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GIORNALE DI BRESCIA - Allo studio il «bonus vacanza» per chi resta in Regione

GIORNALE DI BRESCIA - Allo studio il «bonus vacanza» per chi resta in Regione

13 Maggio 2020

Il dibattito La misura piace all'esecutivo regionale ma restano ancora da trovare i fondi BRESCIA. L'idea c'è. Se ne è parlato prima informalmente, poi in modo più istituzionale e il sentiment interno racconta di consensi riscossi senza neppure troppe difficoltà. Il problema, semmai, al momento sono le coperture economiche. Ma di certo dell'ipotesi, a Palazzo Lombardia, si continuerà a parlare per le prossime settimane, anche perché il turismo è di certo uno dei settori che il Coronavirus ha messo più in ginocchio. E allora perché non proporre una sorta di «bonus vacanza» per chi sceglierà di restare dentro il perimetro regionale? La proposta sembra piacere, e non poco, nei Palazzi milanesi. Specie perché in questo modo si andrebbero ad aiutare le attività turistiche di casa. Non solo. Alla base dell'iniziativa ci sarebbe anche il concetto che, così facendo, una fetta della popolazione potrebbe permettersi una mini vacanza altrimenti preclusa. Il vero nodo da sciogliere, comunque, resta quello delle coperture economiche, specie dopo l'operazione da tre miliardi che ha visto la Lombardia impegnarsi a fornire fondi a Comuni e province per fare ripartire i cantieri e le opere pubbliche necessarie. Un tema non da poco, anche perché la volontà - se il progetto avesse tutte le carte in regola per trasformarsi in decisione vera e propria - non è certo quella di replicare lo schema proposto a livello nazionale all'interno del dl Rilancio. Il Governo, infatti, prevede che siano le stesse attività ad anticipare circa il 90% del valore del bonus messo a disposizione, come anticipo da portare in compensazione tributaria alla fine dell'anno. Metodo, questo, che ha già incassato il contraccolpo della bocciatura da parte delle categorie. «Servono prestiti e mutui a trent'anni a tasso fisso minimo a fronte del mantenimento della forza lavoro - hanno rimarcato le associazioni Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto -. Il bonus vacanza, per come è ipotizzato, è più un'operazione di marketing da parte del Governo che un vero aiuto alle persone e alle imprese e, peraltro, non è previsto che possa essere utilizzato anche attraverso il canale delle agenzie di viaggi e dei tour operator - è l'accusa -. Occorre aumentare l'Isee di riferimento e rendere lo stesso direttamente incassabile dall'imprenditore. Non è immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidità diventino invece finanziatrici dello Stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno. Dunque nulla è stato fatto ma, soprattutto, non è stato creato un vero fondo a sostegno dei mancati ricavi per le imprese turistiche» è il duro attacco sferzato dalle associazioni, che evocano il rischio di fallimento per 386mila imprese turistiche italiane. Un attacco, questo, che la Lombardia non intende dirottare su di sé. Per questo, per il momento, nessuna misura in questo senso è stata annunciata. Il lavoro da condurre tra le pieghe del bilancio sarà complesso e, soprattutto, dovrà andare di pari passo e ad integrarsi con un piano per il rilancio culturale, del settore turistico e delle imprese più complessivi. Così da ottimizzare risorse e risultati.

Fonte = GIORNALE DI BRESCIA 13/05/20