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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Turismo nel caos, i tour operator chiedono di non essere lasciati soli

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Turismo nel caos, i tour operator chiedono di non essere lasciati soli

01 Marzo 2020
ROMA. Non solo partenze annullate ma anche gli italiani che si trovano in Paesi che hanno chiuso le frontiere e che i tour operator, affrontando ingenti spese, stanno riportando in Italia. Il giorno dopo il decreto che assegna al mondo del turismo i primi aiuti, la richiesta di sostegno al Governo dai parte di Astoi che riunisce il 90% dei tour operator italiani arriva forte e si unisce a quello dell'intero comparto del turismo colpito dall'emergenza Coronavirus in tutta la filiera dagli alberghi alla ristorazione, dal lusso ai parchi divertimento, dal balneare alle città d'arte.
A parlare per cercare di spiegare la situazione complicata ed estremamente fluida è Pier Ezhaya, consigliere di Astoi Confindustria che riunisce il 90% dei tour operator italiani con colossi come Alpitour e Costa Crociere ma anche tante medie e piccole aziende a gestione familiare. «Stiamo vivendo un momento in cui c'è un'emergenza medica ma anche una sorta di «isteria», non c'è una ratio e ogni Paese sta decidendo a modo suo, anche cambiando spesso idea più di una volta (Mauritius lo ha fatto 3 volte nell'arco di una settimana ad esempio). Ecco allora che noi operatori da ormai molti giorni siamo costretti a fronteggiare mano a mano queste situazioni che si susseguono. Per questo chiediamo al Governo di capire il nostro mestiere e di aiutarci con norme chiare sui rimborsi e con misure di sostegno ad hoc, di accesso al credito e anche eventualmente di cassa integrazione in deroga (perché qualche azienda potrà averne bisogno). Ma anche di farsi carico del rimpatrio degli italiani che sono all'estero in Paesi che ci hanno chiuso le frontiere perché questi sono costi immediati e molto ingenti. Ormai noi tour operator siamo organizzazioni che devono sottostare a norme corrette ma molto rigide che sono state approvate in sede europea ma che ci espongono a dei rischi pesantissimi. Invitiamo il Governo a sostenere le nostre imprese che fanno crescere il pil, hanno molti occupati e hanno dei costi pesanti quando succedono queste cose». «Sui rimborsi in particolare - dice - vogliamo far capire siamo d'accordo che i consumatori siano tutelati nei loro diritti non vogliamo speculare su questo ma vogliamo far capire che un danno di queste proporzioni non può ricadere solo su un pezzo della filiera. Il governo deve trovare misure alternative (che non significa non rimborsare i consumatori) ma con forme di rimborso un pochino più a tutela di tutti e due. Tu consumatore non perdi i tuoi soldi e fruisci della vacanza in un momento più tranquillo e tu operatore non rimborsi immediatamente le somme in denaro ma ti impegni a restituirle in forma di servizi di vacanza. E' come un congelamento che salva un pò i diritti di tutti e due in una situazione di estrema emergenza. E' troppo grande per metterla sulle spalle di uno solo...».
Ezhaya fa anche il punto sui Paesi meta di turismo organizzato dove gli italiani non possono per il momento entrare  (Repubblica Dominicana, Giamaica, Capo Verde, Mauritius, Israele e Vietnam) che hanno flussi importanti su marzo. «Abbiamo un grosso problema - dice - sulle partenze di marzo: non parliamo solo di partenze annullate ma anche del fatto che molti paesi ci hanno chiuso le frontiere. Fortunatamente molti li stanno tenendo aperti, ad esempio Zanzibar, Maldive e Messico, e quindi stiamo riconvertendo le partenze sui quei luoghi». E racconta che le chiusure però spesso avvengono quando gli aerei con i connazionali sono in volo: «E' successo a Capo Verde, dove abbiamo sbarcato dei turisti mercoledì e ora dobbiamo andarli a riprendere. La stessa cosa è successa in Repubblica Dominicana dove in questo week abbiamo mandato tre aeroplani a lungo raggio partiti vuoti dall'Italia per riportare indietro i duemila turisti italiani che erano là, un'operazione che è costata più di 500 mila euro».


Fonte = LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 01/03/20