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Il Piccolo - Costa perderà 100 milioni di dollari

Il Piccolo - Costa perderà 100 milioni di dollari

11 Marzo 2012

Previsioni in rosso per il 2012 dopo il naufragio della "Concordia". A risentirne sarà anche la "casa madre" Carnival

Il tragico incidente della "Concordia" pesa e peserà sui conti della Costa e della controllante Carnival. E non poco. Da oltre Atlantico ieri rimbalzavano stime e dichiarazioni del vertice del colosso crocieristico statunitense. In primo luogo Carnival prevede che il marchio Costa perderà nel corso del 2012 100 milioni di dollari e ritiene che, dal punto di vista commerciale, la compagnia italiana avrà bisogno di un anno per riassestare le prenotazioni. In secondo luogo Carnival ha chiuso il primo trimestre 2012 con un "rosso" di 139 milioni di dollari, "rosso" sul quale l'«affaire» del Giglio pesa per 29 milioni: ne risentirà l'intero 2012, tant'è che il gruppo nordamericano ribassa sensibilmente le stime, che passano da un utile pronosticato in 2,55-2,85 dollari/azione a 1,40-1,70 dollari/azione, un taglio valutabile attorno all'80%.

Dopo la tragedia di "Costa Concordia" il titolo Carnival, quotato a Wall Street, ha ceduto il 18%. Il gigante "cruise" sperava che, archiviati i 19 milioni di turisti ospitati nel 2011, si potessero raggiungere nel 2012 i 20 milioni e si potesse puntare ai 22 milioni nel 2015. In terzo luogo Micky Arison, amministratore delegato della Carnival, dopo aver espresso il cordoglio aziendale alle famiglie delle vittime, ha annunciato che il gruppo ha avviato un procedimento interno per comprendere le ragioni del tragico accaduto, per verificare misure di sicurezza e capacità di risposta alle emergenze.

«Abbiamo fiducia  ha dichiarato attraverso una nota il manager statunitense - nel fatto che riusciremo a riguadagnare la fiducia nel marchio Costa». Compagnia che Carnival ha acquisito nella seconda metà degli anni '90 dalla famiglia Costa, per conferire il prestigio della "griffe" europea al successo ottenuto nel miliardario mercato domestico. E bene ricordare che Costa è la prima compagnia "cruise" del Vecchio Continente con un fatturato che ha sfiorato nel 2010 i 3 miliardi di euro, con oltre 2 milioni di passeggeri trasportati.

Ancora ieri Roberto Corbella, presidente dei "tour operator" associati in Astoi-Confindustria, ha ribadito che, in seguito alla vicenda di "Costa Concordia", il comparto crocieristico ha subito complessivamente una flessione di prenotazioni calcolata al 22%, che nello specifico caso di Costa Crociere ha toccato il 35%. Corbella ha anche aggiunto, a mò di ottimistico segnale, che pochissimi sono coloro che hanno cancellato la crociera prenotata prima dell'incidente verificatosi al Giglio. Le difficoltà di mercato si riverberano sull'andamento dei prezzi, che rimarca mediamente un abbattimento del 15%. - di Massimo Greco

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