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INVESTIRE OGGI - Viaggi e vacanze post coronavirus: il dramma del turismo senza prenotazioni

INVESTIRE OGGI - Viaggi e vacanze post coronavirus: il dramma del turismo senza prenotazioni

04 Aprile 2020


Per il settore del turismo il 2020 sarà un anno da dimenticare, si spera in una piccola ripresa dall'estate ma senza certezze.

Il settore del turismo è uno dei più colpiti dal coronavirus. Secondo una recente indagine di Demoskopika, come riporta Il Sole 24 Ore, intitolata “Turismo in quarantena”, gli accadimenti attuali porteranno a bruciare 18 miliardi di spesa turistica, che comprendono anche la rinuncia alle vacanze degli italiani.

Italiani pronti a rinunciare alle vacanze estive

A rimetterci maggiormente saranno Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige con perdite fino a 12,6 miliardi. Il motivo è presto detto: 14 milioni di italiani non solo avrebbero rinunciato a passare le vacanze all’estero ma proprio ad andare in vacanza tra luglio e agosto anche in Italia. Un numero enorme di turisti, avrebbe già deciso di rinunciare alla vacanza al mare, soprattutto con la proroga delle restrizioni, senza considerare i problemi economici a cui in tanti dovranno far fronte. Per un gran numero di italiani la vacanza estiva sotto l’ombrellone insomma non si farà, c’è la paura dell’assembramento e i tempi incerti per poter dire di essere usciti dall’incubo covid 19 non aiutano, considerando che in Cina, dopo 3 mesi di dure restrizioni, soltanto ora si inizia a tornare lentamente alla normalità.

Il dramma dei ‘piccoli’

Il settore turistico, insieme alle compagnie aeree, è quello che avrà maggiori ripercussioni. Molte compagnie hanno cancellato buona parte dei voli e messo a terra intere flotte e non si sa ancora quando riprenderanno a volare. Oltre ad agenzie e tour operator, compagnie aeree e grandi catene alberghiere o residence, un grido di allarme arriva anche dai proprietari di B&B, case vacanza, agriturismi, piccoli hotel a gestione familiare, che si sono visti cancellare buona parte delle prenotazioni e l’azzeramento di quelle future.

Come riporta Agi, che ha accolto lo sfogo dei proprietari di queste attività, molti si ritrovano a dover pagare spese fisse senza nessuna prenotazione per i prossimi mesi. Molti lavorano stagionalmente e le cancellazioni arrivate, che permettevano di pagare bollette e mutui, metteranno a dura prova la sopravvivenza delle strutture che forse potranno ripartire solo in estate se gli italiani decideranno di restare in vacanza in Italia, e sempre se le vacanze si faranno.
Previsioni amare anche da parte di Confturismo-Confcommercio che avevano stimato, fino al 31 maggio, la perdita di 1,625 milioni di turisti in Italia e 7,4 miliardi di euro mentre secondo Astoi Confindustria viaggi, le agenzie di viaggio potranno sperare di vedere una piccola ripresa delle attività a partire dalla stagione estiva/autunnale ma una vera ripresa solo dal prossimo anno. Per i tour operator si stimano perdite del 70%. Quasi tutti sono concordi insomma, il 2020 per il turismo sarà un anno da dimenticare, perduto, ma la speranza è quella di ripartire a piccoli passi tra qualche mese. 

Fonte = INVERTIRE OGGI 04/04/20