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DREPORTER - La Caporetto del turismo: persi 65 milioni di ospiti in estate

DREPORTER - La Caporetto del turismo: persi 65 milioni di ospiti in estate

06 Ottobre 2020
Ieri creava ricchezza, posti di lavoro con circa 500mila stagionali impiegati in una estate “normale” negli alberghi della Penisola e comprendendo le altre attività collaterali si arriva a quasi un milione. Era il volano che trainava altri comparti e produceva ricchi gettiti per l’erario: i soli alberghi nel 2019 hanno versato 2 miliardi di Iva. Nel primo anno dell’era del virus cinese un hotel su tre è a rischio chiusura. A Milano, diversi albergatori hanno già avanzato la richiesta di concordato preventivo.

Servono i mini bond

Un quadro drammatico che nei giorni scorsi ha spinto Federalberghi, la Federazione del turismo organizzato, Federterme e Astoi-Confindustria Viaggi ha chiedere al Governo il varo di mini bond a scadenza 25 anni per fare superare alle aziende sane la tempesta. Inoltre Cassa depositi e prestiti ha varato il Fondo nazionale del turismo che forte di una dote di 2 miliardi acquisterà e rinnoverà hotel iconici a 5 stelle affidando a terzi la gestione alberghiera. «Un primo importante passo per la tutela del patrimonio imprenditoriale turistico italiano – spiega Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria -. È evidente che per far fronte a questa situazione emergenziale servano ulteriori misure straordinarie. Ci auguriamo quindi di poter continuare la positiva interlocuzione con Cdp per trovare insieme strumenti finanziari adatti all’intera industria turistica». Inoltre Marina Lalli auspica che il Governo «per dare una spinta ai consumi abbassi per almeno 6 mesi l’aliquota Iva. Una misura particolarmente onerosa ma auspicabile se inserita nel piano al quale il Governo sta lavorando». In Germania fino a fine anno l’Iva è passata al 16 dal 19% e al 5 dal 7%. «Sarebbe fondamentale poter focalizzare la riduzione a quei settori, come il turismo, che sono stati duramente colpiti dalla pandemia – continua Marina Lalli -. Secondo l’istituto Demoskopika 50mila imprese del comparto rischiano il fallimento». Per quanto riguarda il bilancio dell’estate la presidente ricorda che «sono stati in vacanza 33 milioni di italiani con una spesa pro capite intorno ai 550 euro. Uno su quattro ha scelto destinazioni vicino a casa e la preferenza ha premiato il mare ma tutto si è concentrato in pochissimi giorni rispetto al passato quando si soggiornava per 7 o 10 giorni. Le città d’arte hanno sofferto per l’assenza dei turisti stranieri che si stima siano stati 25 milioni in meno rispetto l’estate 2019». Perché gli habitués degli alberghi di lusso, fanno sapere da Federalberghi–Confcommercio, provengono da Stati Uniti, Giappone, Russia, Australia, Brasile e Cina. Paesi senza voli aerei diretti con l’Italia.

Ristoranti deserti

Senza di loro, clienti affezionati della tavola italiana e delle specialità agroalimentari, i ristoranti sono rimasti deserti. Tra giugno e agosto hanno perso incassi per 5,2 miliardi di cui quasi i due terzi, circa 3,3 miliardi, legati all’indotto turistico. Secondo le rilevazioni Fipe per oltre otto imprese su dieci la stagione è andata male o molto male proprio a causa dell’assenza dei clienti stranieri. Se le città d’arte erano deserte o quasi la situazione delle spiagge non era molto diversa. «Nel comparto balneare si è registrata la buona affluenza soltanto nelle settimane centrali di agosto, nei week end di giugno e luglio e nelle località più rinomate come il Salento e la Versilia – sottolinea Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari -. Ma non basta per salvare la stagione».
Articolo di di Enrico Netti pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

Fonte = DREPORTER 06/10/20