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GUIDA VIAGGI - MALTA: COSA SUCCEDE AI PACCHETTI VACANZE STUDIO?

GUIDA VIAGGI - MALTA: COSA SUCCEDE AI PACCHETTI VACANZE STUDIO?

16 Luglio 2021

Caso Malta. Secondo le stime comunicate da Astoi, sono circa mille gli studenti italiani in vacanza studio sull’isola in viaggio con alcuni t.o. aderenti all’associazione, che ha recentemente emanato una nota di aggiornamento in merito ai casi di positività e quarantena registrati nei giorni scorsi fra gli studenti. L’associazione e gli operatori interessati sono prontamente intervenuti sul fronte dell’assistenza. Quanto alle partenze future, “stanno gestendo in questi giorni gli annullamenti”.

Intanto è notizia di qualche giorno fa la decisione presa dal governo maltese di modificare il provvedimento che vietava l’ingresso nel Paese ai viaggiatori non vaccinati. Il governo ha annunciato che i viaggiatori non immunizzati dovranno osservare una quarantena la cui durata, però, non è stata menzionata, sebbene il periodo di autoisolamento obbligatorio per chi arriva da Paesi classificati come “rossi” sia già di 14 giorni. La scorsa settimana le autorità sanitarie hanno rilevato nuovi focolai attribuiti a viaggi linguistici, quindi è stato deciso che anche le scuole di inglese, che accolgono studenti da tutto il mondo, saranno chiuse a partire da ieri, 14 luglio. Intanto ieri Mta – Malta Tourism Authority, ha inviato una nota per chiarire la propria posizione soprattutto al comparto turistico italiano, “perché il momento è delicato e non è assolutamente possibile pregiudicare la stagione estiva che sta proseguendo invece in totale sicurezza e a pieno ritmo”, ha fatto presente l’ente in una nota.

Questa è la cronaca, ma si può già parlare di crisi maltese per i pacchetti vacanze-studio? A intervenire sul tema è l’avvocato Carmine Criscione, consulente di t.o. organizzatori di vacanze-studio e legale di Welcome Travel il quale fa presente come “il recente aumento del numero dei contagiati e l’aggravarsi della situazione sanitaria locale abbia determinato un’impasse per i flussi turistici da e verso Malta. Da ultimo, la decisione del ministro della Salute, Chris Fearne, che, dallo scorso 14 luglio, ha sospeso tutti i collegamenti in entrata verso l’isola ad eccezione dei soggetti che abbiano completato il ciclo vaccinale e, al contempo, ha sancito la chiusura di tutte le scuole di lingua presenti sul territorio (che sono state il centro di tutti i focolai locali)”. Questo provvedimento – mette in luce l’avvocato -, unitamente ai precedenti provvedimenti governativi, “si iscrive nella categoria di quei provvedimenti che impediscono l’esecuzione della prestazione ma, al contempo, costituiscono quella causa esimente la responsabilità di un soggetto nell’adempiere la propria prestazione contrattuale che consente il recesso con conseguente scioglimento del rapporto contrattuale”. Quali sono i possibili rimedi alla mancata esecuzione della prestazione? E quali “i diritti riconosciuti al soggetto che ha, invece, correttamente adempiuto alla propria prestazione, ovvero alle adv e ai t.o. che hanno effettuato la prestazione di pagamento e, a cascata, ai consumatori che hanno altresì adempiuto alla propria?”.

Premesso che, “la disciplina applicabile – in generale – è sempre quella pattuita (contrattualmente) dalle parti, ci si pone il problema di cosa accada qualora tale accordo non sia stato formalizzato in un contratto”. Per poter rispondere alla domanda, l’avvocato spiega che si dovrà “verificare chi sono i player in gioco, qualora abbiano la sede legale in uno dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, verrà in soccorso la normativa dell’Unione che disciplina i rapporti tra soggetti residenti (o che abbiano sede legale) in tale spazio territoriale”. Detto ciò, considerando la situazione in cui il t.o. o adv hanno sede legale in Italia e la controparte, per esempio, un vettore ha sede legale in Irlanda o in Spagna, o una struttura ricettiva maltese con sede legale a Malta, “in assenza di contratto tra le parti, potremmo considerare il Regolamento 593/2008/UE (cd Roma I) quale strumento per la determinazione della legge applicabile alle obbligazioni contrattuali”. L’art. 4 del Regolamento stabilisce che “qualora le parti non abbiano scelto la legge applicabile, sarà la tipologia del contratto a determinarne i criteri e, nel caso di contratti di vendita di beni, prestazione di servizi, affiliazione (franchising) e distribuzione, si applica la legge del Paese di residenza del venditore, prestatore di servizi o dell’affiliato”. Concretamente negli esempi sopra menzionati, spiega l’avvocato, “la legge applicabile sarà rispettivamente la legge irlandese, la legge spagnola e la legge maltese”.

Per quanto riguarda, invece, la disciplina del foro competente per dirimere la controversia tra le parti “per tutelare il legittimo diritto dei t.o/adv al rimborso delle prestazioni non effettuate da parte dei corrispondenti esteri sarà necessario esperire un giudizio presso i rispettivi fori irlandesi, spagnoli e maltesi con applicazione delle loro leggi nazionali”.

Però, “superando anche una questione preliminare di giurisdizione e ‘forzando’ un po’ l’interpretazione della definizione di ‘luogo di esecuzione della obbligazione dedotta in giudizio’, utilizzando la recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, si potrebbe valutare di azionare il Regolamento UE 1896/2006 sulla ingiunzione europea di pagamento nei confronti della società straniera qualora si tratti di una somma non contestata, liquida e certa nell’ammontare”. Il vantaggio? Risiederebbe, “nella celerità del provvedimento, nell’obbligare la controparte a costituirsi comunque presso il Tribunale italiano. Al contempo – afferma Criscione – si potrebbe valutare di utilizzare il decreto ingiuntivo europeo notificato alla controparte anche quale strumento per negoziare con la controparte possibili soluzioni transattive”.

Fonte = GUIDA VIAGGI 16/07/21