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IL SOLE 24 ORE - Il turismo rischia di pagare il conto più salato

IL SOLE 24 ORE - Il turismo rischia di pagare il conto più salato

02 Febbraio 2020
Solo a Firenze è prevista una flessione fino a 400.000 presenze da ora a maggio

Da anno record del turismo cinese a probabile incubo. Nel 2020 la Cina sarebbe dovuto diventare il paese con più turisti al mondo. E l’Italia - la meta finora più scelta dei tour mandarini in Europa (5,3 milioni le presenze nel 2018) - si era già attrezzata per raccoglierne il più possibile: un paio di settimane fa, prima dello scoppio dell’allarme coronavirus, i due governi celebravano a Roma e a Pechino l’anno turismo della cultura Italia-Cina. Ora, dopo la decisione di chiudere lo spazio aereo ai voli provenienti dalla Cina, si dovranno rivedere le stime che prevedevano di superare i 4 milioni di arrivi e 700 milioni di incassi da turisti cinesi. Grazie anche alla frequenza dei voli verso la Cina appena raddoppiati  (da 56 a settimana 108) con ben 164 slot aperti, il numero più alto tra i paesi UE. Nel 2018, ultimo dato disponibile, il turismo cinese ha speso complessivamente 650 milioni in Italia, senza contare tutto il prezioso indotto legato ad esempio allo shopping: in Lombardia, la meta top, i turisti cinesi hanno speso 118 milioni, 94 milioni nel Lazio e 55 nella Toscana. Ma le ultimissime previsioni raccolte nelle settimane scorse da Enit tra i tour operator cinesi brindavano a nuove crescite super per quest’anno e l’anno passato: per l’83% dei tour operator cinesi contattati il 2019 si dovrebbe chiudere con crescite e tra il 20 e il 50% mentre per il 2020 gli aumenti di richieste di tour stimati erano addirittura tra il 34% e 50%. Numeri quest’ultimi, destinati ora a cambiare radicalmente. I turisti cinesi stanno infatti cancellando le prenotazioni in Italia: solo a Firenze e provincia è prevista una flessione “tra 200.000 e 400.000 presenze da ora a maggio“ Sottolinea Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana. Le aree più interessate dalle cancellazioni sono quelle del turismo cinese invernale: Firenze, Pistoia, Montecatini e Siena. Solo a Pisa stimano un crollo del 40% delle prenotazioni. Nei giorni scorsi il colosso Trip.com (ex Ctrip), L’agenzia di viaggi più grande della Cina che fa viaggiare circa 300 milioni di cinesi, ha pubblicato alcuni comunicati per annunciare il rimborso di tutti viaggi. “Stiamo monitorando la situazione per capire insieme agli operatori di settore le varie criticità che si presentano. Anche perché il flusso degli arrivi di turisti cinesi in Italia può provenire da altri paesi europei o con voli da altri scali“, ha spiegato al Sole24Ore il Sottosegretario al Turismo, Lorenza Bonaccorsi. L’impatto del blocco dei voli colpisce anche i viaggi degli italiani in Cina (300.000 connazionali all’anno). “I tour operator-rileva Astoi Confindustria viaggi, l’associazione che rappresenta il 90% del mercato del tour operating - sono come sempre attenti alle esigenze dei clienti che avevano pianificato il proprio viaggio e, per le partenze imminenti, offrono una soluzione alternativa oppure, nel caso in cui il cliente rifiuti o qualora non sia possibile per il tour operator proporre altre opzioni, consentono la cancellazione senza l’applicazione di penali“. L’allarme coronavirus sta infine lasciando il segno anche sulla ristorazione. A partire da quella dei 5mila ristoranti cinesi che in pochi giorni hanno visto le loro sale svuotarsi: “si registra una perdita di fatturato del 70% che tradotto in valori assoluti significa meno di 2 milioni di euro al giorno”, spiega Fipe-Confcommercio. “Se a questo aggiungiamo i 500 mila euro che i turisti cinesi in Italia spendono ogni giorno per mangiare, la perdita-prosegue l’associazione-è di 2,5 milioni di euro”.

Fonte = ILSOLE24ORE 01/02/20