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Rassegna stampa Astoi
LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA - Tour operator, grandi manovre per un mercato da 13 miliardi

LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA - Tour operator, grandi manovre per un mercato da 13 miliardi

27 Maggio 2019

Il  mercato delle vacanze è un rompicapo. Il lungo ponte nei dintorni di Pasqua ha registrato un
picco di partenze mai visto, tra il 30% e il 50% in più sulle medie storiche. Poi tra meteo inclemente, incertezze politiche e una buona dose di sfiducia generalizzata è arrivata la gelata sulle prenotazioni per l`estate. Lo lamentano i principali tour operator italiani. Che si augurano non duri a lungo. Nardo Filippetti, presidente Astoi Confindustria Viaggi (e ex patron di Eden Viaggi) ne è convinto: «Nonostante il rallentamento, siamo fiduciosi che nelle prossime settimane si assisterà a una ripresa delle vendite. Le prenotazioni con le formule advance booking (prenotate con largo anticipo, ndr) fatte entro il 31 marzo sono andate molto bene, assicurando una buona parte del fatturato estivo. Siamo ottimisti». Previsioni a parte, alla finestra non si-può stare e i tour operator si stanno inventando azioni di marketing tra media tradizionali e canali online, alla conquista di mil- lennial, famiglie, gruppi multigenerazionali, interessati allo stile di vita, alla cultura, ai viaggi e al made in Italy. Con quattro linee guida: più i servizi, specializzazione, nuove formule e pure il rilancio di mete che in passato erano richiestissime (e che continuano ad andar via a prezzi stracciati, come il Mar Rosso e la Tunisia).
I "GLAMPING"
«Proprio così, serve roba nuova. Stiamo costruendo dei "glamping" (glamorous camping ndr) in Namibia, Sudafrica, Kenia, Tanzania e Nord Europa», spiega Marco Peci, direttore marketing del Gruppo Quality che comprende 9 brand e organizza viaggi culturali. Precisa Giuseppe Pagliara, ceo di Nicolaus, tour operator presente nel programma Elite di Borsa Italiana con un fatturato di 84 milioni e che si è comprato il marchio Valtur da Andrea Bonomi per 5,2 milioni di euro: «Intendiamo costruire un sistema di villaggi internazionale. I gusti cambiano, i clienti vogliono servizi alberghieri di livello. Garantiamo buon cibo, stile italiano e un intrattenimento nuovo». Gli fa eco Enzo Birondi, a capo del tour operator Settemari, acquisito nel 2017 dalla Uvet, proprietaria anche della compagnia aerea Blue Panorama: «Gli italiani rimandano le decisioni ma ci fa ben sperare il fatto che, alla fine, alle vacanze non rinunciano. Abbiamo lanciato nuove destinazioni, raddoppiate altre e puntiamo a 110 milioni di fatturato». Preoccupazioni a parte, il turismo organizzato tricolore è in movimento e i servizi offerti sono qualitativamente superiori a quelli di
qualche anno fa. Le turbolenze geopolitiche (soprattutto nel Mediterraneo), il boom del digitale fai-da-te e la crisi economica hanno portato a una drastica selezione del mercato. Ma la torta resta ghiotta tanto che, secondo una ricerca di Kpmg e Guida Viaggi che confronta i bilanci degli operatori, il mercato italiano vale circa 13 miliardi di euro, su un fatturato europeo è di quasi 55 miliardi. Nell`arena competitiva, chi è rimasto ha cambiato il modello di business o ha puntato crescere di dimensioni. Ne è un esempio il gruppo Alpitour che, con l`acquisizione di Eden Viaggi a metà 2018 (su cui aveva messo gli occhi il gruppo spagnolo Barceló), ha dato vita a un maxi polo da 1,7 miliardi di euro di fatturato, 60 milioni di ebitda, 11 marchi e una compagnia aerea.
LE MIRE DEGLI SPAGNOLI
«Il mercato è dinamico ma complicato e alcuni fondi, dopo la grande operazione Alpitour-Eden, per ora stanno a guardare», afferma Remo Vangelista, direttore responsabile TTG Italia, testata settimanale e agenzia stampa di proprietà di IEG. «La condizione di record del mercato turistico e la forte concorrenza di soggetti finanziari ci rendono difficili le acquisizioni», dice Simón Pedro Barceló, il copresidente dell`omonimo gruppo che non smette di puntare sull`Italia dove anche la francese Kappa Viaggi vuole rafforzarsi. Attraverso i suo marchio N g Travel ha sigliato contratti con i principali network italiani e sta valutando opzioni su società complementari. È da tempo, infatti, che operato-
 ri di grandi dimensioni vogliono fare concorrenza ai big player ma, secondo gli addetti ai lavori, prede e predatori sono rimasti in pochi. Insomma non è facile acquistare un tour operator italiano. I motivi? «Quel (poco) che c`è sul mercato», fa sapere un esperto che non vuole essere citato, «è in mano ai fondatori oppure non è in vendita. A conferma di questo ci sono Quality Group, indissolubilmente legato a Michele Serra e Marco Peci; Veratour (oltre 40 villaggi e numeri sempre in crescita) della famiglia Pompili che ha sia la proprietà sia la gestione; Alidays di Davide Catania, Naar Tour Operator di Frederic Naar. È poi da vedere se Arkus Network, che ha comprato il Palermo e Best Tours, acquisirà I Viaggi di Atlantide. Infine, novità, c`è la voglia di comprare le strutture. Alcuni tour operator stanno aumentando la propria patrimonializzazione attraverso l`acquisto di immobili. Alpitour sta investendo per esempio su alberghi di proprietà al sud.
ACQUISTARE O AFFITTARE
Nonostante negli ultimi anni le banche abbiano diminuito l`erogazione dei finanziamenti, chi ha spalle finanziarie solide è giunto alla conclusione che è conveniente investire nell`acquisto di immobili piuttosto che prenderli in gestione e pagare un affitto. L`acquisto consente un più alto controllo di qualità e una maggiore personalizzazione delle strutture», racconta Filippetti. L`immobile di valore è sempre appetibile: Cdp, Club Med e Hotelturist (che opera con il marchio TH Resorts) hanno sottoscritto un accordo preliminare per trasformare in due alberghi il complesso dismesso dell`ex Ospedale a mare al Lido di Venezia, Lvmh ha comprato gli hotel e i viaggi di lusso Belmond per 2,8 miliardi di euro e sul mercato ci sono realtà come il Capri Palace, il Quisisana o gruppi come I Grandi Viaggi. Gli esperti, insomma, sono più pronti a scommettere su una forte crescita degli investimenti nel settore degli alberghi da riqualificare, oggi in mano a famiglie proprietarie.

Fonte = LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA 27/05/2019