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Rassegna stampa Astoi
GUIDA VIAGGI - Pier Ezhaya: “Tutto sul long haul”

GUIDA VIAGGI - Pier Ezhaya: “Tutto sul long haul”

25 Giugno 2019

Intervista con il consigliere di Astoi Confindustria Viaggi

Un lungo raggio che esce dai confini della stagionalità, con l’Oceano Indiano protagonista al fianco degli Stati Uniti e a un Giappone che non cessa di crescere. E’ questo il punto di vista di Pier Ezhaya, consigliere Astoi, sul long haul dei t.o. italiani, tra geopolitica e caro petrolio, tra il dovere di cercare sempre mete innovative – con l’Oriente primo indiziato – e quello di rilanciarne altrettante ingiustamente considerate “fuori moda”, Australia in primis.

Gv: Qual è l’andamento delle mete sul lungo raggio? Come cambia la geografia delle vacanze “esotiche” degli italiani?
“Il lungo raggio non può più essere confinato alla stagione invernale e ormai lavora bene anche in estate. Chiaramente le caratteristiche climatiche spingono maggiormente su alcune mete e meno su altre. Direi bene il Madagascar, le Maldive, le Seychelles, il Kenya, Zanzibar e anche il Sud-est asiatico, anche se l’apprezzamento del Bath Thailandese - circa il 15% in più - ha reso un po’ meno competitiva la Thailandia. Bene il Nord America e il Giappone, che continua a macinare crescite a doppia cifra soprattutto nelle stagioni ‘di spalla’. I Caraibi non stanno vivendo la loro miglior stagione, ad eccezione della Repubblica Dominicana, che continua a tenere bene”.

Gv: Qual è la situazione attuale dell’area caraibica?
“È fluida. Il Messico sta cercando di affrontare alcuni problemi relativi al fenomeno delle alghe. Va detto che ogni albergo si è dotato di mezzi e personale per affrontare il problema e nella maggior parte dei casi si riesce a gestire il fenomeno. Qualche volta però il fenomeno è più massiccio ed è quindi più difficile trovare soluzioni immediate. Però non dobbiamo dimenticare che vedere il Messico come meta esclusivamente balneare è riduttivo: è un paese fantastico, che può offrire moltissimo. Cuba sta vivendo un momento delicato a prescindere dal turismo. I rapporti con gli Stati Uniti di Trump sono meno ‘proficui e aperti’ di quelli che c’erano con gli Stati Uniti di Obama e questo sta avendo ripercussioni di vario genere. Pensiamo solo al tema dei diritti portuali per le crociere. La Repubblica Dominicana è in salute, Bayahibe continua a raccogliere consensi dal mercato italiano. Gli standard alberghieri sono buoni, le spiagge belle e il mare splendido. Gli altri Caraibi hanno prezzi molto alti e quindi filtrano molto la domanda”.

Gv: Emergono nuovi trend sul long haul, quanto a format di vacanza e tipi di tour richiesti, e di conseguenza proposti dai t.o.?
“La domanda maggiore è la flessibilità. Il soggiorno a 7 notti è quello più classico e il più venduto, ma non può essere l’unico. Inizia una domanda a soggiorni variabili e molti soci, anche se operano con i voli charter, stanno modificando la propria offerta con almeno due ‘toccate’ nei luoghi più importanti in modo da combinare diverse durate”.

Gv: Quanto incide in percentuale il target sposi sul lungo raggio complessivo?
“Qui dipende molto dal segmento. Sul tailor made può valere fino ad un 20-25%, mentre sui pacchetti mainstream circa un 10/15%”.

Gv: La nuova ondata di caro-petrolio sta incidendo in misura rilevante sul pricing sul lungo raggio e sui relativi volumi?
“Un po’ incide sempre, ma non dimentichiamo che nel 2012 il Jet fuel viaggiava a 950/1000 dollari alla tonnellata. Adesso siamo di poco sopra i 600. Non è più il periodo dei 400 dollari alla tonnellata, ma anche quello era innaturale ed aveva ragioni complesse: infatti è durato poco. Io credo che siamo in un valore accettabile e di mercato. Onestamente non vedo un effetto volumi che derivi da questo fenomeno”.

Gv: Qual è la destinazione sul long haul ancora poco nota e che secondo voi diventerà top nei prossimi anni?
“Bisogna pensare a mete nuove. È il dovere di chi fa questo mestiere che ha anche il compito di arrivare prima, di aprire i corridoi in modo da favorire lo sviluppo di alcune aree. I Caraibi sono ben scoperti, diciamo, così come l’Oceano Indiano. Alcuni nostri soci hanno aperto nuovi scali con voli diretti come il Myanmar e il Vietnam, ma in Oriente c’è ancora molto, moltissimo da scoprire e forse le sfide più importanti sono li. A livello di tailor made, sicuramente il Giappone sta vivendo un momento d’oro ma anche l’Africa Australe e le Americhe, sia quella del Nord sia quella del Sud. Forse come operatori dovremmo sostenere di più l’Australia, che è un po’ uscita dalle ‘mode’ degli italiani ma che resta una meta unica e bellissima”.

 

Fonte = GUIDA VIAGGI 25/06/19