Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Il Manifesto - Costa, 11mila euro per risarcire i passeggeri

Il Manifesto - Costa, 11mila euro per risarcire i passeggeri

29 Gennaio 2012

Le associazioni dei consumatori si dividono: per Adoc è «accordo storico, una class action stragiudiziale», per Codacons «un'elemosina».

Slitta a domenica il recupero del gasolio

Con una trattativa serrata di 16 ore le associazioni dei consumatori hanno chiuso l'accordo con la Costa crociere Spa: ogni passeggero a bordo della Concordia, tragicamente ammarata all'isola del Giglio la notte del 13 gennaio, otterrà un risarcimento di 14 mila euro circa nel giro di sette giorni. L'azienda infatti ha riconosciuto il risarcimento di 11 mila euro a passeggero per i danni materiali e psicologici, più il rimborso totale della crociera comprese le spese portuali e le spese fatte a bordo, più le spese sostenute per tornare a casa e quelle mediche eventualmente affrontate. Inoltre il risarcimento viene riconosciuto anche ai bambini, ospiti non paganti. «Abbiamo iniziato alle 10 di mattina con 6 mila euro, poi sono diventati 9 mila poi siamo arrivati a 11 mila nelle ultime due ore dell'incontro terminato alle due di notte - spiega il vicepresidente nazionale di Assoutenti, Furio Truzzi, che ha partecipato al tavolo romano - Sono più che contento: dal punto di vista economico è un valore altissimo e i tempi sono stati molto rapidi visto che siamo arrivati all'accordo con l'azienda in soli 14 giorni».

L'incontro è stato promosso da Astoi (la Confindustria viaggi) con i rappresentanti delle associazioni di consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori) che rappresentano al momento 230 passeggeri su 3.200, «ma Costa ha aderito all'accordo per tutti i passeggeri», spiega Truzzi.

La compagnia si è impegnata a restituire i beni che verranno trovati nelle cassette di sicurezza a bordo, si precisa che verrà fornita un'assistenza psicologica a chi ne facesse richiesta e nell'accordo è stato anche contemplato l'annullamento di crociere con Costa su qualsiasi tratta: la compagnia ha pattuito che chi volesse rinunciare al viaggio può farlo entro il 7 febbraio e non dovrà pagare alcun indennizzo. I rappresentanti delle associazioni che hanno chiuso la trattativa sono molto soddisfatti. Parla di «accordo storico» il presidente Adoc Carlo Pileri e aggiunge che «chiude una vicenda drammatica, una vera class action stragiudiziale e risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo».

Invece secondo Codancons: «Si tratta di un'elemosina che i passeggeri non devono assolutamente accettare», come dichiara il presidente Carlo Rienzi. Codancons ha infatti intrapreso il 21 gennaio un'azione legale a Miami contro Costa e Carnival (la società americana da cui Costa è controllata quasi in toto) contando su risarcimenti maggiori, che secondo Codancons potrebbero toccare a 125 mila euro a passeggero. Con quali tempi è tutto da vedere. Sul sito dell'associazioni in un comunicato stampa del 14 gennaio si legge: «Riteniamo che l'indennizzo non possa essere inferiore a 10.000 euro a passeggero, e invitiamo tutti i viaggiatori che erano a bordo della Costa Concordia ad aderire alla class action». Anche Confconsumatori non ha firmato al momento l'accordo. L'associazione si è costituita parte civile al processo che inizierà a breve a Grosseto mentre una clausola dell'accordo prevede che le associazioni dei consumatori che accettano la transazione non lo facciano. Distinguo a parte, tra compagnie assicurative, singole voci di risarcimento e importi messi direttamente da Costa, il solo risarcimento ai passeggeri arrivati sani e salvi a terra supera i 42 milioni di euro in totale. Un altro capitolo si aprirà poi per i parenti delle vittime e i feriti gravi. Per questi si deciderà caso per caso. Si tratta comunque di una pratica monstre anche per gli studi legali più agguerr