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Il Tempo - Di nuovo giù il titolo Carnival alla borsa di New York

Il Tempo - Di nuovo giù il titolo Carnival alla borsa di New York

29 Febbraio 2012

Di nuovo giù in Borsa la Carnival Corporation, il gruppo statunitense che controlla la Costa Crociere, che risente della notizia dell'esplosione di un incendio a bordo della Costa Allegra a largo delle Seychelles. Nelle passate settimane il titolo Carnival aveva già risentito del disastro della Costa Concordia davanti al Giglio; ora negli scambi mattutini sul New York Stock Exchange le azioni Carnival Corporation hanno subito ribassi superiori al 2%. Poco dopo le 10 locali erano in leggero recupero, con un calo dell'1,71% ad una quotazione di 29,46 dollari. Episodi che rischiano di ripercuotersi ancor più negativamente non solo sulla Carnival e sulla controllata Costa, ma sull'intero movimento crocieristico. Secondo il presidente della Astoi, l'Associazione che riunisce i maggiori tour operator e aderisce a Confindustria, Roberto Corbella, il mercato crocieristico è andato molto bene fino al 2011. «Valutare ora gli impatti di questi incidenti - spiega  è prematuro. Dopo l'incidente della Costa Concordia non ci sono state cancellazioni significative ma un rallentamento nelle prenotazioni c'è stato per tutte le compagnie, qualcosa in più per la società Costa, e questo era inevitabile. Non è ancora chiaro se le minori prenotazioni siano dovute a quello che è successo o alla crisi economica mondiale o ad entrambi i fattori. È ancora presto per valutare in modo completo gli effetti».

Il mercato mondiale delle crociere cresce ininterrottamente da circa 40 anni. Dai circa 700.000 crocieristi del 1970 si è passati ai 4,5 milioni degli anni '90, per arrivare infine a oltre 19 milioni nel 2010. I viaggi su nave - rende noto uno studio sul turismo crocieristico redatto dall'Enit, l'Agenzia italiana del turismo - hanno presentato in questi anni trend positivi e le previsioni, almeno fino all'anno scorso, parlavano di crescita fino al 2015, quando i turisti delle crociere sarebbero dovuti diventare 25 milioni. Il mercato americano delle crociere, in termini di passeggeri, pesa il doppio di quello generato dal mercato europeo, circa 10 milioni contro i 5 dell'Ue: non a caso gli Usa restano un punto di riferimento per lo sviluppo delle nuove politiche di settore. Secondo i dati dell'European Cruise Council (ECC), nel 2010 i crocieristi europei sono stati 4,9 milioni, con un incremento del +12% rispetto all'anno precedente. Il dato interessante è che il 75% di loro ha optato per una rotta europea. Sempre secondo ECC, nel 2010 i Paesi europei con il maggior numero di crocieristi sono stati: - Regno Unito 1,6 milioni - Germania 1,2 milioni - Italia 890 mila - Spagna 645 mila. Nel 2010 l'Europa è cresciuta anche come punto di imbarco per le crociere, con 5,2 milioni di passeggeri imbarcati dai porti europei (+7,2%). La stagione crocieristica 2011 ha coinvolto 52 compagnie e 149 navi da crociera ed interessato 67 porti e 12 regioni italiane. Il principale Paese d'imbarco del Mediterraneo è diventato l'Italia dove operano sul mercato tre fra i maggiori player mondiali del settore: Costa Crociere, Msc e Royal Caribbean.

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