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Rassegna stampa Astoi
L'IMPRENDITORE - La ripresa sarà lenta, le persone hanno paura di viaggiare

L'IMPRENDITORE - La ripresa sarà lenta, le persone hanno paura di viaggiare

05 Agosto 2020

IN ATTESA CHE LA DOMANDA RIPARTA, BISOGNA FACILITARE L'ACCESSO ALLA LIQUIDITÀ DA PARTE DELLE IMPRESE E SOLLECITARE IL GOVERNO A UNA VERA RIFORMA FISCALE
Nardo Filippetti, Presidente Astoi Confindustria Viaggi

La pandemia ha generato un blocco totale dei flussi, uno stop immediato della domanda e della fruizione dei prodotti turistici, con un impatto pesantissimo sul comparto del turismo organizzato che conta 13mila imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, occupa 80miia addetti e genera un valore di 20 miliardi di fatturato, a cui si aggiungono 650mila posti di lavoro e 85 miliardi creati dall'indotto. Il decreto Rilancio, ma anche tutti gli altri provvedimenti messi in campo sino ad ora, hanno totalmente disatteso le aspettative del comparto. È doveroso sottolineare che non esiste altro settore dove siano stati persi già i 9/12 del fatturato annuo: tour operator e agenzie di viaggi lavorano infatti con mesi d'anticipo e, normalmente, a maggio hanno già sviluppato il 70% del fatturato. A differenza di altri settori, nel caso del turismo non c'è automatismo fra riapertura delle attività e ripresa economica; si tratta di un settore ciclico, che risentirà per lungo tempo di questa crisi, legata peraltro a variabili non solo di tipo economico, ma anche di tipo sanitario e psicologico. Dopo mesi di bombardamento mediatico con bollettini quotidiani sul numero di morti e nuovi contagiati, i consumi non decollano perché le persone hanno ancora paura. I cittadini hanno bisogno di essere rassicurati con campagne di comunicazione che sappiano infondere serenità. Una volta sbloccata la paura delle persone, i consumi ripartiranno e, conseguentemente, anche le imprese. La ripresa sarà lenta, riteniamo infatti che il settore possa tornare ai livelli pre-Covid tra la fine del 2021 e l'inizio 2022. Le prospettive future dipendono molto dal presente; se le imprese non potranno accedere a un adeguato e immediato sostegno in termini di liquidità, si rischia un crollo a catena, con pesantissimi impatti sull'economia, sull'occupazione diretta e sull'immenso indotto collegato. Ricordiamo infatti che il turismo rappresenta il 13% del Pii nazionale - 232,2 miliardi di euro - ed è uno dei principali motori della nostra economia. Nell'attesa di un ritorno della domanda ai livelli di normalità, sarà imprescindibile lavorare per strutturare aziende rendendole sempre più solide, flessibili e caratterizzate da una forte innovazione tecnologica, per evitare che diventino facili prede di opache acquisizioni. Le condizioni legate poi all'effettivo rilancio sono sicuramente la messa in campo di interventi di sburocratizzazione e l'attuazione di una vera riforma fiscale, misure che il mondo produttivo in generale sta attendendo ormai da anni.

Fonte = L'IMPRENDITORE 05/08/20