistico, ma solo un voucher", ha osservato Dona.

Nel primo trimestre si stima che l'indice destagionalizzato del fatturato dei servizi sia diminuito del 6,2% rispetto al trimestre precedente e che l'indice generale grezzo abbia registrato una diminuzione, in termini tendenziali, del 7,2%. L'Istat ha spiegato che, nei primi tre mesi del 2020, le condizioni della domanda e le misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19 hanno determinato una forte diminuzione del fatturato delle imprese dei servizi. La flessione ha raggiunto, su base tendenziale, valori simili a quelli registrati durante la crisi del 2008-2009, mentre il calo congiunturale non ha precedenti (le serie storiche disponibili hanno inizio nel 2001).

Fonte = MILANO FINANZA 27/05/20