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L'Eco di Bergamo - Sisma in Indonesia, estratto sopravvissuto - Corsa contro il tempo

L'Eco di Bergamo - Sisma in Indonesia, estratto sopravvissuto - Corsa contro il tempo

08 Agosto 2018
I soccorsi. Fedele messo in salvo a due giorni dal terremoto che ha colpito l'isola di Lombok
Servono aiuti. Evacuati dalle isole Gili 2.700 turisti

Mele (Astoi Confindustria viaggi): situazione tranquilla sulle altre isole

Qualcuno è ancora vivo, ma molte macerie non sono ancora state rimosse e si teme che il bilancio possa salire ancora. A due giorni dal terremoto che ha colpito il Nord dell'isola di Lombok, i soccorritori continuano a cercare sopravvissuti, e ieri mattina ne hanno trovato uno: un fedele rimasto intrappolato nel crollo di una moschea, indebolito ma incolume. Migliaia di residenti che hanno perso la casa continuano però ad attendere aiuti, e molti turisti che volevano lasciare l'isola non sono ancora riusciti a farlo, accampandosi sulle spiagge o dentro l'aeroporto.

«Grazie a Dio!», ha esclamato un soccorritore al ritrovamento dell'uomo sopravvissuto sotto la moschea del villaggio di Lading-Lading, a pochi chilometri dall'epicentro del sisma di magnitudo 6,9. Passata l'euforia per la miracolosa estrazione, si teme però che quelle macerie nascondano ancora decine di vittime. Al momento della scossa nella moschea, secondo il sopravvissuto, c'erano un centinaio di persone. Secondo Sutopo Purwo Nugroho, il portavoce dell'Agenzia indonesiana per la prevenzione dei disastri, si stima che una trentina non siano riuscite a scappare prima del crollo. Le vittime accertate sono 105 e i feriti oltre 230, ma sono cifre destinate a salire. Nel frattempo, le condizioni nel Nord di Lombok rimangono difficili.

Da Nordovest a Nordest, lungo la costa che circonda il monte Rinjani si calcola che 1'80 per cento delle abitazioni sia crollato o inagibile, e molte delle macerie non sono ancora state rimosse per la mancanza di mezzi e personale; in alcuni punti si sente un odore di putrefazione. Secondo l'organizzazione Oxfam, oltre 20 mila persone hanno perso la casa e sono ospite in rifugi temporanei, ma altre bivaccano all'aperto. Scarseggia l'acqua potabile, servono anche tende, cibo e medicinali. Quanto ai turisti, in 2.700 sono stati evacuati dalle tre piccole isole Gili, al largo della costa nordoccidentale di Lombok, dopo un assalto alle poche barche disponibili che si è concluso ieri, e dal quale sono passati anche numerosi italiani; i primi nostri connazionali sono tornati a casa oggi- L'aeroporto di Lombok, nel sud dell'isola, è operativo 24 ore su 24 con una frequenza di voli incrementata, per permettere di soddisfare tutte le richieste di ripartenze anticipate.

Non tutti i turisti hanno potuto essere accontentati, però, e in molti hanno deciso di passare l'altra notte distesi nelle sale dello scalo. Nel frattempo, le scosse d'assestamento non si fermano. Se ne sono contate oltre 200 da domenica sera, e la scorsa notte due hanno raggiunto la magnitudo 5,3. «Non facciamo i sismologi avverte a sua volta Andrea Mele, vicepresidente di Astoi Confindustria viaggi e non possiamo prevedere il futuro, ma possiamo dire che l'Indonesia è fatta di tantissime isole diverse e anche distanti tra di loro. Sul resto delle isole, dalla più vicina Bali fino alle lontanissime Giava, Sumatra, Sulawesi, la situazione è tranquilla e non ci sono né situazioni di emergenza né danni. E i clienti presenti continuano le proprie vacanze». Si scava tra le macerie nell'isola di Lombok colpita da un sisma di magnitudo 6,9 ANSA – di Alessandro Ursic

 

  • L'Eco di Bergamo_8.8.2018_pag. 1-2
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