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Rassegna stampa Astoi
IL SOLE 24 ORE - Sardegna, gli albergatori: lavoreremo solo al 30%

IL SOLE 24 ORE - Sardegna, gli albergatori: lavoreremo solo al 30%

21 Aprile 2020

Maggio e giungo sono ormai mesi perduti. La speranza per gli operatori turistici della Sardegna è di poter riaprire le attività in luglio, forse alla metà del mese. La Regione ha decretato lo stato di emergenza fino al 31 luglio, ma potrebbe arrivare un cambiamento. Di certo la stagione è già compromessa. Gli albergatori stimano di lavorare al 30%. In Sardegna il turismo vale 700 milioni per gli hotel e oltre il doppio per tutto il settore dell'ospitalità turistica. Nelle stesse condizioni anche altre capitali del turismo balneare: dalla Liguria alla Romagna, fino alle coste del Sud gli albergatori non sanno ancora come e quando riaprire. E accettare ora prenotazioni è un azzardo al buio .
Delusi e disperati da troppo tempo in attesa di misure concrete, efficaci e con zero burocrazia. Questo è il sentiment che accomuna gli operatori dell'industria turistica in attesa del varo del Dpcm di aprile mentre l'ospitalità in Sardegna è in piena emergenza a causa del Covid-19. Per agenti di viaggio, tour operator e albergatori tutto è immobile, fermo mentre in queste stesse settimane di un anno "normale" erano in funzione dei "mini" call center per rispondere alle richieste di informazioni e prenotazioni. «Il dato sulle prenotazioni alberghiere è fermo, ma il lavoro di queste settimane verso il passaggio alla fase 2 è fondamentale per restituire fiducia e riaprire il mercato - spiega Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Confindustria Alberghi -. Fondamentale è garantire la messa in sicurezza economica delle aziende del settore e per questo c'è grande attesa per il prossimo Dpcm». L'estate ormai sembra persa. «La speranza è che da luglio si possa, se non ad aprire, quanto meno iniziare a programmare la stagione». Una estate che mette in moto per gli alberghi un business tra i 12,5 e i 13,6 miliardi. Ma ci sono troppi punti critici come quello degli affitti alberghieri che condizionano pesantemente la liquidità degli imprenditori.
In ginocchio le strutture della Sardegna, non solo quelle della Costa Smeralda ma anche gli innumerevoli villaggi vacanze sparsi lungo la costa e gli agriturismi dell'interno. «Per il momento c'è incertezza e non sa come potrà andare - chiarisce Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna - puntiamo a un'apertura a luglio, che sia i primi, a metà o poco più in la non importa, ma non possiamo permetterci di non avere una stagione turistica». Stagione turistica che quando viaggia senza ostacoli per l'isola vale 1,5 miliardi. «Se va bene quest'anno si lavorerà al 30%. In caso di mancata apertura salterà tutto». Alla Regione, che ha dichiarato lo stato di emergenza sino al 31 luglio, sono al lavoro per rendere sicura l'isola. Per Nicola Palomba, vice presidente Confindustria Sardegna Meridionale, la speranza è in una riapertura a luglio «anche se, alla luce di quanto avviene, ancora non possono esserci date certe perché tutto è in evoluzione».
In piena sofferenza i tour operator fermi da oltre due mesi. «Al turismo non è stata data la dovuta importanza - dice Andrea Mele, vice presidente Astoi -. Dobbiamo sapere come organizzarci e se abbiamo qualche speranza di fatturare sarà in estate ma siamo già in ritardo perché non sappiamo come riorganizzare i viaggi e vendere i pacchetti nell'era Covid». Alessandro Nucara, direttore generale Federalberghi, parla di un mercato statico. «Non si vedono prenotazioni e attendiamo la riapertura delle altre attività per una ripartenza anche del segmento business e dei voli». Come altri esprime un giudizio molto duro sull'operato del  Governo. «I provvedimenti visti sono utili ma assolutamente insufficienti». E tutto resta fermo in attesa di quelle certezze necessarie per pianificare la ripartenza. Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour va diretto al punto: «serve che il prossimo Dpcm dia delle linee guida chiare e delle misure che possano orientare il business dei viaggi». Franco Gattinoni, vice presidente della Federazione turismo organizzato, chiede di fare presto per potere fare partire la programmazione e la vendita di pacchetti di viaggio che verranno fatti nei prossimi mesi «e se non partiamo noi non parte tutto il settore» ricorda. La tensione è alta perché finora non si sono viste misure concrete. Cosa chiede il turismo al Governo? «Norme semplici, chiare che non devono essere lasciate all'interpretazione e se nella task force di Vittorio Colao ci fosse un esperto di turismo sarebbe stato un segno di concreto interesse verso la filiera. Abbiamo anche chiesto con insistenza il fondo straordinario, in parte a fondo perduto, per salvare le aziende» risponde Mele con cui concordano tutti i rappresentanti della filiera.

Fonte = IL SOLE 24 ORE 21/04/20