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GUIDA VIAGGI - Astoi-Filippetti: "Thomas Cook non è una crisi del modello offline"

GUIDA VIAGGI - Astoi-Filippetti: "Thomas Cook non è una crisi del modello offline"

03 Ottobre 2019
L'associazione ritiene sia la conseguenza "di una specifica situazione finanziaria e di scelte strategiche sbagliate del gruppo inglese"

"Riteniamo che il caso Thomas Cook non sia un fallimento del modello di business o del sistema del turismo organizzato, come purtroppo in questi giorni abbiamo letto, ma la conseguenza di una specifica situazione finanziaria e di scelte strategiche sbagliate del gruppo inglese che, da tempo, aveva dato segni in tal senso". Esordisce così Nardo Filippetti, presidente Astoi Confindustria Viaggi, in merito alla questione tanto dibattutta che ha interessato il colosso inglese.

Filippetti sottolinea, infatti che, "in Italia e nel mondo abbiamo esempi di aziende virtuose che rispondono, con il loro prodotto, a una domanda ancora molto forte ed offrono garanzie e tutele al consumatore inimmaginabili se paragonate all’acquisto online. A testimonianza del fatto che non si tratta di una crisi del modello dell’offline, possiamo citare esempi di imprese online estere che sono fallite nel recente passato. In Italia il sistema aziendale dei viaggi organizzati è composto da circa 10.000 imprese tra agenzie di viaggi e tour operator e il numero degli occupati è stimato in più di 50.000 addetti; il volume d’affari prodotto complessivamente all’anno è di circa 7,5 mld di euro di cui circa 4 mld di euro sviluppati in attività di organizzazione, ossia nell’attività propria dei tour operator. Dati importanti che ben fanno capire il valore di questo comparto in Italia. La filiera del turismo organizzato è quindi caratterizzata da case history di successo, da imprese finanziariamente solide, in crescita e che, come detto, riscontrano grande apprezzamento da parte del mercato".

Il presidente di Astoi prosegue la sua analisi, sottolineando che "ad oggi il danno maggiore in Italia, come sappiamo, lo ha subito il segmento alberghiero, ma, in realtà, sono state coinvolte anche aziende appartenenti ad altri settori come quello dei trasporti o quello aeroportuale. Questo spiacevole evento sottolinea in maniera ancora più evidente l’importanza di affidarsi a un turismo organizzato che mette a disposizione dei consumatori tutte le tutele previste dalla nuova normativa europea, non ultima quella della dotazione di una copertura per fallimento e insolvenza, protezione di cui Thomas Cook godeva attraverso il fondo britannico Atol. Come sappiamo, infatti, grazie alla nuova Direttiva Europea sui Pacchetti Turistici, tour operator e agenzie di viaggi, da tre anni a questa parte, sono obbligati a garantire i clienti in caso di fallimento e insolvenza".

A tale proposito, Astoi ha creato "un Fondo di Garanzia per consentire ai tour operator associati di adeguarsi alla normativa. Quanto successo potrebbe quindi innescare un meccanismo virtuoso, accelerando la regolarizzazione di chi ancora non è in linea con questo adempimento. Inoltre, come Astoi abbiamo chiesto alle istituzioni di mettere in atto controlli effettivi – sino ad oggi di fatto assenti – volti a garantire in particolare il rispetto di quest’obbligo da parte del comparto", conclude Filippetti.

Fonte = GUIDA VIAGGI 03/10/19