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Rassegna stampa Astoi
LA SICILIA - Gli italiani tornano a viaggiare segnale anticrisi: cresce il budget

LA SICILIA - Gli italiani tornano a viaggiare segnale anticrisi: cresce il budget

07 Dicembre 2019
Crescono del 13% rispetto al 2018 le prenotazioni dei viaggi organizzati per le partenze di fine anno e aumenta il budget dedicato ai viaggi. Emerge dall ' Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi, l ' associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del tour operating italiano, fornisce i dati del flusso di viaggiatori che dall ' Italia parte per l ' estero.
Aumenta anche il valore medio delle pratiche: + 4% rispetto allo scorso anno, con una maggiore propensione verso il lusso. La durata media di viaggi e vacanze è di otto giorni, che si riducono a cinque nel caso di Emirati Arabi ed Europa, e che salgono a dieci nel caso di tour in destinazioni intercontinentali. Circa il 50% delle prenotazioni è stato effettuato in advance booking, con ampio anticipo e riguarda persone di età fra 35 e i 70 anni. I single scelgono
resort adults only e viaggi itineranti. La tendenza è di includere al momento della prenotazione esperienze particolari. Durante le festività prevale la tendenza di viaggio in coppia o famiglia e si predilige meno il viaggio di gruppo. Chi sceglie invece di aggregarsi a un viaggio di gruppo, preferisce numeriche da 8/12 partecipanti. Quanto alle mete, gli italiani hanno prenotato viaggi quasi in tutti i continenti. Per il mare principalmente su Maldive, Caraibi, Thailandia, Zanzibar e Sud-est asiatico, con ampio gradimento anche per il vicino Mar Rosso egiziano. Molto gettonate Stati Uniti ed Emirati Arabi, con un certo interesse anche verso Nilo, Perù e Colombia. Parlando di capitali europee sono emersi due dati interessanti.
Tengono Londra, Vienna e Praga, calano le città più note come ad esempio Berlino e Madrid, a favore di quelle russe e baltiche. Le destinazioni emergenti sono Tasmania, Filippine, Etiopia, Algeria ed Ecuador. Le destinazioni che hanno sofferto maggiormente sono state Cile (per la situazione politica), Messico e Kenya. «Non abbiamo ancora i dati definitivi - dice il presidente Astoi Confindustria Viaggi, Nardo Filippetti ma il quadro è molto positivo: rileviamo infatti una crescita a doppia cifra rispetto al 2018 accompagnata da un lieve incremento nel valore medio dei pacchetti di viaggio, fattori che evidenziano una maggiore propensione alla spesa nel mondo del travel organizzato in generale, soprattutto da parte del segmento premium e lusso di clientela».
Stride con questi dati ottimistici il dato relativo allo shopping, specie se slegato al web. Secondo Confcommercio, nel giro di dieci anni per i regali di Natale si è speso oltre il 30% in meno: rispetto al 2009, la spesa per i doni natalizi è scesa da 244 a 170 euro. Nell ' analisi economica elaborata dall ' Ufficio Studi di Confcommercio, in dieci anni la spesa media pro capite per i regali di Natale ha subito una flessione del 30,7% mentre la spesa complessiva per consumi a dicembre vale 110-120 miliardi di euro, inclusi gli affitti, le utenze e i servizi. Ovviamente bisogna tener conto anche dell ' impatto del Black Friday che anticipa al mese di novembre buona parte degli acquisti natalizi. Così se da una parte i consumi mostrano una certa tenuta confermando una fase di stagnazione economica e non di recessione, dall ' altra è marcato il senso di sfiducia delle famiglie che mostrano una maggiore propensione al risparmio cautelativo utilizzando per i regali solo parte delle tredicesime.
Rispetto al 2008, per i consumi si attinge alle tredicesime l ' 1% in meno passando dai 1.291 euro a famiglia del 2008 ai 1.278 euro del 2019. In parallelo, si registra un incremento della quota di contante a disposizione delle famiglie: circa 3.800 euro in più nel 2019 rispetto al 2007. Dall ' analisi emerge che rispetto ai tempi precrisi, ossia dal 2007 ad oggi, la quota di reddito disponibile per abitante si è ridotta del 7,9% con una perdita in valore assoluto pari a
1.659 euro e la ricchezza ha subito un taglio del 9,1% pari a 13.093 euro in meno. Da qui l ' orientamento più parsimonioso che fa balzare la percentuale di chi prevede un Natale «molto dimesso» dal 33,7 del 2009 al 68,7% di quest ' anno e calare la percentuale di quanti faranno
regali dal 91 all ' 86,9%. Un trend che preoccupa anche il Codacons secondo cui «il clima di sfiducia delle famiglie rischia di avere ripercussioni negative sui consumi legati al Natale» riducendo il giro d ' affari generato dalle festività. chi piò, invece, sverna alle Maldive... 

Fonte = LA SICILIA 09/12/19