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Corriere.it - Recuperata la diciassettesima vittima: è una peruviana membro dell'equipaggio

Corriere.it - Recuperata la diciassettesima vittima: è una peruviana membro dell'equipaggio

29 Gennaio 2012


Costa Concordia, c'è accordo sul risarcimento

Ma sei passeggeri chiedono 350 milioni euro

IL RECUPERO - Il recupero della donna peruviana è avvenuto mentre le condizioni meteo all'isola del Giglio stanno peggiorando tanto che sono state sospese le operazioni di preparazione per l'inizio del pompaggio del carburante dalla nave, che potrebbero slittare alla metà della prossima settimana. Lo ha comunicato la Smit, società incaricata dell'operazione di pompaggio di carburante. La Protezione civile di Grosseto riferisce che in mare si sono sviluppate onde alte un metro. «Nelle prime sei cisterne individuate si trova la maggioranza del carburante, oltre il 50%. Appena terminato questo svuotamento di questo, che richiede almeno tre settimane, i lavori si sposteranno nelle altre cisterne accessibili dall'esterno». Lo ha detto il rappresentante italiano della Smit.

I RISARCIMENTI - Intanto sei passeggeri della Concordia hanno presentato a Miami una richiesta di risarcimento complessiva per 460 milioni di dollari (350 milioni di euro) alla Carnival Corporation e alla Costa Crociera per l'angoscia provata durante il naufragio della nave all'isola del Giglio. L'avvocato Marc Bern ha riferito di aver presentato la richiesta nella città in cui ha la sede legale la Carnival a nome di due coppie americane e una italiana. Nella denuncia si accusano la Carnival e la Costa di «negligenza marittima» e di condotta negligente perché la Concordia aveva deviato dalla sua rotta e si era avvicinata troppo agli scogli.

L'ACCORDO - La notizia giunge mentre viene annunciato l'accordo tra la compagnia, assistita da Astoi Confindustria Viaggi, e la maggior parte delle associazioni dei consumatori, siglato venerdì a Roma: sarà di circa 14 mila euro, 11 di risarcimento danni più altri 3 mila a titolo di rimborso, l'indennizzo che Costa Crociere pagherà ai passeggeri della Concordia, fatta eccezione per le famiglie delle vittime e i feriti che avranno un trattamento diverso. L'accordo consente alle oltre tremila persone coinvolte nel naufragio dell'isola del Giglio di ottenere il pagamento entro sette giorni. «Un'elemosina», protesta il Codacons, che insieme a Confconsumatori e Codici non ha sottoscritto l'intesa. L'accordo è stato raggiunto al termine di una trattativa fiume, durata oltre 16 ore. L'indennizzo di 11mila euro copre tutti i danni patrimoniali e non, inclusa la perdita del bagaglio e degli effetti personali, nonché la vacanza rovinata e il disagio psicologico. Un importo forfettario «superiore ai limiti previsti dalle convenzioni internazionali - sottolinea una nota diffusa da Astoi - e dalle leggi vigenti», a cui bisogna aggiungere rimborsi per una media di circa tremila euro. Tra questi il prezzo della crociera, delle spese di viaggio per l'arrivo al porto di partenza e per il rientro a casa, un forfait per le spese sostenute a bordo e le eventuali spese mediche. «Un risultato di grandissimo prestigio, sia per i tempi, rapidissimi, in cui è stato ottenuto, sia perché costituisce un'importante precedente per il futuro», commenta il Comitato Naufraghi della Concordia. Si stima che a sottoscrivere l'accordo sarà il 85% dei passeggeri, che riceveranno direttamente da Costa la proposta e la modulistica per l'accettazione. Per chi non accetterà, invece, resta la strada del tribunale, quella che intendono appunto percorrere Codacons, Confconsumatori e Codici. Che invitano a «non accettare l'accordo» e indicano la strada della class action negli Usa, «Paese dove la vita umana, in termini di risarcimento, ha un valore superiore rispetto alla giurisdizione italiana».

DALLA SICILIA - «Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti». A dirlo è Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato dei naufraghi siciliani della Concordia, che si dice «indignato, sia per l'offerta di 11 mila euro formulata da Costa, sia perché 16 organizzazioni che dovrebbero tutelare