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Il Sole 24 Ore - La crisi di Costa allarma l'economia della Liguria

Il Sole 24 Ore - La crisi di Costa allarma l'economia della Liguria

02 Marzo 2012

L'incidente della nave Allegra. Prenotazioni giù del 22%

Crollano le prenotazioni di crociere, dopo il naufragio di Concordia e l'avaria ai motori di Allegra, entrambe navi di Costa Crociere. La stima del presidente di Astoi, Roberto Corbella è di una flessione compresa in un range tra -15% e -22%. Superiore, dunque, fino a più del doppio, rispetto a quanto Astoi stimava (si veda Il Sole 24 Ore del 14 febbraio) dopo il naufragio di Concordia, cioè -10% delle prenotazioni rispetto al 2011.

Nonostante questa situazione, ieri Pier Luigi Foschi, ad di Costa, ha ribadito quanto affermato dopo il naufragio del Giglio. E cioè che la compagnia «è molto solida dal punto di vista finanziario, e non c'è alcun rischio» di fallire. Foschi, poi, non esclude un fallimento del marchio, anche se, dice, «si tratta di una possibilità remota», sottolineando che è intenzione del gruppo italiano (controllato dalla statunitense Carnival) «lavorare sodo e fare tutto quanto in nostro potere per salvare il brand». Insomma, quanto affermato per Concordia è ancora valido, a dispetto dei rumors in merito al fatto che Carnival stia valutando con attenzione la possibilità di mettere da parte il marchio.

Occorre, d'altro canto, avere chiaro che l'eventuale decisione di eliminare un brand come quello di Costa, se comportasse anche uno spostamento della sede da Genova all'estero (ipotesi che al momento sembra lontana) porterebbe un colpo non da poco all'economia italiana e a quella ligure. Il gruppo Costa, che comprende anche i marchi Aida (tedesco) e Iberocruceros (spagnolo) ha fatturato nel 2010 2,9 miliardi, con una flotta complessiva di 25 navi (14 delle quali di Costa, che ne ha due in arrivo, nel 2012 e nel 2014).

Secondo un recente studio del Mip-Politecnico di Milano, la società, che è il più grande gruppo turistico italiano e la compagnia di crociere numero uno in Europa (con 3.600 unità di lavoro a tempo pieno, tra personale di terra e di bordo, e un piano di investimenti 2000-2016 sulla flotta di 11 miliardi) ha generato un impatto economico di oltre 2,2 miliardi sull'economia italiana.

In Liguria, in particolare, Costa ha creato una spesa diretta pari a 228 milioni, confermando la regione come la più valorizzata dalla compagnia. Senza contare che, nel porto di Savona, il gruppo ha cofinanziato la realizzazione del Palacrociere con un investimento di 3,6 milioni e ha poi investito nel suo raddoppio 9 milioni. Sotto il profilo cantieristico, tra il 2003 e il 2009 Costa ha fatto costruire, presso Fincantieri di Genova, 5 navi per un investimento complessivo di 2,3 miliardi. A cui si aggiungono le risorse (oltre 230 milioni tra il 2008 e il 2011) utilizzate per la manutenzione della flotta presso cantieri liguri. Costa, infine, in Liguria conta 750 dipendenti.

Di fronte a questi numeri, che rischiano di sfumare, è logico che il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, affermi: «Siamo vicini alla società. Costa è parte stessa della storia di questa città». E che Rino Canavese, presidente del porto di Savona, dai cui moli domani salperà per il viaggio inaugurale Costa Neoromantica, appena uscita dai cantieri San Giorgio di Genova, dopo un restyling, aggiunga: «Speriamo che il brutto periodo di Costa passi in fretta. Per Savona e il porto la compagnia è una presenza importante che dà lavoro a molta gente».

Secondo David Thorne, ambasciatore Usa in Italia, ieri a Genova, Costa, che «è una grande azienda italiana, genovese», troverà il modo «di superare anche questa sfida. Certo c'è molto lavoro da fare, ora bisogna ritrovare la fiducia della gente. Ma ce la farà».

Tra i dipendenti genovesi della compagnia, tutti restii a parlare della situazione interna, se non manifestando generica fiducia nel futuro dell'azienda, serpeggia, comunque, una certa inquietudine. A farlo capire è anche Mario Martini, memoria storica della società con 40 di management nel gruppo: «C'è vo