Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Il Sole 24 Ore - Crociere: la sfida è neutralizzare l'effetto Concordia

Il Sole 24 Ore - Crociere: la sfida è neutralizzare l'effetto Concordia

15 Febbraio 2012

Le disdette per il 2012 previste attorno al 12% ma dall'anno prossimo di nuovo crescita record

Il naufragio della Concordia, colpisce non solo la Costa ma l'intero settore del turismo in Italia, visto che il comparto crocieristico all'interno del comparto è uno dei pochi che ha resistito bene alla crisi mondiale. Basti pensare che nel decennio 2000-2010 i passeggeri imbarcati, sbarcati o transitati nei porti italiani sono cresciuti del 397% e sono arrivati a circa 11 milioni nel 2011 (+16% sull'anno precedente). Inoltre, l'impatto economico diretto dell'industria delle crociere sul territorio italiano è di 4,5 miliardi di euro l'anno.

Dunque, la tragedia della Concordia rappresenta un pericolo per l'intera industria del turismo. Anche se agenzie di viaggio e tour operator riscontrano, al momento, contenuti segnali negativi e ritengono che, sul lungo periodo, il comparto recupererà senza particolari difficoltà. Secondo Astoi Confindustria Viaggi, le cancellazioni di prenotazioni segnano dal +10 al +12%, rispetto alla media di rinunce dello stesso periodo dell'anno scorso e c'è un limitato stop alle nuove prenotazioni: -10 per cento. «È chiaro - afferma Roberto Corbella, presidente di Astoi - che subito dopo l'incidente si è avuta una battuta di arresto delle prenotazioni. Tuttavia non ci sono state reazioni scomposte. Siamo molto fiduciosi nella capacità di risposta di Costa Crociere e di tutto il comparto a questa tragedia».

Anche Cinzia Renzi, presidente di Fiavet mostra un certo ottimismo: «In seguito al naufragio si è registrato un rallentamento nelle prenotazioni ma a macchia di leopardo. C'è stata ricaduta negativa soprattutto sulle decisioni degli incerti. Ma sul crocierista consolidato l'incidente non ha avuto impatto. È come quando cade un aereo. Non registriamo grosse retromarce, specie sulle crociere già prenotate. Ma il momento della verità arriverà con l'inizio delle prenotazioni per l'estate».

La questione, però, non riguarda solo l'Italia ma anche il mercato internazionale. Nel suo più recente report per gli investitori, Carnival corporation, il gruppo statunitense (numero uno al mondo nel settore) che controlla Costa, ha comunicato che i volumi di booking per l'intera flotta (la società possiede numerose compagnie crocieristiche), escludendo Costa, hanno avuto una caduta quantificabile intorno al 16% dal 13 gennaio scorso (giorno del naufragio) fino al 25 (giorno in cui è stato compilato il report). Inoltre il gruppo si aspetta «che il booking di Costa scenda significativamente»; ma non prevede «significativi impatti di lungo termine sul business». D'altra parte, una conseguenza immediata all'incidente si è avuta, oltre che per Carnival e Costa, anche per Royal Caribbean, numero due al mondo nel comparto, ed Msc: queste grandi compagnie hanno interrotto marketing e pubblicità all'indomani del naufragio.

Gli analisti, inoltre, dopo la caduta del titolo Carnival in Borsa, hanno riveduto le previsioni sulla compagnia ma anche su Royal. Quest'ultima, nelle sue previsioni per il 2012, scrive che, dal momento del naufragio in poi, «il volume di prenotazioni in Nord America è sceso molto in basso, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e in Europa la caduta è stata maggiore». Credit Suisse sostiene, in un report, che l'effetto-Concordia «peserà sul titolo di Carnival ma anche sulle quotazioni dell'intero settore delle crociere». Gli analisti, infatti, hanno deciso di tagliare le stime 2012-2014 sull'utile per azione e sull'Ebitda di Carnival. E hanno rivisto al ribasso, seppur in maniera minore, anche le stime su Royal. Un studio di Ubs investment research sull'impatto del naufragio sul booking delle crociere, invece, porta a differenti conclusioni. L'analista Robin Farley, dati Ubs alla mano, spiega che, benché ci si aspettasse che la stagione fosse colpita «dall'incidente di Costa», al contrario, i prezzi dei bigli